Fuori dal Campo

Governo: Fiducia a Conte, 156 sì alla fiducia i no sono 140, 16 gli astenuti

19.01.2021 22:43

 

Il premier Giuseppe Conte ottiene 156 sì alla fiducia sulle sue comunicazioni in Senato. I 'no' sono stati 140, 16 gli astenuti

Il premier Giuseppe Conte ha lasciato Palazzo Madama.

Il capo del governo ha lasciato l'Aula del Senato prima della proclamazione della votazione ma con il risultato che, a parte il "caso Ciampolillo", è già chiaramente a favore della fiducia. I senatori Lello Ciampolillo, ex parlamentare del M5s, e Riccardo Nencini di Italia viva sono stati riammessi al voto sulla fiducia al governo, nell'aula del Senato. L'ha annunciato la presidente Elisabetta Casellati dopo la verifica fatta dai senatori questori. Alla richiesta di Lello Ciampolillo, ex parlamentare del M5s e ora al gruppo Misto, di poter votare anche se le urne si erano chiuse al Senato (era risultato assente alla prima e seconda chiama), nell'aula si è scatenata la bagarre con molti senatori in piedi che protestavano contro la presidente Elisabetta Casellati. Da qui la scelta di far decidere ai questori.

Al Senato la votazione sulla fiducia che il governo ha posto sulla risoluzione di maggioranza che approva le comunicazioni del presidente del Consiglio Giuseppe Conte sulla situazione politica. La votazione è palese ed avviene per appello nominale. La senatrice di Forza Italia-Udc, Maria Rosaria Rossi ha votato la fiducia al governo, nell'aula del Senato. Anche Andrea Causin, senatore di Forza Italia ha votato la fiducia al governo nell'aula del Senato. Subito dopo, si è sentito un mezzo applauso e una voce che urlava "Bravo". Drago, Martelli e Giarrusso (Misto) votano no. No anche di Paola Binetti, senatrice Udc, e di Minuto FI. Matteo Renzi si è astenuto nel voto di fiducia in Senato. Si è astenuta anche l'ex ministra Teresa Bellanova. Il senatore ex M5S Lelio Ciampolillo, considerato tra gli indecisi sulla fiducia al governo al Senato, è risultato assente alla prima e seconda chiama. Il senatore di Iv, il socialista Riccardo Nencini, è assente al voto di fiducia al Senato. Assente il senatore ex M5S Lelio Ciampolillo. La senatrice di Italia viva, Daniela Sbrollini era presente alla seconda chiama e si è astenuta come il resto del gruppo di IV, a differenza di quanto scritto inizialmente. 

Causin e Rossi, i due senatori di Fi che hanno votato sì alla fiducia, "sono fuori dal partito: votare con il governo in questo caso non è una questione di coscienza". Lo dice Antonio Tajani, vicepresidente di Forza Italia, interpellato in transatlantico al Senato. Tajani spiega di aver informato Silvio Berlusconi, insieme alla capogruppo Anna Maria Bernini.

"Se hanno qualche voto in più è grazie a due di Forza Italia che hanno votato come i 5s e hanno votato i senatori a vita". Così il leader della Lega, Matteo Salvini, al Tg1, mentre ancora non si sa il risultato finale. "Ditemi voi se questo minestrone può portare avanti l'Italia", aggiunge. Ci rivolgeremo a Mattarella: c'è un governo che non ha la maggioranza al Senato e sta in piedi con chi cambia casacca". Lo annuncia il leader della Lega, Matteo Salvini al Tg1. "Rispetto alle premesse e alle speranze di Conte e Casalino le cose non sono andate come speravano: sentivo parlare di decine di responsabili ma al netto di casi singoli, dall'altra parte ce ne sono di più, il centrodestra ha mantenuto la sua compattezza e non era scontato. Ho parlato con Salvini, parlerò con Berlusconi. Ora dobbiamo chiedere un colloquio con il Colle". Così la leader di FdI, Giorgia Meloni a Rete 4. Votare è necessario perchè è l'ultima possibilità che l'Italia ha per rialzarsi, avendo un governo che ha un'idea chiara, che vuole andare tutto da una parte, con le idee chiare". Così la leader di FdI, Giorgia Meloni a Rete 4. "Escludo governi di unità nazionale o larghe intese. Un governo a guida centrodestra lo proponemmo nel 2018, non è il mio piano A. Se desse l'incarico a Salvini che dovremmo fare? Ma preferisco le elezioni, ora non so se abbiamo i numeri".

