Nuoto

Arianna Talamona e il nuoto: «È stato lui a scegliere me»

Convive dalla nascita con una paraparesi spastica, ma neanche una sedie a rotelle l'ha fermata. Tra le migliori atlete paralimpiche del mondo, era pronta per Tokyo 2020: «Inevitabile, ma ci rifaremo. Che emozione le prime medaglie mondiali»

15.05.2020 10:56

intervista di Gisberto Muraglia

Arianna Talamona è una forza della natura, pensare di fermarla è mera utopia. Fin dalla nascita convive con una paraparesi spastica ereditaria, meglio conosciuta come sindrome di Strumpell-Lorrain, caratterizzata da rigidità e spasticità degli arti inferiori. Tuttavia, neanche una sedia a rotelle ha saputo fermare la voglia di vivere e di affermarsi di Arianna. Per meglio dire, soprattutto una sedia a rotelle. Sì, perché oggi Arianna è una delle nuotatrici paralimpiche più forti del mondo. Non solo vasche e tempi record, Arianna adesso è anche laureata in Psicologia e confermatasi a febbraio con la magistrale in “Psicologia dei processi sociali decisionali e dei comportamenti economici”.

UN SUCCESSO TIRA L’ALTRO Ariana una volta entrata in acqua non si ferma più, come da sua natura. Inizia a competere in gare agonistiche nelle categorie S7, SB6 e SM7 e non tarda molto prima di farsi notare in ambito paralimpico. Già nel 2011 arrivano la prima convocazione in Nazionale e la prima medaglia agli Europei di Berlino, dove si aggiudica la medaglia di bronzo nei 100 mt dorso. E’ l’inizio della sua ascesa. Nel 2013 ci sono i mondiali di Montréal in Canada e anche lì ottiene buoni piazzamenti sfiorando il podio. L’anno dopo è di scena ad Eindhoven e colleziona il record italiano nei 50 mt stile libero e soprattutto tre medaglie di bronzo (100 mt rana, staffetta mista 4X50 mt e nei 400 mt stile libero dove fa registrare un altro record italiano) e un argento nei 200 mt misti. La definitiva consacrazione arriva agli Europei di Funchal del 2016 in Portogallo: due medaglie di bronzo e il primo agognato oro nei 200 mt misti. La carriera di Arianna è una perfetta rappresentazione della teoria del piano inclinato: cosa succede se metti una pallina su di esso? Quella va, senza fermarsi. Eccola che raggiunge la qualificazione alle Paralimpiadi di Rio 2016 dove ottiene un sesto posto come miglior risultato. Oro anche ai campionati europei IPC di Dublino nella staffetta 4X50 stile libero con Arjola Trimi. La sfilza di medaglie si ferma, per ora, con la strepitosa doppietta dorata (50 mt farfalla e 200 mt misti) a Londra nel 2019 ai campionati mondiali WPS. Era pronta per le Paralimpiadi diTokyo 2020, ma l’emergenza del coronarivus ha fatto slittare tutto al 2021.

USO SAGGIO DEI SOCIAL Anche se il suo blog è ancora attivo e aggiornato, Arianna ha ormai spostato in toto la sua comunicazione con i suoi followers su Instagram. Tuttavia, la sua pagina “Lo stile di Arianna”, che nasceva come punto di ritrovo dove trovare utili consigli in materia di moda per ragazze disabili, ha riscosso un ottimo seguito. Lo scopo era permettere a tutte di sentirsi a proprio agio in mezzo alla gente. Con il passare del tempo, però, grazie alle numerose interazioni, il blog ha assunto un respiro più ampio. La pagina di Arianna, infatti, è diventata una vera e propria agorà virtuale dove l’atleta 24enne nativa di Varese dispensa consigli sugli aspetti pratici della vita quotidiana, non solo più abbigliamento. Un’attività che regala molte soddisfazione alla bellissima Arianna, un meraviglioso inno alla vita.

Arianna, benvenuta su tuttosporttaranto.com. Come stai e come procedono le cose in questo periodo nostro malgrado speciale?

«Bene grazie, adesso meglio perché ho potuto ricominciare a nuotare e sono contenta».

