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Vincenzo Migliaccio a TST: 'A Taranto non bisogna farsi trasportare dalle emozioni'

L'ex difensore: 'Quella ionica è una piazza che va vissuta...'

12.05.2020 18:31

DI ALESSIO PETRALLA

E’ stato uno dei calciatori più continui della storia recente del Taranto, l’attuale allenatore della Folgore Caratese, compagine di serie D, Vincenzo Migliaccio che, a Tutto Sport Taranto, racconta come ha vissuto il momento immergendosi, poi, nel calcio giocato: “E’ stato un periodo particolare: stavo allenando la Folgore Caratese quando, per via della chiusura totale del paese, di colpo, mi sono trovato chiuso in una camera per  un mese, per poi riuscire a tornare a Napoli ed effettuare quindici giorni di isolamento. Finalmente, nel periodo di Pasqua sono riuscito a tornare dalla mia famiglia. Ho studiato e ho assistito agli allenamenti del gruppo attraverso il programma “Zoom”. E’ stato un momento brutto”.

SOLUZIONI: “Innanzitutto capisco i vari problemi del momento delle aziende e spero che si possa portare a termine la stagione, almeno quella di serie A ma con le dovute precauzioni: sarebbe un bene per l’Italia visto che il calcio è la terza azienda nazionale. Bisognerebbe, sempre se i dati legati al virus continuano a scendere, provare a fare due mesi di sacrifici per concludere il tutto. Per quanto riguarda i campionati minori la situazione è diversa. La mia società, però, è organizzatissima tanto che ha un centro ristoro e impianti utili per potersi allenare: non ci sarebbero problemi per effettuare un’eventuale quarantena. In serie C e D sarebbe tutto più difficile”.

SERIE D/H: “Il Bitonto ha disputato un grandissimo campionato e ha una struttura di squadra importante oltre che un tecnico preparato. Il Cerignola è uno squadrone partito in ritardo come il Foggia. All’appello sono mancate il Taranto e il Casarano con i secondi che avevano allestito un gruppo importante cambiando due tecnici validi e avendo alle spalle una buona società. Non mi aspettavo di vederli lontani dalla vetta nonostante il gruppo H sia il più difficile d’Italia. Conosco la piazza e li l’equilibrio non deve mai mancare: in riva allo Ionio sono stato quattro anni e non bisogna farsi trasportare dalle emozioni. Ci sono pressioni da serie A”.

ZONA BASSA: “Ci sono grandi piazze come la Fidelis Andria, che ha fatto meno di quanto ci si aspettasse, Nocerina e Nardò che avevano l’obiettivo della salvezza. I secondi con Foglia Manzillo, allenatore preparato, ne stavano uscendo. Però, questo è un girone tutto particolare”.

IL TARANTO: “Per me era una squadra importante. Conosco Panarelli e so che è un tecnico preparato. Purtroppo, però, gli ionici hanno steccato tanto da ritrovarsi molto lontani dal primo posto. Dall’esterno è difficile giudicare ma probabilmente i ragazzi rossoblù hanno fatto fatica a compattarsi nei momenti di difficoltà”.

AMARCORD: “A Taranto ho vissuto quattro anni fantastici: mi dispiace per essere andato via per la rottura del crociato ma sono orgoglioso di aver fatto parte di quella squadra importante che sfiorò la serie B perdendo la finale di Ancona. Porto nel cuore tante emozioni e tanti compagni d’avventura come Di Bari, Giorgino, Prosperi, Barasso e Pastore con cui, con quest’ultimo, ho giocato per due stagioni. Se c’era un problema questo diventava di tutti: si affrontava ogni cosa tutti insieme. Ricordo anche lo staff tecnico e dirigenziale oltre alla grande passione dei tifosi. Taranto è una piazza che va vissuta”.

LA RIPRESA: “Sicuramente rischio zero lo avremo soltanto con la scoperta del vaccino. Dovrà essere brava la Lega, oltre che i calciatori, a trovare modi per convivere con il virus. Se i numeri dei bollettini continuano ad essere quelli degli ultimi pomeriggi bisogna cercare, quanto prima, di ripartire con tranquillità. Non tutte le società hanno avuto problemi risparmiando un terzo dell’annata. Vedremo cosa succederà”.

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