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ANIELLO DIANA: 'PER LA TARAS POCA ATTENZIONE DA PARTE DELLE ISTITUZIONI'

Il presidente della Taras Team Taranto Aniello Diana, in una lettera inviata alla città ed agli organi di stampa, lamenta la scarsa attenzione delle istituzioni e del tessuto sociale tarantino nei confronti della società di cui è massimo dirigente ed in generale, nei confronti della disabilità stessa

lettera inoltrataci da Tecla Caforio

Carissimi, con la presente intendo segnalare e denunciare la particolare e paradossale situazione che l’Associazione che ho l’onore di presiedere, impegnata nelle attività sportive per disabili, sta attualmente vivendo.

Come sanno tutti, a seguito delle vicende che hanno visto il basket in carrozzina scomparire da Taranto, dal Settembre 2010 la Taras Team, con l’ausilio di alcuni amici imprenditori, sta provvedendo ad avviare all’attività sportiva ragazzi disabili della città di Taranto e della provincia. Attualmente, tra adulti e ragazzi, contiamo la presenza di 22 atleti che con entusiasmo, passione ed abnegazione hanno aderito al nostro progetto. Noi, come Dirigenti, ci preoccupiamo di garantire l’assoluta gratuità della frequentazione delle nostre attività, impegnandoci costantemente nel reperimento di fondi e risorse, non soltanto monetarie, per l’adeguata organizzazione delle attività. Abbiamo anche deciso, per consentire a Taranto di rivivere le emozioni che il basket in carrozzina sa dare, di iscrivere la nostra Società al Campionato Nazionale di Serie B, indetto dalla Federazione italiana Pallacanestro in carrozzina, per la stagione 2011-2012. Inizialmente abbiamo potuto registrare un notevole entusiasmo da parte delle Istituzioni, le quali si sono dette pronte e disponibili a venire incontro ad ogni nostra necessità. Poi, come spesso accade nella nostra amata Città, all’entusiasmo iniziale è seguito un triste silenzio! Non chiediamo soldi, perché siamo coscienti del fatto che è compito del privato, in applicazione di quel principio di sussidiarietà costituzionalmente previsto, preoccuparsi della gestione economica delle attività che organizza in sostituzione degli Enti pubblici.

Tuttavia non è di soli soldi che vive un’Associazione sportiva! Vi è infatti la necessità, ad oggi non avvertita dalle Istituzioni, di una razionale ed equilibrata gestione delle strutture pubbliche dedicate allo sport. Attualmente, pur contando un organico di 22 elementi da preparare alla stagione sportiva, siamo costretti a ritagliarci degli spazi residuali, causa l’ingolfamento degli orari, per gli allenamenti. Al momento, pur provvedendo a pagare regolarmente i canoni mensili, non sappiamo quale palazzetto indicare alla Federazione Italiana Pallacanestro in carrozzina per le partite del Campionato di serie B prossimo venturo. Viviamo alla giornata, tra un allenamento dopo-pranzo ed un allenamento in notturna, dovendo ringraziare il PalaFiom per l’ospitalità, sia pure non gratuita, accordataci. Eppure, una superficiale indagine consente di rilevare che tutte le palestre risultano essere occupate da non più di 2-3 Società le quali, con atteggiamento bulimico, hanno ottenuto praticamente tutti gli orari utili ad un’adeguata organizzazione della propria attività. Nessun incontro, nessun contatto, vi è stato per definire, con i responsabili delle strutture, un’adeguata distribuzione degli orari di utilizzo. Noi, come Dirigenti, non possiamo continuare a gestire in maniera improvvisata gli orari di allenamento, costretti a chiamare e richiamare i nostri atleti per convocarli “d’urgenza” ad un allenamento ”perché liberato un orario all’ultimo momento” o per comunicare loro che un allenamento è stato cancellato per l’indisponibilità della struttura, premetto che la maggior parte dei bambini e atleti vengono da tutta la provincia di Taranto, e non abitano dietro l’angolo della palestra. In un periodo di profondissima crisi economica, per il settore pubblico e per quello privato, i rappresentanti delle Istituzioni dovrebbero considerare una ricchezza, un bene da tutelare, una Associazione quale la nostra che opera gratuitamente nel sociale supplendo anche alle carenze ed alle impossibilità dell’Ente pubblico. A questo punto, con rammarico, siamo costretti a chiederci: “Taranto vuole ancora la Taras Team oppure può tranquillamente farne a meno?”. Se così fosse, cosa che nel profondo del cuore non ci auguriamo, a noi non resterebbe che portare altrove la nostra casa!

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