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L'amarcord di TST: Silvio Picci, 'Quel 4-6 in casa della Triestina è rimasto nella storia'

L'ex difensore: 'La tifoseria rossoblù era da pelle d'oca'

22.05.2020 18:50

DI ALESSIO PETRALLA

Tre campionati di serie B (l’ultimo con la retrocessione nell’88-89) e uno di serie C (l’ultimo in rossoblù, nel 1989-90, che coincide con l’immediata promozione in B) per uno dei beniamini della tifoseria ionica, il difensore, Silvio Picci (131 presenze con il Taranto) che, a Tutto Sport Taranto s’immerge nei ricordi: “Questo periodo l’ho vissuto un po’ come tutti quanti, vale a dire facendo attenzione a muovermi con la mascherina, evitando gli assembramenti e passando tanto tempo a casa. Intanto, mi sto muovendo per capire come riprenderemo visto che lavoro per una scuola calcio (la Pro Soccer Club Toscana) a Pisa: ci appoggiamo in una struttura comunale e ancora non si sa nulla. Vediamo se il comune farà capire qualcosa anche perché le famiglie iniziano a chiamarmi”.

SOLUZIONI: “Siamo alle solite: non esiste ancora chiarezza e farei fatica a ipotizzare una soluzione. Del resto non ci stanno riuscendo neanche gli organi preposti. Devono pensarci bene altrimenti in categorie come la serie D o l’Eccellenza ci saranno fiumi di ricorsi: sicuramente, molte società si staranno interessando per cercare di capire l’immediato futuro”.

IL TARANTO 2020: “Sto vedendo e leggendo i social e percepisco che in riva allo Ionio regna incertezza totale che rispecchia l’andamento delle cose. Dispiace per chi come me ha vissuto gli anni della serie B. Ricordo che dopo la retrocessione, nell’annata 1989-90, riuscimmo subito a riconquistare la cadetteria. C’era una società che lavorava bene e una rosa di calciatori importanti tra cui qualcuno che ha giocato in A. Un vero e proprio esempio di gruppo”.

GLI ESORDI: “Prima di giungere in terra ionica avevo esordito in serie A con il Torino ma con il tecnico Radice non avevo trovato più spazio e quindi chiesi di girarmi in prestito al Catania. A Taranto, nella stagione 1986-87, ho avuto bisogno di un po’ di tempo per ambientarmi.  Nella città dei Due Mari ho iniziato, poi, ad inanellare buone prestazioni tra cui una che ricordo con grande piacere è quella con la Lazio negli spareggi salvezza”.

LA TIFOSERIA: “Quella del Taranto era ed è una curva che mette la pelle d’oca. Ricordo che prima le squadre scendevano in campo da sotto la curva sud per poi cambiare e passare da sotto la nord: dal sottopassaggio si sentiva rumoreggiare e poi in campo il boato. Ogni tanto rivedo la vittoria con la Ternana, che ci consegnò la vittoria del campionato dalla serie C alla B in cui c’era una grandissima cornice”.

GARE MEMORABILI: “Ricordo una buonissima mia prestazione fatta con il Genoa sul neutro di Lecce: per loro, noi eravamo la bestia nera. Vincemmo 3-0 e facevano fatica a fermarmi. E, poi, mi viene in mente la vittoria per 4-6 a Trieste: in quel match credetti in una palla persa e feci gol”.

I GOL: “Di gol non ne ho fatti tanti ma mi piace ricordare proprio quello realizzato alla Triestina in un match dalle ricche emozioni: sembrava una giostra con grandi ribaltoni. Quel risultato, di 4-6, è rimasto nella storia della serie B. Poi, ce n’è un altro molto bello che segnai in casa alla Casertana. Mi viene in mente, ancora, un 2-0 alla Salernitana firmato di testa che sigillò il successo. Poche marcature ma molto importanti”.

GLI ALLENATORI: “Nel mio primo anno a Taranto c’era Mimmo Renna con il quale giocai poco: non ci fu da subito feeling. Poi, arrivò Veneranda che mi allenò anche nella Triestina: un tecnico duro e vecchio stampo che negli spareggi salvezza ci caricò al 200%. E, poi, ancora Pasinato allenatore dalle caratteristiche diverse e molto bravo. L’ultimo mio allenatore nella città dei Due Mari (1989-90) fu Clagluna con cui vinsi il campionato di serie C: con lui eravamo una delle poche squadre a fare pressing. Avevamo una mentalità vincente”.

IL GRUPPO: “Per ogni stagione ho tanti ricordi bellissimi dei miei vecchi compagni. Raccontare un aneddoto è impossibile perché ce ne sono milioni”.

LA SERIE B DEL PASSATO: “Ogni anno avevamo una buonissima rosa a disposizione. Nella mia terza stagione in cadetteria con il Taranto retrocedemmo: capire come fosse successo è difficile visti i calciatori di spessore presenti. Ho giocato con calciatori fortissimi come De Vitis, Paolinelli, Paolucci e Donatelli. Si affrontavano squadroni come la Lazio e altre compagini che avevano rose da serie A. Ora i tempi sono cambiati: il livello era molto alto. Il fatto che siamo retrocessi con quella squadra così forte denota il fatto che la serie B era difficilissima. La serie C di quegli anni, era, anche, tostissima: con quella di oggi non c’è paragone…”.

Si ringraziano:

 

 

 

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