Taranto F.c.

L'amarcord di TST: Davide Migliozzi, 'Richieste dal Taranto? Ora sono solo voci'

L'ex difensore del Taranto a Tutto Sport Taranto: 'Ecco perchè mi chiamavano "Gettone"'

23.05.2020 19:47

DI ALESSIO PETRALLA

E’ rimasto nel cuore della tifoseria tarantina “Gettone” Davide Migliozzi che, a Tutto Sport Taranto, torna a rivivere le vittorie e i bei momenti vissuti a Taranto: “Il periodo appena passato è stato come per tutti molto triste: si è sentita la mancanza di un semplice caffè e di una passeggiata. Nelle giornate normali non ti rendi conto dell’importanza di certe cose. Vedere i figli in casa sofferenti era davvero dura”.

RIPARTENZA: “Sarà difficile ripartire soprattutto a porte chiuse: questo non è un bene. Il calcio è un gioco di gruppo in cui si sta insieme: come si fa a riprendere e allenarsi a scaglioni in orari diversi. Tutto ciò viene reso difficile dagli asintomatici. Comunque, di contro, il calcio deve riprendere non per noi ma per l’economia visti i tanti milioni che circolano di cui la Lega non può fare a meno. Serve molta prudenza”.

IL TARANTO 2020: “Ha da tanti anni un cammino altalenante: parte bene ma succede sempre qualcosa nel corso della stagione. Ogni anno la squadra è forte”.

RICHIESTE: “Ho da poco preso il patentino per allenare e sono sempre in giro per osservare i giocatori. Se un giorno dovessi allenare mi piacerebbe partire da Taranto che è la piazza in cui ho iniziato a giocare. Richieste dal Taranto? Sono solo voci, però mi piacerebbe riabbracciare il Presidente Giove che è una persona che stimo con cui ho vinto. Le possibilità ci sono ma al momento non c'è nessuna firma. Ripeto solo voci: mi fa piacere che la società prende in considerazione anche la mia persona. Sanno quanto ci tengo alla maglia e alla città”.

GETTONE: “Avevo la testa ramata proprio come un “gettone”. I tifosi avevano ragione e mi misero questo nomignolo”.

RICORDI: “Con la maglia rossoblù ho inanellato più di cento presenze. Venivo dalla Primavera della Salernitana e dovevo scegliere tra Taranto e Potenza: ero ragazzino e non conoscevo le due piazze. Ero in macchina e mi svegliai tre o quattro minuti prima di arrivare fuori allo “Iacovone”. Rimasi stupito anche perché avevo solo diciotto anni. Feci il provino e andò benissimo. Dopo, chiesi in che categoria giocassero gli ionici e mi spiegarono che era la serie D: rimasi stupito. Non ci pensai due volte a restare perché sembrava serie C. Con Papalia avevamo una buonissima organizzazione”.

LA TIFOSERIA: “Me la ricordo come se fosse oggi: con le tante presenze collezionate ero abituato a giocare in quello stadio pieno. Poi, ci fu la vittoria del campionato attraverso il ripescaggio per poi festeggiarne un’altra l’anno dopo. In riva allo Ionio sono andato a scuola, ho vissuto i primi fidanzamenti: è la mia città”.

GARE PARTICOLARI: “Ricordo un match di coppa Italia che giocammo di sabato sera con il Martina. Il tecnico mi schierò come terzino: ero scatenato tanto che confezionai circa trenta cross. C’era tanto entusiasmo e vorrei rivivere quelle emozioni”.

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