La bomber della Pro Reggina commenta l'uscita degli scatti d'autore della sua squadra: “Abbiamo dimostrato che le ragazze che giocano a futsal possono essere femminili. Siamo donne e calciatrici allo stesso tempo”.
di Gisberto Muraglia
E poi dicono che nel futsal in gonnella non c’è femminilità. Chissà quanti devono essersi ricreduti dopo aver visto il calendario della Pro Reggina, forte formazione di calcio a 5 femminile impegnata in serie A. Il progetto, pensato in estate e annunciato durante la presentazione ufficiale della squadra, è diventato finalmente realtà. L’iniziativa è a sostegno delle donne nello sport come veicolo di interesse ed espansione dello stesso futsal femminile. Il calendario potrà essere acquistato tramite sottoscrizione volontaria già da domenica 18 dicembre quando, nel teatro delle sfide casalinghe della Pro Reggina, al Pala Botteghelle, sarà sfida con le cugine della Jordan nella gara valevole per la decima giornata di campionato, in ballo ci sarà anche l’accesso alla Final Eight di Coppa Italia. Le foto d’autore hanno messo in mostra tutto il bello di questa squadra, tra le più forti del campionato e, da qualche ora, anche tra le più apprezzate per evidenti meriti extra sportivi. Clelia Stuppino, Pamela Presto, Roberta Cioffi, Loredana Vadalà, Martina Romeo, Martina Cacciola, Zaira Arena e Francesca Gatto: sono state loro ad infiammare, con delle raffinate foto di nudo artistico, l’obiettivo della macchina fotografica di Franco Daria. Pamela Presto è una delle colonne della squadra grazie al suo indiscusso talento. Estro, intelligenza tattica e piedi sopraffini la rendono una pedina fondamentale per mister Tramontana. E c’è da scommettere che dopo queste foto lo sarà anche per i tifosi amaranto. Per una volta maglia e pantaloncini possono aspettare.Pamela, complimenti per la vostra iniziativa. Ma quando ve l'hanno proposto la prima volta che avete pensato?
“Eravamo in ritiro per la preparazione quando il fotografo Franco Diara e Giuseppe Pratico ci hanno presentato il progetto. Inizialmente non avevamo capito bene e pensavamo ad un certo calendario, ma poi quando abbiamo capito che si trattava di un nudo artistico abbiamo tentennato un po’! (ride, ndr). Quando ci siamo consultate, però, abbiamo capito che era un’occasione imperdibile e quindi abbiamo accettato subito. E’ una cosa che ha stupito un po’ tutti, da noi non si sarebbero mai aspettati una cosa del genere ed anche per questo non abbiamo avuto esitazione a fare il calendario”.
C'è stato un momento in cui siete state in imbarazzo oppure davanti alla macchina fotografica non avete tradito alcuna emozione?
“Inizialmente un po’ di imbarazzo c'è stato, ma avevamo di fronte un professionista con la sua macchina fotografica e lui aveva di fronte delle ragazze che per la prima volta si mettevano in posa con slip, tacchi e top, quindi ti lascio immaginare. Quante risate! I tacchi erano così alti che quasi quasi ho rischiato una distorsione. Scherzi a parte ti dico che, non essendo professioniste, i primi scatti non sono stati facili ma poi grazie alla professionalità del fotografo, che ci ha messo a nostro agio, è andato tutto liscio anche perché tenendoci a questo progetto un po’ di pudore e di imbarazzo è stato messo da parte”.
Il trionfo della vostra femminilità in una disciplina dove dicono che non ce n’è per niente. Che ne pensi?
“Sicuramente con questo calendario abbiamo sfatato tanti tabù, quelli dove le ragazze che giocano a calcio non sono per niente femminili. Penso che questo sport può essere praticato sia da ragazzi ma soprattutto da ragazze e noi siamo la dimostrazione più lampante. Non sono d'accordo con le persone che dicono che il futsal sia una disciplina prettamente maschile perché noi donne abbiamo grinta e determinazione da vendere e, con questo calendario, vogliamo non solo sensibilizzare questo sport ma soprattutto vogliamo dimostrare di essere donne e calciatrici allo stesso tempo”.
Non è che adesso qualcuna di voi lascia il futsal per dedicarsi alle passerelle?
"No no, assolutamente. Abbiamo fatto questo calendario con un unico scopo, quello di divertirci. Non abbiamo pensato ad una eventuale visibilità che ci possa portare in passerella, vogliamo solo dimostrare che questo sport fa parte della nostra vita nonostante i nostri impegni lavorativi e di studio. E’ stata una bellissima esperienza e penso che occasioni del genere non capitano tutti i giorni. Forse, però, se non saremo convocate in nazionale saremo convocate a Miss Italia!”
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