Quando coerenza fa rima con cocciutaggine. I campionati si possono anche perdere per un punto
di Matteo Schinaia
L'As Taranto Calcio di Enzo D'Addario, condannata ad un punto di penalizzazione da scontare nel prossimo campionato nell'ultimo scandalo calcioscommesse, ha deciso di non ricorrere ed accettare la decisione della giustizia federale. Andiamo a rileggere ed analizzare la sentenza ed il 'reato' di cui è accusato il sodalizio rossoblu.Il Taranto è stato condannato per la responsabilità presunta nella violazione dell’art. 4, comma 5, del C.G.S.: illecito sportivo commesso a proprio vantaggio da persone ad essa estranee in occasione della gara Taranto-Benevento del 13 marzo del 2011.
RESPONSABILITA' PRESUNTA IN UN ILLECITO SPORTIVO COMMESSO A PROPRIO VANTAGGIO DA PERSONE AD ESSE ESTRANEE. Tutte queste belle parole hanno un solo significato: gli ionici pagheranno per qualcosa che non hanno fatto.
Stessa condanna è spettata allo Spezia, che però ha deciso subito di fare ricorso, nonostante i primi tentennamenti. Così il dg della compagine ligure, Giuseppe Spalenza: "Andiamo avanti, anche se a sangue caldo ho avuto anche il pensiero di chiuderla qui questa storia, che ci vede dentro senza aver fatto nulla, tirati in ballo da altri. Siamo molto perplessi ma vogliamo giustizia fino all'ultimo grado".
Perchè non pretendere giustizia nella stessa maniera, presidente D'Addario? Perchè dare la possibilità a chi non conosce la nostra realtà e la sua conduzione INTEGERRIMA da massimo dirigente di gettare fango sulla nostra squadra, sulla nostra città?
Il campionato che andiamo ad affrontare sarà duro e particolarmente difficile, nonostante l'ottimismo dettato dalla composizione dei gironi. Un punto, caro presidente, può essere fondamentale. Ci pensi bene, dott. D'Addario. Coerenti si, cocciuti anche, ma fessi proprio no.
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