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ESCLUSIVA TUTTOSPORTTARANTO.COM: 'IL TENNIS SECONDO COACH CLAUDIO PISTOLESI'

Claudio Pistolesi e Simone BolelliLunga chiaccherata con uno dei coach di tennis italiani piu'esperti e piu' affermati a livello internazionale

NELLA FOTO Claudio Pistolesi (a sinistra) con Simone Bolelli

Allora Claudio grazie per la preziosa esclusiva, e benvenuto su tuttosporttaranto.com. La prima domanda che mi preme farti e' la seguente: come e' nata la passione per questo sport meraviglioso? Qualcuno in famiglia ti ha spinto a praticarlo oppure osservando in tv i campioni di quella generazione?

Si, ho avuto la fortuna di crescere a Roma a 100 metri da un circolo con 22 campi da tennis. Negli anni settanta , poi , il tennis aveva una popolarita' spettacolare, altro che quella di adesso. Mio padre giocava, e gioca ancora, e di certo e' stato un esempio quando ero piccolo. Poi mi piaceva leggere di tennis ( ho letto a 11 anni tutto "500 anni di tennis " ) di Gianni Clerici e la rubrica , "Match ball ", su cui oggi scrivo , anche se ora si chiama " Match point ". Il mio idolo era Jimmy Connors con cui ho avuto l'onore di giocare contro due volte e che vedevo giocare a Wimbledon col commento di Guido Oddo.

Il tennis italiano maschile e' da anni che non riesce a formare un vero campione di caratura elevata, tanto per intenderci da top 10, come ti spieghi questa mancanza di talenti nostrani capaci di regalarci soddisfazioni nei tornei ATP che contano? Campioni ai livelli di Pietrangeli Panatta e Barazzutti tanto per citarne alcuni.

Non c'è nessuna mancanza di talenti. Da parte mia , anche se non ho la controprova, sono certo che se avessi potuto finire il lavoro con Simone Bolelli non so se nei primi dieci, ma nei primi venti ci sarebbe arrivato, come dimostrano i risultati dei primi sei mesi del 2008. Poi in futuro i numeri per entrare nei top ten , se ci sono entrati Wawrinka, Youzhny, Robredo e Simon , ce li aveva tutti. Anche Fognini ha qualita' dello stesso livello. E oggi un primi venti vale anche di piu' , secondo me, di un Brazzutti nei primi dieci . Se poi andiamo ai tempi di Pietrangeli le nazioni presenti come tradizione tennistica erano ancora meno. La concorrenza e' molto piu' tosta. Ad esempio , tanto per dirne una, tutti i giocatori dell'est ( oggi Davidenko , Youzhny , Djokovic, Gulbis, etc. ) all'epoca di Barazzutti o non potevano giocare o erano molto limitati nel farlo per l'apparteneza al blocco sovietico. Seppi e' arrivato 27esimo ( e secondo me ci torna ) come Starace e Volandri 26esimi , solo per fermarci all'ultima generazione . Chi segue le tristi vicende politico tennistiche della fit capisce che i nostri ragazzi hanno in casa una forza avversa ( basta leggere le interviste del presidente fit degli ultimi 5 o 6 anni ) che mina la loro serenita' e concentrazione nel loro lavoro, cosa che non succede nel femminile.

Dando un'occhiata al tennis femminile azzurro, ti accorgi che di tutt'altra pasta sono le nostre tenniste, determinate e spietate bravissime nel conquistare due fed cup nel giro di poco tempo a suon di prestazioni altisonanti, e a giocarsi un altra finale importante con gli stati uniti prossimamente, e aggiungendo anche il Roland Garros portato a casa da Francesca Schiavone. Come ti spieghi questa netta differenza di risultati tra i nostri tennisti e le nostre tenniste? E come ti spieghi la grandissima differenza emotiva che nel tennis incredibilmente e' quasi piu' importante del talento?

