Taranto F.c.

L'ex Juventus Davide Baiocco a TST: 'Taranto bellissima città e tifoseria calorosa'

L'ex centrocampista bianconero: 'Del Piero? Nella vita un campione da cui ho imparato tanto'

15.05.2020 18:42

DI ALESSIO PETRALLA

Ha vinto tanti campionati e giocato in serie A con la maglia della Juventus, Davide Baiocco che, a Tutto Sport Taranto, commenta il momento parlando anche dei bei tempi della serie A: “Non essendo più nel mondo del calcio da più di due anni ho colto questa non bella occasione per cercare di migliorare me stesso continuando la mia attività. L’unico problema è stata la famiglia. Anche dai periodi delicati si possono trarre benefici. Per quanto riguarda il calcio era inevitabile fermarlo: bisogna usare l’intelligenza perché la salute è la cosa da mettere al primo posto”.

SOLUZIONI: “Al momento parlare di calcio è difficile. Comunque, non esiste solo il virus, ma anche il sistema di questo sport va rivisto altrimenti tutto può morire dall'oggi al domani visto che tutte le società sono precarie. Non capisco perché non si cambi. Intanto, per tornare a giocare bisognerà usare la testa. Lo show deve andare avanti ma non solo per soldi. Bisogna fare scelte nel rispetto di tutti”.

SERIE A E JUVENTUS: “Ogni esperienza nella vita lascia qualcosa come da ogni momento difficile. Quando tutto va bene sei felice mentre quando non fila liscio qualcosa bisogna cogliere degli insegnamenti. La Juventus mi ha lasciato tanto visti anche i compagni: ognuno di loro nonostante i grossi obiettivi già raggiunti volevano sempre di più. E’ stata una lezione vincente. Anche tanti ex compagni mi hanno lasciato tanto così come la storica salvezza colta con il Catania, il campionato vinto a Siracusa dalla D alla C e quello con il Brescia dalla B alla A”.

DEL PIERO: “Ho grande stima verso di lui anche come uomo. Era un compagno silenzioso ma che faceva sentire sempre la sua presenza dando sempre il giusto supporto. Un campione nella vita da cui ho carpito tanto”.

TARANTO: “E’ una città bellissima: ultimamente ci sono tornato per lavoro e ho scoperto la sua grande storia: purtroppo da calciatore nei vari posti in cui si va a giocare si è solo di passaggio. A livello di tifoseria è calda e tiene molto alla sua squadra. Fa sentire la propria vicinanza. Come potenziale può ambire a qualcosa in più”.

SERIE D/H: “Nel calcio giudicare una o più squadre dalle classifiche o dalle statistiche è un grave errore. Sicuramente, però, il gruppo H della serie D è molto difficile e non vince sempre la squadra più forte ma chi progetta a lungo termine: un progetto dev’essere lungo minimo tre o cinque anni considerando il brand, il marketing e investendo sui giovani: altrimenti i presidenti non possono sopperire a certe spese. Oggi non esiste progettualità con tante compagini che investono tanti soldi: ne vince solo una e le altre poi, l’anno dopo, cosa fanno?”.

Si ringraziano:

 

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