Eri pronta per Tokyo 2020, poi ecco il Covid. Come hai accolto il rinvio al 2021?

«Le prime due settimane male onestamente, perché era proprio un periodo positivo della mia vita. Stava andando tutto molto bene, in allenamento ero molto forte e doversi fermare e ricominciare da capo mi pesava. Con il tempo però ho capito che era inevitabile e sono riuscita a trovare i lati positivi in questa vicenda».

Facendo un passo indietro, tra i tanti sport perché hai scelto il nuoto?

«Diciamo che è il nuoto che ha scelto me. Ho iniziato a farlo da piccola perché era utile per la mia patologia, poi ho provato a fare le gare e non ho più smesso».

Hai un idolo sportivo, sempre nel campo del nuoto, che hai preso come riferimento?

«Proprio idolo no, un’atleta che mi piace molto è Katinka Hosszu perché penso sia una grande lavoratrice».

Parliamo di Londra e delle tue cinque medaglie. Che ricordi hai di quei giorni e di quelle medaglie indimenticabili?

«Ricordi bellissimi perché comunque sono state le mie prime medaglie a livello mondiale dopo 10 anni di lavoro. Sono arrivata al mondiale molto carica e concentrata. Ho avuto bisogno di fare un paio di gare per rompere il ghiaccio ma poi ho dato il meglio di me stessa».

Hai curato anche un blog personale molto seguito per ragazze disabili che non vogliono sentirsi a disagio in mezzo alla gente. Quale messaggio vuoi veicolare attraverso quello spazio?

«Sì, anche se in realtà il blog in se non esiste più. Ormai mi sono spostata completamente su instagram. Io cerco di motivare le persone a migliorarsi e superare i propri limiti perché io ho fatto un grande lavoro su me stessa e di crescita personale e vorrei lo facessero anche le altre persone. C’è solo da guadagnarci».

Sei una dottoressa. I tuoi studi in psicologia ti hanno aiutata a migliorare nel nuoto e/o viceversa? Cioè se la tua esperienza sportiva ti ha aiutata nello studio? Inoltre, che cosa il nuoto a livello agonistico ti ha fatto capire sulla psiche umana?

«Penso che gli atleti abbiano una marcia in più a livello mentale. È proprio una nostra caratteristica, siamo determinati. Non tutti, ma molti. Quindi, anche nello studio, mi sono sempre impegnata al 100% e, per esempio, la gestione delle gare mi ha aiutata molto a gestire gli esami in università. Io penso sia importante far capire quanto sia importante lavorare sulla propria mente e personalità perché può fare grandi differenze e spesso viene ancora sottovalutata».

Sappiamo che hai fatto anche un nudo artistico decisamente lodevole. Quando te lo hanno proposto, come hai reagito? Un po' strano per te o no?

«Appena mi hanno chiamato per chiedermelo, ho detto subito di si! Mi sembrava una cosa molto interessante. Col passare delle ore ho avuto qualche momento di incertezza ma poi ho pensato che se voglio essere di esempio per gli altri, devo essere la prima a non avere paura di esporsi, quindi mi sono buttata».

Ti salutiamo chiedendoti i tuoi obbiettivi per il futuro. In una carriera finora già bella ricca di soddisfazioni, cosa chiedi a te stessa in termini di traguardi sportivi e professionali da raggiungere?

«In termini di traguardi sportivi non si dice nulla, li sappiamo io e il mio allenatore. Sicuramente l’obiettivo è di arrivare a Tokyo nelle migliori condizioni possibili, in modo da non avere insicurezze, poi quello che succede si vedrà. Professionalmente questo sarà un periodo in cui “navigherò a vista” come dico io. Voglio provare alcune esperienze nuove e deciderò il da farsi strada facendo».

 

 

 


 


 

 

Commenti

GINOSA CONQUISTA LA 22^ BANDIERA BLU.  SINDACO PARISI: “MOTIVO DI ORGOGLIO E PUNTO IN PIU’ DA CUI RIPARTIRE’’
Real Virtus Grottaglie, alle 18 in onda il webinar Speciale Real Virtus