Parola del francesino del Taranto, Julien Rantier, che con una bella punizione ha portato tre punti importanti nella cascina ionica. In un week-end in cui tanto si è parlato di 'Tessera del tifoso' e che ha visto il ritorno trionfale di Zdenek Zeman sulla panchina del Foggia
NELLA FOTO 'Uno per tutti, tutti per uno'
Buona la prima. Anzi buonissima, direi. E non soltanto per la vittoria, già importante, ottenuta contro una probabile concorrente alla vittoria finale, la 'Giovane Ternana', ma anche e soprattutto per il bel clima che, finalmente, si respira intorno al Taranto.
La tanto auspicata, e finora utopica, volontà di remare tutti dalla stessa parte sembra essere già coi motori riscaldati. E' una macchina a diesel, il carburante saranno i risultati della squadra e, soprattutto, la voglia degli undici che hanno l'onore di indossare la casacca rossoblu di sudarla, quella maglia.
Chi ben comincia è a metà dell'opera, sentenziava un antico adagio. Beh, le belle prestazioni in coppa Italia ed i tre punti di ieri sembrano aver riacceso in una città come la nostra, che di decoubertiniano ha poco o nulla, il giusto spirito combattivo, quello che animava i nostri genitori e che con la pantomima di Taranto-Catania è andato affievolendosi definitivamente.
Ad accendere la luce ci ha pensato lui, Julien Rantier, il centrocampista partito da Nimes ed arrivato sullo Ionio dopo aver girovagato per mezza Italia settentrionale. Sotto gli occhi di un pubblico, come già detto, che ha sostenuto la squadra fino all'ultimo minuto, fino all'ultimo soffio di voce. Un pubblico come non lo si vedeva da tempo, che ha ricordato quanto possa essere inutile la Tessera del tifoso (soprattutto se poi ad una società come la Roma, la cui tifoseria giunta in massa a Milano ha lanciato petardi per dieci minuti in una finale di coppa, prende solo una multa di ventimila euro).
Chissà cosa ne hanno pensato in tribuna i soliti intrusi 'ad ingresso gratuito': magari loro neanche lo sanno cos'è la Tessera del tifoso. Certo, fa specie che chi fa informazione (manifestando da sempre l''utopica volontà' di cui sopra) sia stato costretto a pagare il biglietto. Evidentemente è giusto così: le direttive, anche quelle non molto distanti dai ferrei commi dell'ormai nota 'legge bavaglio', vanno rispettate.
Mio caro Taranto, non avere paura di nessuno, neanche dei titoli di giornale che preannunciano il ritorno di 'Zemanlandia' a Foggia. Noi, nonostante tutto, i remi li abbiamo comprati da un pezzo: ora continua tu a tracciare la strada.
Matteo Schinaia
proprietario e vicedirettore
Tutto Sport Taranto
Testata giornalistica on line in registrazione presso il Tribunale di Taranto
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