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BUSSI... MA POI VAI VIA!

Nel Taranto di Papagni che sarebbe stato promosso in C1, c'era anche Andrea Bussi, professione centrocampista. Il nostro Aldo Simonetti ripercorre la (breve) carriera rossoblu del biondo mediano di Roma

Otto partite potrebbero bastare a lasciare un segno indelebile nel cuore di una tifoseria?Certamente no. D'accordo, ma se si riuscisse persino a guadagnare più volte la palma di migliore in campo e a contribuire in modo determinante alla conquista di una promozione? No, nulla da fare. E Andrea Bussi,professione centrocampista, potrebbe essersi posto a suo tempo le suddette domande. Uno dei tanti protagonisti di quel Taranto targato Papagni, quello della grande risalita in terza serie, seppure tramite il rischioso ascensore dei playoffs.

Prelevato nel gennaio del 2006 dalla Viterbese (in quel periodo denominata 'Viterbo'), il biondo mediano di Roma, nato nel '75, giunge in rossoblù forte di un corposo curriculum allegato alla sua documentazione contrattuale: 90 presenze in C1 e 25 in C2 con addosso le divise di gloriosi club come Catanzaro,Arezzo e Catania. Con gli etnei riesce persino a gustare il sapore speziato della B nella stagione 2002-03, lanciato nella mischia dal tecnico gallese John Toschak (già alla guida del 'galactico' Real Madrid). Per un trentenne, dopo due discrete annate lancianesi, Taranto è la piazza ideale per tornare ad ambire e vincere. Il suo entusiasmo, palpabile sia a microfoni accesi che spenti (lungi, quindi, da quel falso convenzionalismo tipico da nuovo arrivato) sembra davvero alle stelle. E, immaginando uno 'Jacovone' da brivido, ne ha ben donde. Ciò malgrado, il suo impiego avverrà con il classico contagocce. L'esordio è datato 29 gennaio 2006, in un' Igea Virtus-Taranto (1-2); convincente la sua prova (avvicenda all' 46' La Rosa). Ma il debutto dal primo minuto (in casa) è rimandato di una sola settimana: al cospetto di 3500 supporters ionici, il nostro protagonista sfodera una prestazione in un certo modo determinante ai fini del punteggio finale (1-0 contro il Giugliano di Dellisanti). Poi, tanta panca e qualche apparizione. Viene rispolverato in 'pompa magna' in occasione della lotteria dei playoffs. L'opportunità è colta al volo nel match di ritorno dell'epica semifinale contro il Melfi, racchiuso nella bolgia dell'impianto del rione Salinella e con la notevole responsabilità di ribaltare il 3-1 dell'andata. Sugli scudi proprio il centrocampista, abile a rompere qualsiasi manovra lucana e sovente a impostare. Grinta e aggressività le sue armi efficaci. Ciò basta a guadagnarsi la conferma da parte di mister Papagni, anche sulla scia di acclamazioni a furor di popolo. Così, nella doppia sfida al Rende è lui l'uomo chiave di centrocampo. Il resto è storia nota a tutti. Nemmeno il suo prezioso apporto al ritorno in C1 spinge la dirigenza a puntare sulle sue prestazioni anche per la stagione successiva. Che lo vedrà uomo-simbolo della Ternana. Oggi, dopo l'ultima stagione professionistica ad Olbia in Seconda Divisione, il suo nome giace nel dimenticatoio dei ricordi rossoblù, malgrado il suo regalo offertoci con sacrificio sul campo. Ad ogni modo, grazie Andrea.

 

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