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IN ESCLUSIVA LUCA DINOI, GIOVANE TALENTO DEL TENNIS TARANTINO

Luca DinoiBella chiaccherata con il giovane Dinoi, tennista di belle speranze in cerca di conferme

Allora Luca, per prima cosa ti chiedo come nasce la tua passione per il tennis? Sappiamo che il tuo papa' e' un ottimo giocatore di pallavolo, quindi nasci in una famiglia di sportivi.

Si, certamente il fatto di essere nato in una famiglia dove si praticava dello sport, mi ha aiutato a pensare che lo stesso fosse una cosa importante. Pertanto l' idea di praticarlo anch' io, è stata per me abbastanza naturale. Il tennis viene fuori dalla presenza di un campo all' interno del condominio dove sono nato, campo in cui ho passato tanto tanto tempo a giocarci già da bambino.

A che eta' hai preso in mano per la prima volta una racchetta da tennis? Dopo quanto ti sei accorto che il tennis poteva diventare il tuo lavoro?

La prima volta, ritengo, a non più di due anni, in quel famoso campo del condominio, ma gli allenamenti veri e propri, credo siano iniziati verso i sei anni. Mi sono accorto che poteva diventare un lavoro quando hanno incominciato "stranamente" a pagarmi per le mie prestazioni sportive.

Luca, la vita di un tennista e' sempre molto movimentata, allenamenti, viaggi e alberghi: descrivici questo tenore di vita che in questo sport e' abbastanza particolare.

Ritengo che la risposta a questa domanda sia all' interno della domanda stessa. La vita di un tennista è sempre rigorosamente movimentata. I tornei si svolgono sempre in città diverse dell' Italia, e per la verità anche fuori, pertanto si è sempre con il borsone pieno di indumenti e pronti a partire. Si ha poco tempo per curare le amicizie e in generale per svolgere altre attività che non siano strettamente collegate al tennis. C'è da dire però che questo tipo di vita itinerante, è ampiamente ripagato dalle soddisfazioni che si ottengono in campo.

Quali sono i pregi e difetti di Luca Dinoi dentro e fuori dal campo? Nel tennis essere umili e' importante per ottenere risultati concreti.


Dicono di me che sono un bravo ragazzo. Io cerco sempre di esserlo sia fuori che dentro al campo. Nel 2006, oltre ai campionati regionali, ho vinto il così detto premio "fair play", consegnatomi da Corrado Barazzutti, un premio che si dà al giocatore che si è contraddistinto per la grande correttezza tenuta in campo.Difetti ne ho tanti, come tutti, ma quello che mi crea problemi mentre gioco, è la troppa voglia di fare, che spesso mi faceva perdere di vista gli obbiettivi importanti. L'umiltà è una componente importante in questo sport, ma non fondamentale secondo me, per ottenere risultati importanti, e ne abbiamo diversi esempi anche tra i giocatori ad alti livelli.

A quale tennista importante ti ispiri come modello da seguire in campo e nella vita? Roger Federer e Rafael Nadal, ad esempio sono uno spot importante per i giovani che amano il tennis.


Sicuramente Roger Federer sia come modello di eleganza dentro e fuori dal campo, compostezza , correttezza ed educazione.

In base alle tue qualita' tecniche, e al tuo stile di gioco, in quale grande tennista di rispecchi? Se permetti abbozzerei Andy Murray...

Potrei anche essere d' accordo con te, se non fosse per il fatto, che ultimamente d'ovunque gioco, mi dicono "è arrivato Novak".

Luca come ti spieghi il fatto che in italia, a livello maschile non nascono piu' talenti a livello internazionale che farebbero fare un salto di qualita' al nostro tennis?

Non sono d' accordo sul fatto che in Italia non nascono più talenti. In realtà abbiamo diversi giocatori molto forti a livello internazionale, il più importante dei quali, io ritengo, sia Fabio Fognini, che ben presto secondo me vedremo tra i più forti giocatori del mondo. Il problema piùttosto è da ricercarsi nella mancanza in Italia di una seria politica da parte della federazione e in gran parte, anche dei circoli tennis, è qui mi fermo perchè il discorso diventerebbe davvero lungo.

Facendo un analisi dei risultati delle nostre tenniste e dei nostri tennisti, ci accorgiamo questa netta differenza di risultati, secondo te da cosa dipende? attaccamento, sacrificio, voglia di emergere possono essere queste le differenze?


E tu pensi che noi uomini non facciamo sacrifici o che non abbiamo voglia di emergere? A mio parere, diventare forti per una donna è molto molto più semplice che per un uomo. Un esempio eclatante, lo abbiamo visto in questi ultimi mesi: il ritorno all' agonismo della Kim Clijsters e della Henin, ferme da due anni, la prima vince gli US OPEN, la seconda arriva in finale agli Australian OPEN. Secondo me, nessun uomo nel tennis moderno sarebbe riuscito in una simile impresa.

Australian Open, Roland Garros, Wimbledon, Us Open, in quale di questi slam sogneresti di giocare un giorno? e ancora qual e' la superficie dove esprimi il tuo miglior tennis?

Visto che mi fai sognare, perchè non tutti e quattro? Un occhio di riguardo per gli US OPEN, la mia superfice preferita, ma naturalmente è inutile dire che il sogno di ogni tennista è quello di entrare un giorno negli spogliatoi di Wimbledon.

Luca per concludere come giudichi la tua carriera fino a questo momento? Come sei classificato, e quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Come ho già detto prima, il tennis professionistico è molto duro e difficile, trovare il giusto equilibrio psicofisico e tecnico, non è una cosa semplice. Oggi io sono un seconda categoria e per il prossimo futuro ho in programma di partecipare a tornei ITF future e Challenger, cercando di ottenere i migliori risultati possibili, allo scopo di scalare le classifiche mondiali.

A nome di tuttosporttaranto.com ti auguro un 2010 speciale, ti ringrazio per la bella chiaccherata, e ti chiedo di fare un saluto ai nostri lettori. Buona fortuna Luca !



Anche io ti ringrazio per la bella chiacchierata, per ora mando un saluto a tutti i lettori di tuttosporttaranto.com da Taranto; domani mi auguro di mandar loro un saluto da Wimbledon.

Vincenzo Corallo

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