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Riecco "Miss Scudetto" Blanco: «Tornare in Italia? Non escludo niente»

La pluridecorata italo-argentina non chiude le porte al ritorno nel Belpaese: «Dovrei valutare bene, ma mai dire mai». Sul futsal italiano: «Necessari almeno due anni per ripartire di slancio».

22.07.2020 11:09

intervista di Gisberto Muraglia

Dedica ormai molto del suo tempo al servizio delle giovani leve che un giorno, chissà, potrebbero ripercorrere le sue orme. Lì nella sua Argentina dove attualmente si trova, in Italia o chissà dove. Certo, emulare le gesta di una Gimena Blanco non è facile per nessuno, ragion per cui fare anche la metà di quello che ha fatto lei nel Belpaese non sarebbe mica male. In Italia ha giocato, incantato e vinto in tutte le categorie, anche se, ça va sans dire, ha puntato sempre i bersagli grossi che spesso e volentieri sono finiti nella sua gloriosa bacheca. E adesso quale sarà il futuro di Gimena Blanco? Rimarrà in pianta stabile in Argentina o magari, approfittando della telefonata giusta, sarà di nuovo in Italia a miracol mostrare? Tutto può essere, perché lei la porta con l’Italia, sua seconda patria sportiva, non l’ha mai definitivamente chiusa. Anche durante l’ultimo anno quando si è dedicata a pieno regime alle sue attività nella terra del tango, colpita come tutto il mondo dall’emergenza sanitaria da Covid-19. Certo, il tempo passa per tutti ma Gimena Blanco avrebbe ancora tanto da poter dare, soprattutto in termini di esperienza e qualità. Vuoi mettere una evergreen Miss Scudetto al fianco di ragazze giovani (e non solo) per dare valore alla rosa? Su, diciamocelo chiaramente, Blanco è un po’ come il cacio sui maccheroni, in Italia ci sta bene sempre. Perché se è vero che le lancette corrono inesorabili, i suoi piedi raffinati sono immuni all'incedere del tempo. Tornerà o non tornerà, quindi? Questo dipende solo da lei. 

Gimena, come stai? E' un po' che non abbiamo tue notizie. Come procede lì da te?

Ciao Gisbe, bello tornare a chiacchierare con te e quindi con tutti lì in Italia. Da noi la situazione è ancora difficile, ma abbiamo avuto meno problemi rispetto a voi, pur essendoci molte analogie con la vostra situazione, soprattutto a livello lavorativo. Qui le ore lavorative sono state ridotte, con tutto quello che comporta questa decisione. Però andiamo avanti, ce la faremo.

In Italia, nel frattempo, pian piano stiamo riprendendo a programmare, ma la situazione non è affatto facile. Cosa ne pensi?

Una situazione molto difficile, specie vedendo gli ultimi 5 anni dove è cresciuto tantissimo. C’è bisogno di tempo, l’importante è giocare e dare continuità in qualche modo. Tuttavia, penso che ci vorranno almeno un paio di anni prima di riprendersi definitivamente. Me lo auguro di cuore, perché da voi il futsal femminile è molto importante. Quando il tessuto lavorativo italiano tornerà spero a pieno regime, allora anche il calcio a 5 tornerà ad essere quello di prima. Adesso è inevitabile pagare delle conseguenze, vedi tante squadre che non ci saranno più e questo dispiace tanto.

Manchi già da un anno in Italia. Continui a mantenere vivi i tuoi contatti?

Parlo solo con le vere amicizie che ho sviluppato in tutti gli anni che ho avuto il piacere di giocare in Italia, quindi sì. Tra l’altro approfitto volentieri di questa intervista per dire che ho perso il telefono dove avevo tutti i contatti italiani, se sono sparita per un po’ è solo per questo motivo.

Collegandoci a quanto hai detto prima, questa emergenza sanitaria rischia di far perdere all'Italia i passi avanti fatti in termini di competitività?

Questa è una disciplina che dipende dagli sponsor, ci sarà un blocco nella programmazione per molti e questo non lo scopro certo io. Penso che la prossima stagione sarà di transizione, sarà una specie di test per il 2021-2022. Ora bisogna pensare a rimettersi in piedi senza strafare.

Hai avuto qualche contatto ultimamente? In altre parole, esiste la possibilità del tuo ritorno o no?

Sì, c’è stato un contatto. Più che altro una chiacchierata. Dopo la pandemia è cambiato tutto, pensavo di essere tornata in Argentina per rimanerci, invece devo dire che questa telefonata è come se mi avesse generato un po’ di nostalgia, quindi forse non sarebbe male ritornare per fare altre esperienze. Però vediamo, tutto va valutato con estrema attenzione, non ho fretta.

Se ti fa piacere tornare, quale tipo di progetto sportivo saresti disposta ad accettare?

Se dovessi effettivamente decidere di ritornare, mi accontenterei di una società seria con un mister competente. Una valutazione pensando anche alla città non guasta mai. Per quanto riguarda gli obbiettivi nello specifico, invece, è chiaro che più competitivi sono e più mi diverto. Tra l’altro in Italia ho giocato in tutte le categorie. La cosa più importante di tutte, se proprio dovessi scegliere, sarebbe la tranquillità. Non vorrei preoccupazioni di nessun tipo.

Cosa può ancora offrire Gimena Blanco al futsal femminile italiano?

Sarei pronta a mettere a disposizione del gruppo la mia esperienza, visto che il futsal italiano è ormai come casa mia. Con il tempo e il passare degli anni il mio stile di gioco è cambiato, diciamo che mi piace molto mandare in gol le mie compagne. La qualità dell’ultimo passaggio, diciamo così. Per un mister le trame di gioco sono importanti, mi preoccuperei di dare qualità e quantità alla manovra. Ovviamente mi metterei anche a disposizione delle più giovani, visto che qualcosa in Italia l'ho vinta. (ride, ndr)

Vuoi fare un saluto nostalgico a qualcuno?

Il mio pensiero va a chi, in tutti i miei anni in Italia, è stato al mio fianco avendo sempre una parola di incoraggiamento e sostegno per me. A chi ha voluto sempre darmi buoni consigli e a chi ha condiviso quanto di bello ho vissuto sul campo e fuori lì da voi.

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