“Il mio percorso come vice-coach è più complicato di quanto io stesso mi aspettassi; però sono difficoltà che avevo preventivato sin dall’inizio di quest’avventura e tento sempre di superarle impegnandomi al massimo per dare il meglio di me”. E’ un Ezio Confessa estremamente pragmatico quello che analizza questa sua nuova esperienza sulla panchina del Dream Team Comes, dove siede accanto ad Egidio L’Ingesso.
Laprima parte della stagione è agli archivi ed il bilancio, sino a questo momento, con la squadra al primo posto in classifica e pronta ad affrontare Coppa Italia e Champions, può senza dubbio considerarsi positivo.
“Di certo non è negativo ma non nego ci sia un po’ di rammarico per le sconfitte con il Giulianova e l’Elecom Roma”. Il primo posto in classifica, apparentemente, sembrerebbe un fatto fra Taranto e Santa Lucia, al momento appaiate a quota 24 punti e con quattro lunghezze sull’Elecom terza. “Non sono d’accordo: la regular season ha ancora tanto da dire e la lotta per lo scudetto deve ancora realmente avere inizio. Credo che in questo campionato, oltre al Dream e al Santa Lucia, si debba tener conto anche di Sassari ed Elecom. I sardi, a mio parere, sono la vera rivelazione di questa A1. I favoriti per il tricolore? Beh, noi ovviamente…”.
Dopo il mercato di gennaio le due romane sembrano aver fatto dei notevoli passi avanti. “Sicuramente si sono rinforzate entrambe, ma più che guardare agli altri io preferisco concentrarmi sulla mia squadra”. In casa Taranto molti riflettori sono a giusta ragione puntati su Dirk Passiwan, attuale top-scorer dell’A1: i paragoni con i grandissimi del basket fioccano. “Dirk è sicuramente un grande giocatore, un ragazzo che in campo è sempre attento al gioco, ai compagni e alle direttive dell’allenatore. Però a me non piace accostarlo a nessuno, perché ognuno è a sé, con la propria personalità e capacità”. La settimana prossima inizierà la prima fase della Coppa Italia ed a marzo prenderanno il via i preliminari di Champions. Secondo Ezio Confessa, per la sua squadra non ci sono limiti. “Il Dream Team è una grande famiglia: abbiamo cuore, anima e cervello per poter lottare sino alla fine ed anche vincere; per questo mi sento di dire che siamo assolutamente in grado di poter competere con chiunque”
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