1a Categoria

Prima Categoria: il campionato delle tarantine

a cura di Mimmo Ligorio

16.05.2019 02:47

Immagine ZaccagniLa scuderia ionica presente nel campionato di Prima Categoria, in questa stagione, si è comportata in modo ottimo. Le otto squadre presenti nei due gironi, B e C, sono riuscite ad ottenere risultati coerenti alle proprie potenzialità senza disattendere le aspettative. Quasi tutte, fatta eccezione per il Don Bosco Manduria, hanno centrato gli obiettivi di inizio stagione e in alcuni casi andando anche oltre. Il girone B ha avuto le sembianza di un torneo provinciale con le squadre tarantine a farla da padrone occupando quasi il 50% della forza complessiva delle contendenti con Castellaneta, Crispiano, Don Bosco Manduria, Grottaglie, Massafra, San Marzano e Sava, mentre nel girone C, a difendere il vessillo della provincia tarantina, solo il Manduria.

Stratosferico il campionato del Grottaglie promosso in Promozione dopo una stagione condotta quasi sempre in testa e chiusa a quota 80 punti, un record mai raggiunto, a pari del Castellaneta battuto nello spareggio. L’Ars et Labor Grottaglie ha fondamentalmente meritato il titolo perchè ha espresso sul campo tutta la sua qualità tecnico-tattica e l’esperienza della rosa egregiamente assemblata senza escludere il sostegno di una società organizzata e precisa nella programmazione, chapeau.

Il Castellaneta è stato grandioso, ha tenuto testa al più blasonato Grottaglie arrivandoci, a fine campionato, insieme in vetta alla classifica. Campionato che ha superato le aspettative iniziali, una rosa composta da ragazzi nel pieno della maturità calcistica ma forse con meno esperienza rispetto agli antagonisti grottagliesi. La vittoria nella finale Play-Off contro il Sava ha legittimato una promozione che sarebbe dovuta arrivare d’ufficio visto l’andamento in campionato.

Nel girone C il Manduria ha centrato in pieno il bersaglio, Play-Off dichiarati ad inizio stagione e promozione ottenuta dopo aver vinto la finale contro il Veglie. Per i biancoverdi si trattava un po’ dell’anno zero e per essere una ripartenza senza base il campionato dei messapici può essere ritenuto ottimo. Sarebbe potuto andare ancora meglio se non fosse venuta meno quella costanze nei risultati che comunque il Manduria è riuscita ad ammortizzare con la grande qualità ed esperienza dei giocatori.

Il Sava ha affrontato il campionato con una società ex novo e una squadra messa insieme in tempi record. I biancorossi hanno portato a termine un buonissimo campionato, hanno raggiunto la finale Play-Off, persa contro il Castellaneta, cosi come da obiettivo stagionale. Anche se, a sentire molti addetti ai lavori, la qualità e l’esperienza dei giocatori in rosa faceva supporre ad un torneo condotto ancor più da protagonista. Ciò che è importante è la grossa possibilità di essere ripescati in Promozione, il resto è in secondo piano.

Massafra perfettamente in linea con le aspettative, campionato molto buono. Anche in questo caso parliamo di una società nuova e una squadra assemblata in poco tempo, essere arrivati quinti è un risultato molto positivo. I giallorossi sono stati probabilmente svantaggiati da una partenza lenta dovuta probabilmente alla fisiologica necessità di trovare i giusti incastri, una volta trovati le soddisfazioni non sono mancate.

Il Crispiano voleva salvarsi con tranquillità e ha raggiunto abbondantemente lo scopo con tre giornate di anticipo. La società è stata perfettamente in linea con le potenzialità dell’organico e il rispetto del budget societario per nulla paragonabile ad altre realtà dello stesso girone. I gialloblu meritano un bel sette in pagella, ritengo sia sempre difficoltoso mantenere i tracciati di conduzione di una società tra obiettivi e disponibilità economica.

Per il San Marzano le stesse parole del Crispiano, un bel sette. La differenza è che nel paese di San Giuseppe la società è partita da un totale rinnovamento tecnico-dirigenziale. I rossoblu hanno avuto un andamento a due velocità: un girone di andata sorprendente, anche primo in classifica, e un girone di ritorno inerziale ma comunque, in un modo o nell’altro, è arrivata quella salvezza anticipata e tranquilla che tutti si auguravano.

Unico neo la retrocessione in Seconda Categoria del Don Bosco Manduria. Una stagione caratterizzata da tanti episodi sfortunati ma forse anche da una programmazione non proprio adeguata. In un calcio che corre senza pause non è facile rimediare agli intoppi che possono verificarsi strada durante. Comunque non è detto che tutti i mali vengano per nuocere, è possibile che ripartire dalla categoria inferiore possa rinforzare ulteriormente le fila gialloblu a cui auguro una pronta risalita.

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