5Women

Di Bartolomeo, l’esperienza al servizio delle più giovani: «Avventura stimolante, darò il massimo»

L’esperta ternana classe ’82 è la chioccia del gruppo della Ternana Thyrus: «Ho voglia di rimettermi in gioco e mettermi a disposizione del gruppo, la strada è lunga ma sono ottimista»

27.08.2020 13:52

intervista di Gisberto Muraglia

In nessun gruppo giovane, appena formatosi, può mai mancare una chioccia, ovvero una giocatrice con tanta esperienza sulle spalle in grado di prendere per mano le più giovani e indicare loro la strada nei momenti più difficili. Valeria Di Bartolomeo per la Ternana Thyrus è proprio questo. Un profilo perfetto da affiancare a chi davanti a sé ha una lunga strada da percorrere, specie se l’esperta giocatrice ternana torna in Italia dopo una lunga parentesi all’estero dove ha potuto aggiungere al suo bagaglio sportivo, ma soprattutto di vita, un’esperienza importante come quella vissuta nel “suo” Ecuador. Il campionato con la Ternana Thyrus per Valeria sarà una sfida tutta nuova, con molte incognite. Punti interrogativi legittimi per chi manca dal futsal femminile italiano da molti anni, però quando la tua voglia di rimetterti in gioco è sempre viva, tutto diventa più facile. Certo è che in Ecuador è rimasta sempre in allenamento, non perdendo mai il contatto con l’amato pallone, ad ogni altura. Questo è stato sufficiente per il DS rossoverde Mirko Giardinieri per mettere sotto contratto l’esperta Di Bartolomeo. Mamma della stupenda Ashly, sua prima tifosa, Valeria è pronta a tuffarsi a capofitto in questo nuovo capitolo sportivo e di vita con gli amati colori della propria città. 

Valeria, non solo bentornata nel calcio a 5, ma bentornata in Italia. Cosa pensi di questa tua nuova esperienza?

Da quando mi si é prospettata la possibilità di tornare in Italia ho iniziato a guardarmi in giro e preso contatti anche con squadre fuori provincia. Per motivi logistici avevo deciso di rimanere il più possibile vicino a casa e giusto qualche settimana fa sono stata contattata dalla Ternana Thyrus. Ti dico la verità, ho pensato molto prima di decidere, perché se da un lato un nuovo progetto é sempre una roulette russa, dall’altro essendo una società nuova con ragazze nuove è più facile inserirsi rispetto a quando il gruppo è già consolidato.

Cosa ti ha spinto ad accettare la proposta della Ternana Thyrus?

Sono stata molti anni fuori e lontano dagli ambienti del calcio a 5 italiano, ho avuto esperienze che mi hanno permesso di crescere mentalmente e fisicamente, anche se poi la gravidanza mi ha fatto fermare e ora sto cercando di recuperare al meglio e non ho idea del livello che troverò, né di quello che potrò effettivamente offrire alla squadra. Tuttavia, nelle lunghe chiamate fatte con il ds Mirko Giardinieri mi é piaciuta l'idea di poter aiutare ĺa squadra mettendo a disposizione la mia esperienza. Ho quindi scelto questa squadra per diversi motivi, tra l’altro è vicino casa, è la squadra della mia città, una squadra nuova a cui credo possa servire la mia esperienza. Penso inoltre sia giusto appoggiare progetti fatti per passione da persone che amano questo sport, che hanno il chiaro obbiettivo di far rinascere un po’ questo sport dopo gli anni bellissimi vissuti recentemente.

Quali sono i segreti, secondo te, per rimettersi in gioco dopo un periodo di inattività?

Spero davvero che si possa tornare a giocare presto, ho voglia di rimettermi in gioco nel calcio a 5, in Ecuador ho giocato calcio a 11 e indoor, ho avuto solo una esperienza nel fútbol de salón nel lontano 2015 a oltre 3000 metri di altezza (finali nazionali a Quito) quindi é stata un’esperienza, come dire, un po’ affannata. Non ci sono grandi segreti, per me l'importante é divertirsi e dare il meglio di sé, sicuramente non sempre le cose andranno bene ma indipendentemente dal risultato per me si vince quando si esce del campo soddisfatti sapendo di aver fatto bene e dato il massimo.

Sappiamo che in Ecuador ti sei comunque allenata e tenuta in forma, migrando nel calcio a 11. Cosa ti ha lasciato, a livello sportivo, il periodo passato oltreoceano? 

In Ecuador sono tornata a mettermi gli scarpini dopo una pausa in cui mi sono dedicata alla bicicletta. Il calcio mi ha aiutata ad ambientarmi rapidamente, la le ragazze giocano quasi tutti i pomeriggi, ci sono molti tornei e campionati e si può partecipare ad ogni torneo con una squadra differente, questo aiuta a fare esperienza e crescere. Io ho giocato soprattutto calcio a 11 e indoor, nella mia zona sono passata alla storia perché ho iniziato ad allenarmi e giocare anche con i maschi, cosa mai vista prima, participando ad alcuni campionati. Tutti parlavano dell'italiana che gioca a pallone. Queste esperienze, oltre che a farmi conoscere e apprezzare, mi hanno permesso di crescere molto. Credo di aver raggiunto livelli che non ho mai espresso in Italia, mi allenavo tutti i giorni anche 2 volte al giorno, non mi stancavo mai di correre con o senza pallone. Ho giocato anche per la promozione in serie A, però le distanze (4 ore di autobus) e poi la gravidanza non mi hanno permesso di continuare per molto tempo. Lì in Ecuador quasi tutte giocano, che siano i campionati parrocchiali o la serie A ogni paesino ha 1 o più squadre che si affrontano in diversi campionati, poi se sei brava e vivi vicino alla città, a 10-12 anni già si fa sul serio, ti inseriscono nei vivai e ci si allena tutti i giorni senza sosta. Le ragazze non sembrano stancarsi, probabilmente crescendo con questi ritmi il corpo si abitua e gli permette di giocare e/o allenarsi senza giorni di riposo. É stata una bella esperienza ma non é conclusa, perché ogni volta che tornerò in Ecuador tornerò anche a giocare con le mie compagne.

Ora la Ternana. Dove può arrivare la tua squadra, secondo te?

Come ti dicevo prima, ho giocato il mio ultimo campionato in Umbria nel 2008 con il Montebello Perugia quando ancora non esistevano le serie ed é stato un anno magico. Non conosco quelle che saranno le mie compagne, né il livello delle avversarie, quindi non posso sbilanciarmi. A me non piace essere solo un numero, spero di poter dire la mia in campo e poter arrivare il più lontano possibile

Sei mamma della bellissima Ashly. E' vero che le stai già trasmettendo la passione per questo sport?

Ashly mi segue sempre da sempre, agli allenamenti e alle partite, qui in italia con il freddo a volte mi toccherà lasciarla a casa, però lei é sempre partecipe. A volte si allena con me, sta imparando a condurre il pallone e a calciarlo. Ogni genitore sogna di avere un figlio campione che segua i suoi passi e lo superi, a me piacerebbe che Ashly giocasse a calcio, che possa arrivare lontano, pero tutto dipenderà da lei, l'importante é che sia felice si diverta e faccia quello che le piaccia perché quando si ama qualcosa (sport, musica o quello che sia) i sacrifici non sono più tali ma si trasformano in piacere.

Commenti

"Memorial Sandro Balestri", in pista anche il Pattinaggio Artistico Taranto
CJ Basket Taranto: UFFICIALE PELLECCHIA