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IL BLUE TEAM SI TINGE DI ROSSOBLU

Arrivano anche dal football americano le soddisfazioni per lo sport tarantino, due atleti nati nella città dei due mari sono stati selezionati da coach Brock Olivo, coach americano con trascorsi nella mitica NFL , il campionato professionistico a stelle e strisce.

Si tratta di Francesco Gaudio, running back dei Marines Roma e di Paolo Ricchiuti linebacker dei Giants Bolzano. Un percorso simile per i due atleti tarantini gli inizi con i Delfini Taranto con coach De Bartolomeo, l’evoluzione nell’ altra squadra tarantina degli Hawks con coach Anzevino e poi l’approdo nelle squadre di IFL (Italian Football League) dove c’è stata la maturazione ed adesso con questa convocazione in nazionale possiamo dire che è arrivata anche la consacrazione.

Francesco Gaudio per molti versi era un predestinato, infatti è l’ unico italiano a ricoprire il ruolo di running back in una squadra di massima serie, infatti tutte le altre si affidano agli americani, un ruolo decisivo e delicato, sulle cui spalle e gambe grava il peso dell’ attacco, noi l’ abbiamo intervistato.

L’anno scorso una annata eccezionale con i Marines con la vittoria del titolo nazionale U21 ed un SuperBowl perso solo in finale, quest’anno la nazionale, immagino sia il coronamento di un sogno?

Sicuramente un'annata da ricordare, tante soddisfazioni sia personali che collettive. Il College Bowl vinto contro i nostri avversari storici dei Barbari Roma nel derby , il titolo MVP assegnatomi anch’esso durante il College Bowl, a coronare ulteriormente il duro lavoro dei mesi precedenti. Purtroppo la "doppietta" è mancata di pochissimo, battuti da un'ottima compagine come quella dei Giants, tanta esperienza e ricordi nel cassetto da non dimenticare mai, soprattutto un touchdown da 80 yards.

Coach Brock Olivo punta molto sul tuo talento, nonostante il ruolo delicato come quello del running back, posizione largamente occupata dagli americani in IFL, senti questa responsabilità o ti serve da ulteriore stimolo?

Il coach Olivo è un superbo allenatore e motivatore, una persona molto carismatica. Ovviamente ad inizio stagione ero un pò intimorito da questa enorme responsabilità ma sono stato aiutato dai miei compagni e dal mio allenatore al meglio. Come ho detto la responsabilità è tanta ma la voglia di dimostrare chi sono realmente lo è anche di più.

Il BlueTeam sarà impegnata nella Mediterranean Cup, torneo internazionale con Slovenia, Turchia e con una selezione Usa , con quali ambizioni affrontate questa avventura?

La Mediterranean  Cup, è una competizione al suo primo anno ma con grandi basi organizzative e con una premessa di ottimo spettacolo. Dopo l'amichevole giocata sabato scorso a Varese contro lo stesso team USA Eagle e vinta 20 a 0, abbiamo delle grosse ambizioni e speriamo sinceramente di portare a casa la coppa

Quanto lavoro e quanti sacrifici ci sono dietro questi risultati?

Gioco a Football da 10 anni ormai, e i sacrifici non si contano. Anni di trasferte massacranti, palestra, allenamenti con qualsiasi condizione atmosferica(3 volte a settimana senza contare i CAMP), soldi e qualche infortunio mi hanno portato spesso a voler mollare. Però le soddisfazioni arrivano per chi le sà aspettare, e sono arrivate con questa Nazionale, con le varie finali e soprattutto con il riconoscimento finalmente di un talento tutto Tarantino.

Il football americano è in ascesa fra i ragazzi , nonostante venga ancora considerato uno sport di nicchia, che consigli diamo loro e soprattutto un messaggio per chi nella nostra Taranto ha intrapreso questo Sport.

