Delfini Erranti e classifica finaleBandiga conquista il primo storico Scudetto del touch rugby, ma grandi applausi ai Delfini Erranti che hanno disputato un campionato davvero dignitoso
Nella tappa conclusiva del Campionato disputata a Noverasco, nei pressi di Milano, torna a brillare la stella di Modena Touch che in una accesissima finale si toglie la soddisfazione di battere i Bandiga di Rovigo che li precedevano in classifica, ma il bel successo non basta agli emiliani per recuperare il distacco accumulato nelle tappe precedenti per cui, al tirar delle somme, anche se per due soli punti di vantaggio sono proprio i veneti ad esultare e trionfare, aggiudicandosi con sicuro merito lo storico primo Scudetto del Touch, fra i calorosi applausi di tutti gli avversari e del pubblico presente. Comprensibile grande euforia dei neocampioni durante la cerimonia delle premiazioni in un tripudio di emozioni ed allegria generali proseguite poi per tutta la serata nel festosissimo “terzo tempo”. Nell’impianto lombardo, la squadra tarantina dei Delfini Erranti, probabilmente affaticata dall’ennesima lunga trasferta al nord, non è riuscita a ripetere le belle prestazioni offerte recentemente in Veneto ed in Valle d’Aosta, ma pur dovendo cedere alla distanza nelle partite con Mastini, Dolcè, Modena e Brianza, ha comunque saputo conservare, grazie al meccanismo regolamentare ed al totale dei punti conquistati sul campo, un onorevole 6° posto finale. Esito persino sorprendente se si considera che i rossoblu della città dei due mari praticano da poco più di un anno questa emergente e “rivoluzionaria” disciplina e che erano alla prima esperienza in questo genere di competizioni a livello nazionale, al cospetto di squadre ben più dotate di qualità specifica e spessore tecnico. Un confortante risultato sportivo, insomma, che servirà sicuramente da sprone per l’attività futura. Ben più lusinghiero, invece, l’altro risultato che contraddistingue e impreziosisce lo sport del Touch e che i tarantini stanno cercando di interpretare e diffondere con sempre maggiore impegno, vale a dire un crescente coinvolgimento nella “pratica sportiva” di uomini e donne di ogni età e potenzialità fisico-atletica, educazione ed abitudine alla correttezza ed al rispetto di regole ed avversari, condivisione con gli stessi di lealtà, stima ed amicizia reciproche, valorizzazione della missione pacifica e culturale dello sport. E non ultima, quella gioiosa operazione-simpatia che dal 31 maggio 2009, giorno in cui proprio allo “Iacovone” iniziò questa nuova e bellissima storia di sport e di civiltà, ha fatto conoscere ed apprezzare più giustamente la città e la gente di Taranto in ognuna delle sedi di tappa raggiunte nel corso del campionato.
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