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L'Italia si è qualificata per il 2° turno del Gruppo I zona Europa-Africa: Olanda prossimo avversario. A Castellaneta Marina gli azzurri hanno conquistato il punto decisivo vincendo anche il doppio. Bolelli-Starace hanno battuto Bury-Mirny 6-1 6-4 6-2
Secondo capitan Voltchkov, Mirnyi s’era chiamato fuori dal singolare, perché ormai votato solo al doppio (è numero 11 del mondo) e al ruolo di chioccia dei giovani leoni, Ignatik e Bury. Ma anche nella sua specialità non riesce a far valere compiutamente i 36 titoli vinti, fra cui 7 Slam (3 misti). Un po’ perché, a quasi 33 anni, i riflessi non sono più quelli, un po’ perché la zavorra del compagno Bury è davvero troppo onerosa, un po’ perché, come troppe altre volte in Davis, due buoni singolaristi come Starace e Bolelli sono meglio degli specialisti come il simpatico Max. E, del resto, l’indicazione di netta superiorità degli azzurri, con i due set di singolare vinti senza lasciar set per strada, influisce sulla motivazione e sull’atmosfera anche del doppio.
La ribellione di venerdì costa a Ignatik il posto in doppio e chissà quale altro provvedimento disciplinare, perché è davvero insolito che un giocatore - peraltro di appena 19 anni - litighi così platealmente, in campo, col capitano, gli volti le spalle ai cambi campo, cerchi addiittura di sedersi altrove pur di non stargli accanto e non scambi più con lui nemmeno una parola. Mentre Bolelli, al di là del solito teatrino del sorteggio, dove capitan Barazzutti annuncia sempre un titolare sballato (in Davis come in Fed Cup), era già previsto in coppia con Starace. Per motivi tecnici, di contingenza (Seppi è assente) e anche per ritrovare un po’ il talento più fulgido del nostro tennis, sotto choc dopo 14 sconfitte consecutive in singolare. E, da dopodomani, esiliato nei tornei Challenger in Marocco, per ritrovare, vittorie, fiducia e punti in classifica (è sceso al numero 127, dal 36 che era l’anno scorso).
A parte un paio di sbavature, la partita proprio non c’è. Il 5-0 iniziale mette le ali agli azzurri, che, non giocano il doppio classico che suggerirebbe Barazzutti, ma hanno sensibilità e colpi per chiudere comunque il primo set 6-1 in 26 minuti. Poi Mirnyi si riprende, ma non abbastanza per evitare il 6-4 (40’) del secondo parziale. E il terzo è un’altra passeggiata per l’Italia. Che, con il 6-2 finale (31’), ritrova un sorriso anche con gli uomini, dopo le donne. Evidentemente Castellaneta Marina porta bene. Dopo 3 trionfi di Fed Cup.
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