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INUTILE NEGARLO: IL TARANTO HA BISOGNO DI RINFORZI

Il doppio sfortunato infortunio occorso a Di Deo e Vicedomini e la scarsa vena realizzativa degli attaccanti rossoblu emersa ad Ascoli impongono una seria riflessione su come agire in questi ultimi giorni di calciomercato. Per il centrocampo piace l'ex Gela Giardina, ma rimane d'attualità la pista Paolucci. Castaldo è il nome nuovo per il reparto offensivo

di Matteo Schinaia

Nella speranza che l'assurdo immobilismo mostrato nella vicenda 'Last Bet'  non si rifletta anche in questi ultimi giorni di calciomercato, il Taranto si appresta a vivere questi giorni di immediata vigilia del campionato. Con la sensazione di essere un mosaico ancora incompleto.

Tralasciando il discorso relativo al calcioscommesse (discuterne sarebbe superfluo, alla società è stato inflitto un punto di penalizzazione senza motivo e la stessa ha risposto: 'Grazie, bene così'), è giusto soffermarsi sulla rosa rossoblu, soprattutto analizzando ciò che si è visto nelle prime due uscite ufficiali, quelle di coppa Italia con Feralpisalò ed Ascoli.

La squadra di Davide Dionigi (un allenatore che presto vedremo su qualche panchina di serie A, questo è indubbio) è apparsa coesa, forte di un'esperienza, quella dell'anno passato, che ha fortificato il gruppo, rimasto nella sua quasi totalità inalterato rispetto alla sfortunata semifinale del Flaminio.

Ottimo l'impianto di gioco, che non subisce mortificazioni anche quando le defezioni non si contano più sulle dita di una sola mano. Ma manca ancora qualcosa. Lo sa il buon Davide, lo sa Angeloni, speriamo se ne accorga anche il presidentissimo.

La difesa, con il ritorno di Coly e Sosa, dovrebbe essere il reparto più completo. Anche i 'non titolari', nonostante qualche indecisione, saranno più che utili alla causa. Il 'crash' tra Di Deo e Vicedomini ha fatto invece emergere una lacuna a centrocampo: l'ottimo Sciaudone visto nelle Marche fa dormire sonni tranquilli, ma oltre lui, Giorgino e Pensalfini non è rimasto praticamente nessuno. Urge così un centrale: si fanno i nomi di Giardina, ex Gela, De Rose della Reggina e Di Cecco di proprietà del Lanciano. Rimane però d'attualità un nome che è presente sui taccuini rossoblu da più di un anno ormai: Andrea Paolucci, che ha già giocato in riva allo Ionio e che ora indossa la casacca dell'Andria.

L'eliminazione dalla coppa Italia, però, non è attribuibile a carenze del reparto nevralgico, ottimo per 120 minuti coi suoi interpreti, ma ad una scarsa vena realizzativa degli uomini d'attacco. Ergo: se lì davanti ci fosse stato un bomber di razza, saremmo tutti in viaggio per Cesena.

Per colmare questo gap, potrebbe arrivare in riva allo Ionio Luigi Castaldo: non uno che segna 20 gol a stagione, ma comunque una punta che conosce bene l'area di rigore.

 

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