Parto dalla fine della tua domanda. Ma che cos'è il " talento " ? I successi delle nostre ragazze si basano essenzialmente su Francesca Schiavone e Flavia Pennetta. I risultati e le classifiche di Sara Errani, Roberta Vinci, Tatiana Garbin, Alberta Brianti non sono cosi' diversi da quelli dei maschi , tranne forse i rsultati della Santangelo ( cresciuta ad alti livelli con me ) in doppio. Dopo la clamorosa gaffe del presidente fit contro Silvia Farina del 2004 ( la famosa e mail mandata per sbaglio all'esterno dove si appellava silvia , in quel momento miglior tennista italiana di sempre, con un epiteto irripetibile) la fit e' stat amolto attenta ad essere carina e celebrativa con le nostre ragazze che sono molto molto piu' serene come ambiente quando vivono e si allenano nel nostro paese. Per prima Flavia ha aperto la strada delle top ten con una sua storia personale che la rende tennisticamente molto piu' spagnola che italiana. Da 7 anni , se non sbaglio , si allena in spagna con coaches spagnoli e in campo dice 2 Vamos ". Flavia e' italianissima e sono sicuro molto fiera di esserlo ma la realta'e' che la sua crescita e' avvenuta in Spagna. Francesca a 30 anni ha trovato un equilibrio spettacolare che , secondo me , ha riunito tutte le esperienze fatte prima, ma la vera svolta da quello che ho visto io, gliel'ha data Panajotti che e' argentino e viene dalla scuola di Perez Roldan, ( quella di Tandil per internderci , quella dei zabaleta Monaco e del Potro ) che per un periodo ha seguito personalmente Francesca. Ai miei tempi mi allenai qualche mese a Tandil e so che significa avere in sè quegli insegnamenti soprattutto per il gioco sulla terra rossa. Poi e' chiaro, vedendola giocare, che Furlan gli ha trasmesso una saggezza tattica esemplare che ha dimostrato a Parigi vincendo il torneo con una scaltrezza impressionante e capendo subito che " se poteva fa " visto che non ci sono da anni vere dominatrici tra le donne che sulla terra si staccano come livello dalle altre. Furlan dovrebbe a mio avviso dare le dimissioni da dipendente fit , visto che a Tirrenia nel crescere i ragazzi i riusltati dimostrano che proprio non funziona , e allenare privatamente la "Schiavo". Se dopo Parigi ha avuto un calo e' anche dovuto alla mancanza di un vero coach , vero nel senso classico della parola, un coach privato insomma. Inoltre il premio gigante, di questi tempi, di soldi pubblici di 400 mila euro , non certo per colpa sua, ha contribuito a far parlare della vittoria di Parigi non in termini completamente positivi e questo immagino sia dispiaciuto molto a Francesca.

Spagna,Francia,Germania tre nazioni che obbiettivamente non hanno nulla in piu' della nostra cara Italia, ma che a differenza nostra sfornano campioni ogni anno mantenendo una certa continuita' di risultati e di tennisti stabilmente in posti di primissimo livello nel ranking ATP. Secondo te la causa di tanta differenza tecnica e organizzativa tra la nostra e le loro federazioni da cosa dipende? Incapacita' di gestire o mancanza di mentalita' vincente?

Ne' incapacita' ne' mentalita' vincente, e' un problema di cultura tennistica. Le federazioni nel tennis, visto che c'è la classifica atp, non servono a livello professionistico. Il tennis ti permette di esser eindipendente. In Italia l'invasione di campo dei dilettanti tra i professonisti, dilettanti che si fanno scudo della bandiera italiana quando quest' ultima e' gia' di proprieta' di tutti , senza passare dalla federazione. Si gioca per l'Italia grazie al proprio passaporto non con la tessera fit che a mio avviso ogni professionista italiano di tennis, coach o giocatore o manager che sia, dovrebbe restituire e ce l'ha. Non per polemica ma per scelta.

Parliamo del Claudio Pistolesi tennista e coach, in quale veste hai avuto piu' soddisfazioni? Da tennista ricordiamo la grande vittoria nel 1988 battendo nel torneo di Montecarlo Mats Wilander all'ora numero due del mondo, e da coah ti abbiamo apprezzato nell'angolo dell'azzurro Simone Bolelli e in quello del tedesco Michael Berrer.