Il football è uno sport stupendo e quando incominci diventa veramente difficile smettere. Sono contento che in questi anni ci sia stato uno sviluppo nei giovani, del resto loro sono il nostro futuro e ci serviranno per diventare sempre più forti e organizzati. Il consiglio principale che posso dare e che in questi anni mi ha aiutato molto è ALLENARSI ALLENARSI ALLENARSI, imparare bene quello che il vostro allenatore vi dice e cosa più importante DIVERTIRSI. Per quanto riguarda Taranto, mia terra di provenienza familiare e sportiva, suggerisco pazienza e collaborazione a tutti i livelli societari e sportivi. Sollevare meno problemi possibili e assorbire tutto il possibile da chi ritenete migliore di voi e ricordate che ci sarà sempre qualcuno migliore di voi, questo deve solo spronarvi a raggiungerlo o a superarlo e per farlo c'è solo una strada che è quella del sacrificio.

Per quanto riguarda Paolo Ricchiuti invece la strada è sta più dura, alcune stagioni difficili  nei Doves Bologna, la rinascita nei Giants Bolzano.

La  sensazione che si prova dopo un simile risultato?

La sensazione è fantastica è impagabile, sono cosciente del fatto che parteciperò solo ad un torneo amichevole. Tutta la vicenda è stata un susseguirsi altalenante di emozioni, dalla prima convocazione per il camp di Milano piovuta davvero dal cielo ,quest'anno ho fatto davvero un buon campionato, ma non mi aspettavo di essere chiamato anche perchè l'anno scorso per gli europei non avevo avuto la stessa possibilità , al superamento del primo taglio e quindi la possibilità di indossare la maglia della nazionale almeno per una volta, alla convocazione finale inaspettata, perchè in amichevole contro il team USA avevo avuto poche possibilità di mettermi in mostra,  è giunta sul filo di lana alle 21:30, a causa dell'sms inviato da Coach Brock Olivo e mai ricevuto.

Quanto incide il passaggio ai Giants Bolzano in questa convocazxione, dopo le vicende bolognesi?

Devo sinceramente ringraziare Argeo Tisma (presidente dei Giants Bolzano) per avermi dato la possibilità di giocare quest'anno nella squadra campione d’Italia  dopo che i Doves bologna squadra in cui avevo giocato nelle 2 stagioni passate erano falliti e dopo che i Warriors Bologna avevano deciso di sbattermi la porta in faccia per motivi che ancora mi sono ignoti...
Comunque aver giocato Bolzano mi ha aiutato molto, in quanto mi ha dato la possibilità di mettermi in luce in un team di prim'ordine e riuscire, alla fine, a diventarne un pezzo importante. Basta pensare al fatto che ho giocato titolare in attacco come slot receiver/ tight end, in difesa come line backer o strong safety e nei vari special team. Un impegno del genere non lo avevo più affrontato dall'ultimo anno in giovanile.

Cosa ricordi dell'inizio di questa avventura avvenuta se non erro con i Delfini Taranto?

Pensando al passato mi viene un pò da sorridere... Devo ringraziare Mimmo De Bartolomeo per avermi dato la possibilità di avvicinarmi a questo sport 10 anni fa ormai, ma il vero salto in avanti l'ho fatto grazie a coach Ronald Anzevino quando ho giocato negli Hawks.
Credimi che dopo tanti anni (6) giocati in serie A il ricordo più forte che ho del passato riguarda gli allenamenti: non ho mai più fatto un allenamento come quelli di allora dove ci si picchiava come fabbri per tutto il tempo . Ormai ci si allena solo sulla tecnica e molto poco sui placcaggi; probabilmente devo dire grazie a quegli allenamenti se ora sono riuscito a fare questo bel passo in avanti.

La speranza è che l’esempio dato da questi due ragazzi e le parole da dove traspare una grande umiltà e spirito di sacrificio venga seguito dai ragazzi tarantini che praticano questo sport e che la squadra tarantina degli Spartans ritorni a partecipare ad un campionato nazionale, bloccando così il fenomeno dell’ “emigrazione” dei giocatori rossoblu verso le altre società.

Bravi Paolo e Francesco, alfiere dello sport tarantino nel panorama internazionale del Football Americano.

ANTONIO MAGGIO

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