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Fondazione Taras, il Taranto è di chi lo ama

23.09.2017 12:39

Come da programma, si è tenuta giovedì sera la riunione straordinaria convocata dalla Fondazione Taras per dare la possibilità, agli associati come al resto dei tifosi, di discutere apertamente della situazione attuale del Taranto FC 1927. La Fondazione Taras ringrazia quanti hanno partecipato alla discussione, che si è svolta senza sterili scontri, nel rispetto delle opinioni personali e della pluralità di vedute, cogliendo il vero spirito dell’agire democratico e dal basso.

Nel corso della riunione, sono emerse forti perplessità nei confronti del direttore sportivo Luigi Volume, che ha sostituito dopo pochissimo tempo un allenatore sul quale aveva fornito garanzie in prima persona, non più di due mesi fa. Un malumore diffuso, quello dei tifosi, che arriva a mettere ulteriormente in ombra anche le figure di Elisabetta Zelatore e Antonio Bongiovanni, già in discussione a causa della retrocessione. In molti hanno posto l'accento su di una inadeguatezza al contesto calcistico dei due soci di maggioranza, che li porta a effettuare ribaltoni organizzativi e tecnici troppo frequenti, col rischio di rendere inutili gli sforzi economici sostenuti.

La Fondazione Taras attiverà un dialogo con tutte le anime della tifoseria e con le istituzioni locali, al fine di trovare soluzioni praticabili per il futuro del Taranto FC 1927. A tal proposito, l’invito che rivolgiamo agli attuali soci di maggioranza è di valutare davvero, anche da subito, l’ingresso di nuovi soci. Sembra infatti questo l’unico modo di ravvivare l’entusiasmo della tifoseria che, siamo certi, cova come fuoco sotto le ceneri. La dirigenza dovrebbe comunque cercare di interfacciarsi più spesso e con più rispetto con quanti amano e soffrono per i nostri colori: il Taranto è di chi lo ama, non di chi lo possiede.

Considerando quanto discusso durante la riunione, lanciamo poi un appello a tutti i tifosi: senza di essi, senza la loro passione, il calcio non è che un esercizio di stile. Pur rispettando il punto di vista di ciascuno, nell’ottica del raggiungimento dell’obiettivo del ritorno nel professionismo, è necessario sostenere la squadra che scende in campo con quella che è comunque la nostra maglia, scindendo l’amore per la stessa da ogni considerazione sull’operato dei soci di maggioranza. Inoltre, un panorama desolante, sia dal punto di vista ambientale che economico e sportivo, quale quello che si sta prefigurando in questi mesi, non potrà che scoraggiare anche eventuali nuovi soggetti interessati a contribuire alla società Taranto FC 1927.

La salvaguardia del Club resta sempre e comunque l’obiettivo primario. E, oggi come ieri, Il calcio senza tifosi perde la propria anima.

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