Si, da giocatore i ricordi sono tanti. Voltandomi indietro mi stupisco della quantita' di partite vinte importanti cui non avevo neanche dato tanto peso all'epoca. Piu' un titolo mondiale junior e il livello medio era incredibilmente alto. Da coach oltre a Bolelli e Berrer c'è una lista di vittorie di quindici anni sia in campo maschile che femminile che mi danno oggi un grande prestigio molto consolidato. Ho lavorato con Monica seles, Anna Smahnova , Ai Sugiyama, Mara Santangelo tra le donne e con Davide Sanguinetti , Paolo Lorenzi, Attila Savolt e George Bastl trai maschi. Bolelli e Berrer mi hanno consacrato anche per come sono andate le cose nel passaggio dall'uno all'altro. Sono molto fiero di essere oggi il rappresentante dei coach dell' Atp nel players council. Non sono soddisfazioni che avvengono senza grossi meriti.

Secondo Claudio Pistolesi chi e' il tennista italiano che ha il maggior talento fino adesso inespresso? Roger Federer, indubbiamente il tennista piu' forte di tutti i tempi, e' davvero nella fase calante della sua carriera o secondo te ha ancora delle motivazioni dentro di se che lo porteranno a vincere ancora un torneo dello slam? Se ti chiedo come Rafael Nadal un mostro di bravura capace di giocare alla stessa maniera su tutte le superfici te cosa mi rispondi?

Ripeto che prima bisogna accordarsi su cos'è il talento. Per me e' chi riesce a trasformare in risultati il potenziale a disposizione. Secondo me, Sanguinetti se non avesse fatto un errore grave di programmazione , ( accettare di giocare la Davis sulla terra a Reggio Calabria nel 2002 ) sarebbe andato nei primi dieci anche perche' nella " race 2 " ad aprile 2002 ci era gia'. Tra le donne mi sarei aspettato Roberta Vinci almeno in semifinale a Wimbledon . Mi piace da morire il suo gioco. Federer vincera' ancora , sono certo. Su Nadal ti rispondo di si , una stella assoluta della storia del tennis, tra un paio d'anni si comincera' a paragonarlo ai piu' forti di tutti i tempi.

Attualmente sei il coach di Michael Berrer, tennista mancino dal grande servizio e da un ottimo rovescio a una mano, quali sono gli obbiettivi del ragazzo? Considerando che ormai non e' piu' un "giovanotto"...

L'eta' e' solo uno dei parametri con cui giudicare un tennista. Certo non potra' giocare altri dieci anni ma puo' ancora alzare il suo livello. L'obiettivo l'anno scorso era di arrivare al suo best ranking che era 51, lo abbiamo frantumato in sei mesi... ora e' reduce da una storta alla caviglia, un incidente , in campo , piu' che un infortunio. Servono ancora un paio di mesi per tornare ai suoi livelli di febbraio/marzo . Poi si vedra' . Ma con lui abbiamo gia' vinto , abbiamo dato una dimostrazione di forza notevole.

Per concludere Claudio, ti chiedo di dare dei consigli a tutti quei giovani che vorrebbero avvicinarsi al tennis, e che avrebbero il diritto di essere tutelati e ben gestiti dai vertici della federazione che e' quella che rappresenta il tennis italiano.

Secondo me il diritto che tutti devono avere sancito dalla costituzione e' quello di scegliere come spendere i propri soldi senza essere penalizzati, vedi l'ultima decisone fit sui centri esctivi. E il diritto di non essere perseguiti dalla giustizia sportiva ( sulla quale ci sarebbe da aprire un lungo discorso ) se si fanno certe scelte tecniche rispetto ad altre, vedi la coppa Davis.

Claudio grazie mille per la tua disponibilita' , la redazione di tuttosporttaranto.com ti augura un futuro roseo da coach, nella speranza di vederti come uno degli artefici della risalita del tennis italiano nel tennis che conta.

Grazie a voi per l'intervista e complimenti per l'ottimo lavoro che svolgete quotidianamente.

Vincenzo Corallo

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