Basket Femminile

L'amarcord di TST: Anna Zimerle, 'A volte canticchio ancora l'inno del Cras...'

L'ex play maker rossoblù racconta quel 10 maggio in cui diventò campionessa d'Italia in riva allo Ionio

22.04.2020 20:53

DI ALESSIO PETRALLA

E' stata una delle beniamine della tifoseria del Cras Basket Taranto, la play maker, Anna Zimerle che nella stagione 2008-09 e nella successiva, pur, in quest'ultima, non giocando per infortunio, riuscì a vincere il secondo e il terzo tricolore della storia del club ionico. A Tutto Sport Taranto, la brava ex cestista torna a parlare di quei momenti: "La mia prima partita a Taranto era carica di aspettative e di occhi puntati visto che raccoglievo una importante eredità nel ruolo di play maker. Poi, con i tifosi è stato amore reciproco. Credo che se, soprattutto, in una piazza come quella di Taranto, mostri grande attaccamento alla maglia si va in campo con una forza in più, che è quella del calore della gente. Non ci crederete ma ogni tanto, ancora, canticchio l'inno e mi risuonano nelle orecchie i cori della tifoseria ionica".

-Qual è stata per te la partita più significativa e più importante giocata a Tarant?

"Senza dubbio gara 2 della serie finale scudetto con Venezia in cui riuscimmo a cambiare lo stato emotivo e mentale: dopo il ko in gara 1 non era affatto semplice. In quel match riprendemmo in mano le redini della serie finale".

-Quali i canestri più importanti realizzati con la maglia del Cras?

"Ricordo un canestro in particolare che realizzai da quasi metà campo. Stavamo giocando un quarto di finale di coppa europea e mancavano pochi secondi al termine. Il punteggio era di parità ma con quella tripla regalai la vittoria alla squadra. Nel complesso, però, nelle tre stagioni giocate a Taranto, tra campionato e coppa, sono davvero tanti i ricordi di azioni importanti e di punti con il conseguente boato del pubblico che metteva i brividi".

-Come hai vissuto i giorni degli scudetti vinti? Quali le sensazioni?

"Uff, questo è un tasto davvero speciale visto che lo scudetto mancava nella mia bacheca. Perciò, quel giorno, per me, è stato indescrivibile. Quel 10 maggio ho vissuto delle emozioni e delle gioie incredibili. Ricordo gli occhi di ognuno di noi: quelli dei tifosi, dei presidenti fino a quelli dei dirigenti e dei tecnici. Poi c'eravamo noi giocatrici e i nostri familiari. Eravamo tutti immersi e impregnati dalla gioia più pura anche perchè i tanti sforzi fatti in quel momento si erano trasfortmati nel giusto premio".

-Che ricordo hai di coach Ricchini e delle compagne? Qualche aneddoto...

"Era ed è un uomo dal grande cuore al quale però, per colpirlo, dovevamo stare molto attente ai dettagli. Ha avuto il merito di saper gestire un gruppo dai nomi altisonanti e variegati facendoli mettere tutti al servizio del risultato comune che poi abbiamo ottenuto. Per quanto riguardo le compagne ognuna, a modo suo, era strepitosa: c'era da chi cucinava per tutta la squadra a chi sapeva arrabbiarsi in campo per spingere il gruppo verso una vittoria. Aneddoti particolari non ne racconto, perchè lo spogliatoio resta sacro anche dopo un decennio. Siccardi confermerà...".

-Rimpianti?

"Essere arrivata ad un soffio dal tetto d'Europa nella finale con il Galatasaray è un rimpianto. Però, onore ai vincitori. Personalmente, non aver potuto giocare nella stagione del secondo scudetto per un problema di salute è stata una beffa".

-Un messaggio e un saluto al popolo rossoblù...

"Qualcuno di loro sa cosa penso perchè mi tengo ancora in contatto. Porto nel cuore il loro calore inconfondibile e come già detto ricordo i cori della tifoseria che ci davano la carica necessaria per dare il meglio in campo. Spero con tutto il cuore che una nuova realtà sportiva, magari cestistica, possa nascere e regalare emozioni alla città di Taranto e che queste possano essere simili almeno quanto quelle regalate dal Cras. Un abbraccio virtuale a tutto il popolo rossoblù".

Si ringraziano:

 

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