La storia dei quartieri di Taranto

LA STORIA DEI QUARTIERI DI TARANTO / SAN VITO, DA MONASTERO A BORGATA

24.08.2013 22:06

Le più remote notizie riconducono al cuore del Medioevo. In conformità agli scritti del Merodio, intorno ai primi del XII secolo l'arcivescovo di Taranto, Rainaldo, avrebbe, con un sentimento oscillante tra 'nonchalance' e magnanimità, fatto dono di una piccola chiesa denominata San Vito del Pizzo, a tre monaci di origine greca.


Il toponimo, pertanto, lascia supporre che l'edificio di culto dedicato al martire siciliano sia stato eretto nei pressi di una sopraelevazione a picco sul mare, la quale, in considerazione della natura pianeggiante del luogo, risulta senza dubbio di modesta altitudine. Al tempio viene di seguito annesso un monastero, dentro cui è riposto un reliquiario contenente tracce di sangue del santo, trasferito successivamente in San Cataldo e qui trafugato nel 1978 da avidi ladri. Fatta luce sulla genesi della località spetta altresì l'arduo compito -e ciò a cagione della penuria di informazioni e fonti attendibili- di tracciarne un lineare 'excursus' storico. 

Compiendo un balzo in avanti di quasi mezzo millennio, si perviene così all'epilogo del XVI secolo, allorchè i famelici Turchi, approdati sulle nostre coste, radono al suolo il monastero non lasciandone la benchè minima traccia. Tuttavia, il 'dossier' relativo al succitato evento non fa menzione alcuna di fuochi e residenti. Soltanto a partire dal Settecento si cita la presenza di case, ville e vigne, tanto da fare riferimento ad un vero e proprio centro abitato, e non solo: il lido rappresenta per di più un'area destinata alla caccia (di volatili) e allo svago. Il tutto, sotto lo sguardo vigile e severo di una torre di guardia, sulla quale arde un fanale: è l'antesignana del faro, innalzato nel 1848 - sotto l'egida borbonica - e divenuto operativo solo una ventina di anni più tardi, proprio con il processo di unificazione italiana ed il suggello per Taranto di importante piazzaforte marittima. Oggi San Vito, con i suoi diecimila abitanti, è da considerarsi di fatto un rione, malgrado l'accorpamento forzato alle borgate di Talsano e Lama. Gli attuali edifici abitativi - che di rado superano i due piani - sono pressochè di recente costruzione: i più datati risalgono grosso modo agli anni Cinquanta e Sessanta.

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