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PALAGIANO. Rinnovata la tradizionale festa dei falò, dal quartiere Bachelet al campo San Nicola. Il paese riscopre la voglia di aggregarsi e stare insieme

21.03.2018 07:42

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Grande festa di falò di San Giuseppe, lunedì sera, anche a Palagiano. Le fascine sono arrivate sui carri trainati dai cavalli. La gente ha popolato le vie, i quartieri si sono accesi di luci, di voci e di anime.

Al quartiere Bachelet, l’omonima associazione con il suo presidente Nico Nardi ha organizzato, insieme all’Amministrazione Comunale, il tradizionale falò, animato dal concerto degli AlmaNegra. Tradizione, musica, folklore, ma anche gastronomia con i cavatelli preparati dall’associazione Athletic Team Palagiano, presieduta da Raffaele Iacobino e la zeppola più grande del paese. L’auspicio, per il prossimo anno, è quello di entrare nel guinness dei primati.

Una grande festa, un grande quartiere, quello Bachelet, che, dopo due anni sabatici, è tornato a raccontare e a far rivivere tradizioni popolari, nel solco del recupero delle origini identitarie.

Un altro falò, organizzato dai giovani della parrocchia S.S. Annunziata, ha chiamato a raccolta i cittadini che vivono nei pressi delle Opere Don Giovanni Pulignano. Un mare di gente con il naso all’insù e gli occhi puntati sul palo della cuccagna, issato al centro della piazza, tifando per squadre di giovani “scalatori”, impegnati a contendersi i premi appesi in cima. Ad aprire la festa il saluto congiunto del parroco don Lorenzo Cangiulli e del sindaco Domiziano Lasigna.

Ed, ancora, ad animare e rinvigorire la tradizione, anche il falò realizzato presso il campo San Nicola. Anche qui, sono stati il parroco, don Francesco Zito e il sindaco Lasigna a dare inizio ai festeggiamenti, accendendo la grande catasta di rami d’ulivo. Una grande festa di quartiere, in cui a farla da padrone sono state l’aggregazione e la condivisione. Non sono mancate le giostre per i più piccoli, la buona musica e del buon cibo per gli adulti.

“Una straordinaria occasione di incontro – ha spiegato il primo cittadino – resa possibile grazie al recupero di una tradizione, che segna la storia della nostra comunità. La nostra città riconquista i suoi spazi e continua a vivere la tradizione della festa (jè semb fest’ a Polascjen). Tante risorse umane che si rimettono in moto, che si impegnano, che ci credono. E questa Amministrazione continuerà, per quanto possibile, a supportarle. Si cresce. Avanti così”.

E, poi, il pensiero di don Salvatore Casamassima rivolto ai papà. “Ci sono padri più piccoli dei loro figli e ci sono padri che crescono i loro figli e reggono le loro famiglie spesso nel silenzio, nonostante le tante difficoltà”. Esistono grandi padri. Esistono i padri.

 

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