Il Taranto è chiamato domenica ad un'impresa difficilissima: vincere con due gol di scarto a Roma per conquistare la finale playoff. Difficilissima, ma non impossibile: vi spieghiamo perchè ci crediamo
di Matteo Schinaia
Il gol di Babù al 12' del primo ha inevitabilmente complicato i piani di Davide Dionigi, questo è fuor di dubbio. Ma siamo ben lungi dal pensare che il discorso 'qualificazione' sia già chiuso. Lo 0-1 subito dal Taranto contro l'Atletico Roma è un risultato ribaltabile, arrivare in finale è ancora possibile. E noi ci crediamo, per almeno cinque buone ragioni.
1) Per le statistiche. L'Atletico Roma è la squadra giunta ai playoff con il maggior numero di sconfitte interne, ben cinque. Il campionato dei capitolini è stato costruito prevalentemente in trasferta, dove sono arrivate otto delle diciassette vittorie.
2) Per il pubblico tarantino. Il 'Flaminio' di Roma sarà quasi totalmente rossoblu. Previsti quattromila sostenitori del Taranto, che faranno sentire la squadra come a casa. Non saranno più di cinquecento, invece, i sostenitori dei romani.
3) Per la voglia di rivincita di calciatori e tecnico. La gara dello Iacovone dovrà rappresentare solo un brutto ricordo e fungere da stimolo per l'undici rossoblu e l'allenatore modenese. Un Taranto così brutto non lo si vedeva da tempo.
4) Per il Presidente D'Addario. Il massimo dirigente ionico è da sempre considerato un vincente nel campo dell'imprenditoria e vuole dimostrarlo anche nel calcio. Per far questo, si è avvalso di un organigramma e di una rosa di tutto rispetto, spendendo anche soldi importanti per la causa rossoblu.
5) Per la città di Taranto. Superare lo scoglio Atletico Roma e giungere in finale potrebbe essere il preludio ad una promozione attesa diciotto anni. La serie B significherebbe inevitabilmente anche un rilancio per una città tristemente nota per i suoi problemi ambientali e di occupazione. E Taranto se lo merita.
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