Dal 1° maggio, l'ex allenatore e presidente del Dream Team è il nuovo Coordinatore Nazionale Allenatori del dipartimento di basket in carrozzina. Tutto Sport Taranto l'ha intervistato in esclusivaCol Dream Team Taranto ha vinto tutto. Uno scudetto, una coppa Italia ed una supercoppa Italiana in territorio nazionale, una Vergauwen Cup ed una prestigiosa medaglia di bronzo in Champions in campo internazionale. Dopo un anno di allontanamento voluto, per motivi personali, Egidio L'Ingesso torna nel suo mondo, quello del basket in carrozzina, e lo fa rientrando dalla porta principale. La federazione l'ha scelto, infatti, per assegnargli il ruolo di Coordinatore Nazionale Allenatori. Ci spiega tutto lui, intervistato in esclusiva da Tutto Sport Taranto.
Egidio, innanzitutto bentornato in sella.
Grazie. Dopo una stagione di riposo, sono tornato nell'ambiente che più mi piace, quello in cui ho lavorato per tantissimi anni pieni di sacrifici.
Il tuo è un ritorno importante. Il Coordinatore Cna è tra gli incarichi di maggiore responsabilità nel dipartimento di basket in carrozzina del Comitato Paralimpico Italiano. Come è nata questa opportunità?
Le coordinatrici del settore femminile, Silvana Vettorello e Claudia Bedin, hanno fatto il mio nominativo ai vertici della federazione e da lì è nato tutto. Il 1° maggio, dopo una riunione federale, il responsabile del Cna, Alessandro De Pieri, ed il presidente del dipartimento Remo Breda, hanno deciso di assegnarmi questo prestigioso ruolo. Insieme a me è stato nominato anche Marco Bergna, attuale responsabile dell'under 22.
In cosa consiste il tuo ruolo di coordinatore nazionale degli allenatori?
Organizzerò, insieme al responsabile, raduni di nazionali, per il momento l'under 22 femminile, e corsi di allenatori. Abbiamo in progetto anche di stipulare uno statuto interno.
Questo incarico arriva esattamente un anno dopo il tuo saluto al Dream Team. Cosa hai fatto durante questi mesi?
Ho seguito un pò tutti gli eventi. Ho visto le finali di Coppa Italia e di Champions a Roma, durante le quali ho visto il meglio del panorama cestistico nazionale ed internazionale.
Se ci dici che non hai seguito il Dream Team Taranto non ti crediamo...
Ho assistito a quasi tutte le partite casalinghe di questa sfortunata stagione, sia al Palamazzola che al Palafiom.
Stagione davvero sfortunata che si è conclusa con un'amara retrocessione. Quali pensi possano essere state le cause per le quali quest'anno è andato tutto storto?
Dal punto di vista tecnico, si è sentita molto la mancanza di un lungo di peso sotto canestro. Con un atleta di livello con quelle caratteristiche le cose sarebbero andate forse in maniera differente.
E da un punto di vista societario cosa ci dici? Avrai sicuramente letto o sentito, tramite i vari organi di stampa, della 'querelle' tra Bandura e la società tarantina.
Preferisco non entrare nel merito. Il Dream Team è uno splendido capitolo del mio passato che è definitivamente concluso.
Con questo ci stai dicendo che escludi categoricamente di tornare un giorno a lavorare a Taranto.
Per ora è così. Per me vivere l'esperienza del Dream Team è stato come leggere un bel libro, pieno di successi e di soddisfazioni, che però adesso è chiuso. Ci tengo a ribadire, per motivi familiari. Questo ruolo è sicuramente altrettanto stimolante, ma meno impegnativo.
Matteo Schinaia
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