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UN RAGAZZO IN... GAMBINO

METEORA Giuseppe GambinoLa rubrica che sta appassionando tanti tifosi rossoblu si impreziosisce di un altro nome 'illustre': Giuseppe Gambino. Fortemente voluto da Evangelisti nel Taranto 2005-06, salutò lo Ionio senza aver mai gonfiato la rete
 
Nel bene o nel male tutti ricorderanno il nome di un giovane attaccante giunto qualche anno fa a Taranto con l'intento di gonfiare ripetutamente le reti avversarie ma, contrariamente a ogni previsione, costretto a preparare le valigie prima ancora di siglare almeno una rete. E' la stagione 2005-06,per l'esattezza,quella che dovrebbe sancire senza appello il ritorno in terza serie.L'allora presidente Gigi Blasi affida nelle mani del ds Evangelisti la direzione del mercato estivo: tanti i colpi a sensazione messi a segno, quali Deflorio, Caccavale, Pastore, considerati un lusso per la categoria, ma nel carrello della spesa spunta anche un nome misconosciuto,quello di Giuseppe Gambino, attaccante poderoso di appena 21 anni.
Un pò per tutti,la giovane punta originaria di Agrigento rappresenta un'autentica scommessa, sebbene già nella stagione 2004-05 riesca a mettersi in luce nel torneo di C1 con la casacca del Como, mettendo a segno sei reti in 29 partite; senza dimenticare, poi, gli 11 centri realizzati in tre precedenti campionati di Serie D tra Pro Favara,Brescello e Carpenedolo. Un 'curriculum' di certo non impressionante, ma ritenuto accettabile dalla dirigenza ionica, sempre più incline a investire sui giovani e valorizzarli. Per Giuseppe le porte del paradiso si aprono da subito: è il 28 agosto 2005, prima di campionato, quando il tecnico Raimondo Marino, in un sabato pomeriggio rovente, decide di gettarlo nella mischia di un Cisco Roma-Taranto, gara di cartello tra due agguerrite concorrenti alla promozione. Una prova onesta per il potenziale talento siculo, senza infamia e senza lode. Se la caratura tecnica dell'avversaria costituisce in parte un'attenuante per la sua non eccelsa prestazione, l'occasione per rifarsi si presenta la domenica successiva tra le mura amiche contro il Melfi. Ma l'esordio allo 'Iacovone' si rivela più duro del previsto: nonostante la fiducia concessagli dal tecnico messinese riconfermandolo tra gli undici di partenza, l'emozione,scaturita dinnanzi a un pubblico caloroso e numeroso, e il nervosismo, affiorato per via del grande impegno profuso dalla retroguardia lucana, sembrano prendere il sopravvento, compromettendo quest'altra 'chance'; avvicendato da La Rosa a 15' dal termine, Gambino esce dal rettangolo di gioco tra i fischi di circa 6000 tifosi presenti sugli spalti. La successiva trasferta di Lamezia e il match interno contro l'Igea Virtus non portano di certo buoni frutti per l'ex attaccante del Como,rimasto ancora a secco di reti. Inizia così a profilarsi la panchina a partire da Giugliano -. quinta di campionato -, fino ad arrivare agli ultimi minuti disputati in maglia rossoblù, ovvero in un Taranto-Potenza (2-0) del 28 novembre, allorquando subentra all'esperto Di Domenico,eroe della giornata, a soli 20' dalla conclusione. Gennaio è alle porte e,nonostante la scarsa voglia di abbandonare una piazza ambita -nonchè ambiziosa- come Taranto, il suo nome compare tra quelli in lista di sbarco, anche per via dell'arrivo di Ambrosi che rende il reparto offensivo troppo affollato. La sua nuova destinazione si chiama Carrarese: anche nella compagine toscana, militante in C2, non riesce a timbrare per una volta il cartellino delle marcature, nonostante le 13 presenze. Un 'annus horribilis' per l'attaccante della Trinacria che decide,nella stagione successiva, di ripartire dalla D vestendo le maglie di Giacomense prima e Rodengo Saiano poi, accumulando il misero bottino di due gol. La parabola discendente della carriera di Gambino si ferma qui, poichè, a partire dall' esperienza alla Caravaggese (Serie C2) iniziano a fioccare gol. Lo scorso anno la consacrazione a bomber: 11 reti in D con la maglia del Tritium mentre, per questa annata, è il Gaeta a usufruire delle sue prestazioni per tentare una storica scalata in C2.

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