Taranto F.c.

Stefano D'Agostino: "Per il Taranto lascio la porta apertissima. E sul Girone H dico che..."

a cura di Massimiliano Fina

17.11.2020 10:40

PH. Walter Nobile (TRB Channel)

In una recente intervista, Stefano D'Agostino, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni:

GIRONE H - "Il Girone H è come al solito molto tosto, però quest’anno ci sono delle dinamiche che non ci sono mai state e quindi può capitare per esempio il momento di forma quando non si gioca, o magari può capitare come al Taranto che per un mese si rimanga con una sconfitta sul groppone. È quindi difficile dare un giudizio; sicuramente in generale tutte le partite sono difficili e vedo molto equilibrio. Il Casarano ha fatto una squadra molto forte, ma si può dire lo stesso di Taranto e Lavello, o di Bitonto e Picerno che però sono partite in ritardo e hanno perso un pò di punti rendendo tutto ancora più equilibrato. Poi c’è la sorpresa Sorrento che è la solita squadra campana. Vediamo se e come sarà il nuovo protocollo e come si ricomincerà a giocare, perché per fare 28 partite in 6 mesi ci vorrà un allargamento delle rose e si giocherà 3 partite a settimana".

TARANTO - "La pressione e il calore sono ciò che ha fatto innamorare me e la mia famiglia e che mi ha fatto rendere alla grande a Taranto. Se la situazione è come l’anno scorso non è sicuramente bello, perché i tanti ragazzi nuovi che ci sono quest’anno non c’entrano niente. È una sfortuna non vivere Taranto per ciò che ti può dare, giocare qui è veramente fantastico, pochi giocatori hanno avuto l’opportunità di viverla a pieno. Io mi reputo uno di questi e perciò sono grato di ciò che la città di Taranto ha fatto vivere a me e alla mia famiglia. Essere tra i top 10 marcatori del Taranto di tutti i tempi è una cosa stupenda visto i nomi degli altri. Purtroppo la gente negli anni ha vissuto delle esperienze pesanti e magari c’è disaffezione non verso la squadra ma verso chi la rappresenta, dispiace per i nuovi ragazzi che non c’entrano. Quando sono stato a Taranto ho avuto la fortuna di essere capitano, non ho ancora realizzato il mio sogno. È finita in quella maniera e non sicuramente per colpa mia, volevo rimanere lì e non avrei mai abbandonato la squadra in un momento come quello dell’anno scorso dove sentivo il peso di dover raggiungere questo obiettivo per la gente che mi aveva adottato e che sapevo quanto tenga così tanto a tornare dove merita. Per adesso non ci sono riuscito, ma sicuramente se ci saranno le condizioni giuste, che non sono assolutamente quelle economiche, lascio la porta apertissima, poi chi lo sa. Anche perché mio figlio comunque è cresciuto lì per 3 anni, si sente tarantino e anche per questo non direi mai di no".

Credits: GiornaleRossoBlù.it

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