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TARAS TEAM IN B… CON VISTA SUL FUTURO

Presentata mercoledì la squadra che inizierà il campionato sabato a Bari. Diana: "I giovani garanzia per il futuro"

da corrieredelgiorno.it

In comune con il Dream Team c’è la passione, la differenza col passato è l’idea di base: una squadra che guarda al futuro, scommettendo ad occhi chiusi sul settore giovanile.

Si è presentata così, ieri sera al Palafiom, a pochi giorni dal debutto ufficiale nella  serie B di basket in carrozzina, la Taras  Team, sodalizio nato nel 2010 sulle “ceneri” della pluridecorata società che fu esclusa a dicembre, a metà stagione di A2,  dal Comitato Italiano Paralimpico per morosità.
Partendo dagli errori del passato, Aniello “Nino” Diana, ex dirigente del Dream Team, è riuscito a mettere insieme i “superstiti” della precedente esperienza, ponendosi come primario obiettivo la costruzione di un settore giovanile.
Obiettivo che, dopo circa un anno dall’inizio dell’attività, inizia a prendere forma: sono undici  gli atleti “creati”  dal nulla in questi mesi, tre saranno già inseriti subito nel roster che da sabato inizierà la sua prima avventura nel campionato nazionale, gli altri a turno faranno la loro apparizione appena ricevuta la visita medica per la classificazione dell’handicap.
Diana, accompagnato ieri dai suoi più stretti collaboratori (Donato Piccoli, Toty Fella, l’ex azzurro Domenico Latagliata), ha presentato con orgoglio la “creatura”, una squadra che arriva in punta di piedi al campionato, ma decisa a fare bella figura «Il nostro obiettivo iniziale non era costruire una squadra per la B, ma  è bastato chiamare qualche giocatore per metter in poco tempo su un organico competitivo. Siamo quasi tutti reduci dalle precedenti esperienze con Taranto Basket 93 e Dream Team, intenzionati a riportare in futuro Taranto a vertice nazionale».
Tutto senza fretta, perché la squadra, «pagherà lo scotto del noviziato, non sa cosa l’aspetta. Napoli, Battipaglia e Lecce hanno organico superiori. Ma ce la giocheremo con tutti».
I problemi manifestati nei mesi scorsi sulla disponibilità di impianti per ora sembrano risolti in parte. «Abbiamo trovato la disponibilità della gestione del  Palafiom e dell’assessore provinciale allo Sport Umberto Lanzo, che hanno mostrato grande sensibilità – ha ricordato Diana – ed ora abbiamo circa tre ore di allenamento settimanali. Non sono ancora sufficienti, perché vorremmo scindere le sedute della prima squadra e quelle del minibasket, ma è già qualcosa».
Diana chiede ancora attenzione da parte delle istituzioni, «che devono capire che il valore sociale della nostra attività è triplo rispetto ad altre realtà. Noi strappiamo i ragazzi disabili dal loro mondo chiuso e diamo loro  una possibilità di esprimersi, di diventare anche più autonomi, grazie allo sport. È già avvenuto con alcuni dei nostri giovani. I quali saranno la garanzia per il nostro futuro».
Un lavoro particolare, perché avvicinare un disabile allo sport è difficile: «Vincere la diffidenza e la paura delle famiglie è duro. I nostri ragazzi sono stati avvicinati per strada, abbiamo fatto un lavoro “porta a porta”, perché la promozione tra le scuole e nelle UTR non hanno dato frutti sperati. Da Taranto pochissime adesioni, la provincia invece ha risposto bene; il nostro piccolo allievo, Carlo, 8 anni, proviene da Lizzano, ha una passione incredibile e soffre quando il padre non lo può accompagnarlo agli allenamenti».
«I nostri ragazzi – aggiunge Latagliata, in qualità di giocatore-istruttore – hanno in comune educazione e rispetto per i più grandi. Doti non comuni tra i loro coetanei».
A sostenere l’attività un pool di aziende, con in prima fila la Nardoni Lavori srl (che sarà main sponsor), il cui titolare Fabrizio Nardoni è riuscito a coinvolgere altre imprese (Del Fiume, MP Lavori) in un progetto a lungo termine. «Ringrazio Fabrizio (rappresentato nell’occasione da Maristella Bagiolini, ndr) per il supporto da amico, prima che da sponsor. Ci è stato vicino fin dall’inizio.  Abbiamo ancora bisogno di sostegni esterni – ha precisato Diana – perché non riceviamo contributi pubblici e non facciamo pagare neanche un euro ai nostri ragazzi. Le carrozzine le acquistiamo usate o ce le regalano, noi le rimettiamo a nuovo».
Un club “fai da te”, con pochi amici e tanta buona volontà. I tempi dello scudetto, dei grandi risultati europei, sono molto lontani. Ma l sostanza c’è. Latagliata, protagonista di quei successi, lo ha ricordato ieri in chiusura di conferenza stampa:  «Il nostro “scudetto” lo abbiamo già conquistato:  essere riusciti a prendere parte alla serie B. Ora ci attendiamo che Taranto ci segua».
L’avventura è appena cominciata.

 

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