La Supercoppa 2009 va ad arricchire il bottino della Santa Lucia capolista che si impone per 65 a 53 sugli ionici autori di una prova di carattere Il campo neutro di Battipaglia non riserva sorprese e corona di alloro i campioni in carica del CBM Santa Lucia. Sfuma per il Comes Dream Team la speranza di fare l’impresa strappando alla carta il suo verdetto già scritto: finisce con un doloroso –12 il match tra la capolista in campionato e i tarantini ancora a bottino vuoto. La Supercoppa italiana, edizione 2009, torna per la seconda volta in casa Santa Lucia, già vincitrice del trofeo nel 2006.
L’amarezza del Comes Dream Team si legge sui volti dei giocatori in fase di premiazione e nelle parole del capitano Vincenzo Di Bennardo, intercettato a fine match dai microfoni di RaiSport Più che ha seguito l’evento in diretta: “Dobbiamo rialzarci. Non c’è partita in cui non scendiamo in campo per portare a casa la vittoria. Abbiamo combattuto, ma il nostro organico non ci permette di fare di più”.
La Partita:
Il Comes Dream Team parte con Campbell, Bandura, Miceli, Counts e Stella; il coach del Santa Lucia, Carlo Di Giusto, risponde con il quintetto della grandi occasioni: Sanna, Mehiaoui, Airoldi, Pellegrini e Cavagnini. Subito in partita i romani che mostrano i denti in attacco e una difesa strutturata e aggressiva; gli ionici rispondono con una buona prova di Gianluca Stella, efficace portatore di palla e autore dei primi due punti per il team di Gerry Hewson. Il resto della formazione ionica fatica ad organizzarsi, si mostra lenta, spreca passaggi in fase offensiva e non regge a rimbalzo la cattiveria degli avversari. Il divario si fa subito notevole, -10 a metà primo quarto. Alla terza palla persa il coach Hewson chiama il primo time out. La ripresa non cambia la musica sul parquet: i capitolini allungano ancora e si arriva allo stop sul punteggio di 20-6, una voragine di 14 punti che segna il destino del match.
Il secondo quarto viene illuminato da una tripla di Campbell che accorcia le distanze e fa scendere il il verdetto del tabellone a -10, 26-16. Roma recupera subito il possesso di palla e la sicurezza sul parquet grazie alle prodezze del francese Mehiaoui, top scorer del match con 23 punti, autore di una prestazione personale da medaglia. Per contro, il canestro sembra truccato per i tarantini, troppi tiri rimbalzano sul ferro senza trovare la rete, le percentuali di realizzazione restano per tutti troppo basse. La sirena fissa il distacco tra Santa Lucia e Dream Team sul 38-18.
Dopo l’intervallo lungo, il coach Hewson prova a far ruotare i suoi giocatori: entrano Donvito e Di Bennardo ma la panchina resta davvero troppo corta, i tarantini non possono contare su un adeguato ricambio di forze. Di Bennardo e compagni ci provano a fermare l’avanzata della corazzata capitolina e si fanno notare un Dodò Miceli autore di punti importanti e di buoni tentativi di penetrazione e un Bandura in partita, molto efficace a canestro. Il recupero, tuttavia, non riesce: il Santa Lucia può contare su una difesa molto stretta e su un Mehiaoui implacabile e freddo, capace di bucare il canestro avversario a ripetizione. Gli ionici non riescono a sfruttare il possesso di palla e il poco pressing del Santa Lucia e peccano molto in fase di realizzazione. Il tabellone segna 54-31 al termine del terzo parziale, 23 lunghezze separano le due squadre in campo.
L’ultimo quarto di gioco, tuttavia, mostra un Comes Dream Team autore di una prestazione di carattere e di un recupero di tutto rispetto: i ragazzi di Gerry Hewson mettono in campo l’orgoglio e spingono in attacco grazie all’azione offensiva di un Bandura davvero in partita. Il polacco, un po’ sacrificato in avvio di match nel ruolo inedito di difensore sul colosso Cavagnini, recupera il suo spazio e la sua dimensione andando a segnare tre triple memorabili che riducono il distacco dai romani fino al limite di -10. 21 sono i punti segnati nel quarto tempo dal team capitanato da Vincenzo Di Bennardo, in doppia cifra con 10 punti segnati al termine della gara.
La difesa tarantina appare più organizzata e capace di reggere l’aggressività e la potenza offensiva dei romani, tutto il Dream Team lotta per recuperare lo svantaggio e non far debordare i campioni in carica del Santa Lucia.
Il fischio finale congela il risultato sul 65-53, i -10 punti diventano -12 nell’ultimo minuto, per via di due tiri liberi realizzati dal solito Mehiaoui.
Il Santa Lucia conferma il pronostico e porta a Roma la Supercoppa italiana ma il Comes Dream Team, seppur battuto, nel secondo tempo da prova di un buon basket e di capacità di reazione. La compagine ionica ha fatto il suo gioco e ha retto il match contro una squadra capolista e pluriscudettata, dotata di un roster tra i più forti al mondo. La partita c’è stata, il gruppo ha combattuto, si conferma, dunque, più che mai necessario per il Dream Team avviare una campagna acquisti che valorizzi le potenzialità attuali e gli sforzi della squadra e aiuti a scrivere una nuova pagina nella storia dei delfini di Taranto.