Nelle dichiarazioni di voto la ministra Bellanova ha confermato l'astensione di Italia Viva. Deciso il No di Forza Italiaribadito dalla capogruppo Anna Maria Bernini, così come nella maggioranza netto il Si del Pd annunciato dal capogruppo Ancrea Marcucci. "Non state cercando dei volenterosi, dei responsabili, ma dei complici per non perdere la poltrona". Così il leader della Lega, Matteo Salvini,intervenendo in dichiarazione di voto a Palazzo Madama. Bagarre in aula quando Salvini si è rivolto ai senatori a vita sottolineando il loro coraggio nel votare con il M5s quando non molto tempo fa Beppe Grillo disse: 'I senatori a vita non muoiono mai'. Duro il richiamo della presidente del Senato Casellati.

LA REPLICA DI CONTE - "Un tema toccato dalla senatrice Drago è il calo demografico: è un problema serissimo, è uno dei cali tra i più severi degli ultimi anni. Anni fa in Germania successe la stessa cosa. Se non interveniamo adesso in tempo, rischiamo di compromettere il futuro dei nostri figli. Occorrono investimenti economici strutturati, dobbiamo investire sul futuro e non possiamo farlo creando una crisi di governo o cercando di far cadere un governo. Da luglio partirà tra l'altro la riforma dell'assegno unico mensile per oltre 12 milioni di bambini, un progetto avviato dalla ministra di Iv Bonetti". Lo ha detto il premier, Giuseppe Conte, nella replica al Senato.

"Molte osservazioni hanno riguardato il nostro calo del Pil e la consistenza dei ristori. Non corrisponde affatto al vero che l'Italia sia prima per caduta più forte del Pil.Nonostante siamo stati colpiti per primi dalla pandemia nei primi tre trimestre del 2020 il calo tendenziale del Pil è stato lo stesso che in Francia, inferiore alla Spagna e al Regno Unito", ha aggiunto Conte

"Il rimbalzo del terzo trimestre è stato tra i più alti d'Europa, il 15,9% - ha affermato ancora il presidente del Consiglio -. Gli ultimi dati ci spingono a confermare per il 2020 un calo del 9%, sensibilmente inferiore a quello previsto in estate e minore di altri Paesi europei.  Si è detto che abbiamo dato meno ristori di altri Paesi? E' un'affermazione destituita di fondamento. Grazie a quella rete di protezione il pil è calato meno del previsto ed è stato compensato anche il deficit".

Il premier ha parlato anche di covid e scuola: "Un intero capitolo del Recovery è dedicato all'istruzione - ha sottolineato -. La curva epidemiologica non accenna a migliorare. Ci preoccupa ma continueremo a fare di tutto, l'obiettivo è la didattica in presenza".

"Renzi ha ricostruito le ragioni del discutere la fiducia oggi. A me però non sembra che quando abbiamo trattato dei temi concreti non si sia trovata una soluzione. Il Recovery Plan non è stato elaborato in qualche oscura cantina di Palazzo Chigi ma in incontri bilaterali con tutti i ministri, anche quelli di Iv - ha aggiunto Conte-. La bozza, che avete voluto distruggere anche mediaticamente, era frutto di un primo confronto a livello bilaterale con i ministri".

"Sul Recovery occorreva un confronto, un momento collegiale, perché restava il problema di scelte strategiche, tirare fuori la politica, dare una visione. Ma il confronto collegiale si può fare anche con toni tranquilli e leale collaborazione. L'effetto finale - ha rilevato - è stato bloccare per 40 giorni il Recovery: avremmo potuto incontrarci e in una ventina di giorni dare al Parlamento una versione aggiornata che è stata migliorata anche grazie al vostro contributo, ma grazie a tutte le forze di maggioranza e nessuno può avere la pretesa della verità nelle soluzioni più proficue per il Paese".

"Avete ritenuto che la cabina di regia non era accettabile - ha domandato polemicamente il presidente del Consiglio -? Ma quando mai non è stata discussa? Il risultato è che ora dobbiamo affrettarci e il lavoro è urgente, perché ce lo chiede anche l'Ue. Quando si sceglie la via del dialogo, e voi lo sapete, non avete mai trovato porte chiuse. A un certo punto avete scelto la strada dell'aggressione e degli attacchi mediatici, avete cominciato a parlare fuori e non dentro. La rispettiamo ma possiamo dire che forse non è la scelta migliore negli interessi del Paese?".

Quindi la replica a Renzi sulle 'poltrone': "Poltrone? Quando sento questa parola - ha detto - io non mi vergogno di dire che stiamo seduti su queste poltrone. Non è importante - lo dico ai cittadini - dire 'non sono interessato alla poltrona' ma essere interessati a star seduti con disciplina e onore". "Ho spesso difeso le vostre istanze -dice il premier a Italia Viva - ma a un certo punto avete preso una strada diversa, che non è quella della leale collaborazione. Diciamolo di fronte a tutti". "Stavamo già lavorando sul patto di fine legislatura.Subito dopo l'eventuale fiducia valuteremo un tema di cui stavamo già discutendo: come rafforzare la squadra di governo" conclude Conte la replica al Senato.

FONTE: ansa.it

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