TABELLINO:
ROMA: Mohamed Alì Sanna 9, Sergio Cherubini, Sofyane Mehiaoui 23, Damiano Airoldi 2, Alberto Andrea Pellegrini 16, Cosimo Caiazzo, Matteo Cavagnini 7, Stefano Rossetti 4, Cristian Ceracchi, Adel Torfi Meneshidi 4. Allenatore: Carlo Di GiustoLa Partita:
Il Comes Dream Team parte con Campbell, Bandura, Miceli, Counts e Stella; il coach del Santa Lucia, Carlo Di Giusto, risponde con il quintetto della grandi occasioni: Sanna, Mehiaoui, Airoldi, Pellegrini e Cavagnini. Subito in partita i romani che mostrano i denti in attacco e una difesa strutturata e aggressiva; gli ionici rispondono con una buona prova di Gianluca Stella, efficace portatore di palla e autore dei primi due punti per il team di Gerry Hewson. Il resto della formazione ionica fatica ad organizzarsi, si mostra lenta, spreca passaggi in fase offensiva e non regge a rimbalzo la cattiveria degli avversari. Il divario si fa subito notevole, -10 a metà primo quarto. Alla terza palla persa il coach Hewson chiama il primo time out. La ripresa non cambia la musica sul parquet: i capitolini allungano ancora e si arriva allo stop sul punteggio di 20-6, una voragine di 14 punti che segna il destino del match.
Il secondo quarto viene illuminato da una tripla di Campbell che accorcia le distanze e fa scendere il il verdetto del tabellone a -10, 26-16. Roma recupera subito il possesso di palla e la sicurezza sul parquet grazie alle prodezze del francese Mehiaoui, top scorer del match con 23 punti, autore di una prestazione personale da medaglia. Per contro, il canestro sembra truccato per i tarantini, troppi tiri rimbalzano sul ferro senza trovare la rete, le percentuali di realizzazione restano per tutti troppo basse. La sirena fissa il distacco tra Santa Lucia e Dream Team sul 38-18.
Dopo l’intervallo lungo, il coach Hewson prova a far ruotare i suoi giocatori: entrano Donvito e Di Bennardo ma la panchina resta davvero troppo corta, i tarantini non possono contare su un adeguato ricambio di forze. Di Bennardo e compagni ci provano a fermare l’avanzata della corazzata capitolina e si fanno notare un Dodò Miceli autore di punti importanti e di buoni tentativi di penetrazione e un Bandura in partita, molto efficace a canestro. Il recupero, tuttavia, non riesce: il Santa Lucia può contare su una difesa molto stretta e su un Mehiaoui implacabile e freddo, capace di bucare il canestro avversario a ripetizione. Gli ionici non riescono a sfruttare il possesso di palla e il poco pressing del Santa Lucia e peccano molto in fase di realizzazione. Il tabellone segna 54-31 al termine del terzo parziale, 23 lunghezze separano le due squadre in campo.
L’ultimo quarto di gioco, tuttavia, mostra un Comes Dream Team autore di una prestazione di carattere e di un recupero di tutto rispetto: i ragazzi di Gerry Hewson mettono in campo l’orgoglio e spingono in attacco grazie all’azione offensiva di un Bandura davvero in partita. Il polacco, un po’ sacrificato in avvio di match nel ruolo inedito di difensore sul colosso Cavagnini, recupera il suo spazio e la sua dimensione andando a segnare tre triple memorabili che riducono il distacco dai romani fino al limite di -10. 21 sono i punti segnati nel quarto tempo dal team capitanato da Vincenzo Di Bennardo, in doppia cifra con 10 punti segnati al termine della gara.
La difesa tarantina appare più organizzata e capace di reggere l’aggressività e la potenza offensiva dei romani, tutto il Dream Team lotta per recuperare lo svantaggio e non far debordare i campioni in carica del Santa Lucia.
Il fischio finale congela il risultato sul 65-53, i -10 punti diventano -12 nell’ultimo minuto, per via di due tiri liberi realizzati dal solito Mehiaoui.
Il Santa Lucia conferma il pronostico e porta a Roma la Supercoppa italiana ma il Comes Dream Team, seppur battuto, nel secondo tempo da prova di un buon basket e di capacità di reazione. La compagine ionica ha fatto il suo gioco e ha retto il match contro una squadra capolista e pluriscudettata, dotata di un roster tra i più forti al mondo. La partita c’è stata, il gruppo ha combattuto, si conferma, dunque, più che mai necessario per il Dream Team avviare una campagna acquisti che valorizzi le potenzialità attuali e gli sforzi della squadra e aiuti a scrivere una nuova pagina nella storia dei delfini di Taranto.
TABELLINO:
TARANTO: Vincenzo Di Bennardo 10, Domenico Latagliata, Jeremy Campbell 4, Marianna Roglieri n.e., Jackob Counts 12, Leonardo Donvito, Gianluca Stella 4, Krzystof Bandura 19, Domenico Miceli 4. Allenatore: Gerry Hewson
Mara Venuto
Responsabile Comunicazione Comes Dream Team
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