Basket Maschile

Olive: “Il Cus Jonico sarà l’outsider del campionato”

a cura di Toni Cappuccio

07.09.2019 08:29

Davide Oliva (foto Aurelio Castellaneta)"Ho iniziato ad allenare a 18 anni. Adesso ne ho 45 e già a 24 anni avevo scalato tutta la graduatoria conseguendo tutte le tessere federalidella categoria fino a quella di allenatore nazionale. Non mi sono spostato molto dalla mia terra perchè ho voluto dedicare la mia passione qui. Sono originario di Mesagne, poi mi sono spostato a Francavilla dove risiedo da 7 anni".

Che tipo di attività lavorativa ha svolto?"Basket....sempre basket....fortissimamente basket"

Una vera e propria vocazione e missione. Quindi! Un elemento in più per capirne la competenza!

Il Comune di Francavilla ha anche voluto premiare la suadedizione con la cittadinanza onoraria.

"Ne sono stato onorato! Due anni fa, me l'hanno datasimbolicamente per lo sport"

A quando quella di Taranto? "Mi piacerebbe ma è troppo presto e poi dipende dai risultati." 

Certo! Però, senza celia, un primo risultato positivo si riscontra nel fatto che dal suo avvento a febbraio della stagione scorsa si è visto già un cambiamento interessante nel gioco con quel bel finale di play off (Monopoli), a cui pochi avrebbero attribuito qualche credenziale, suscitando un certo calore nei troppo "distratti" tifosi tarantini. Sembra che da allora si sia accesa una scintilla.

"Comunque, io sono arrivato a Taranto, al Cus in una realtà che ha già una sua struttura da antica data. Società e squadra, probabilmente avevano accusato il colpo negativo della perdita della serie B e di qualche problema di natura economica. Però c'erano tutte le premesse per rilanciare un progetto importante per una città così ricca di buona tradizione cestistica. 

Molto più stimolante il progetto di questa stagione. Abbiamo iniziato per tempo, ad agosto con un organico costruito, con buon tempismo e collaborazione dallo staff societario che ha sposato i miei suggerimenti per le scelte oculate da operare sul mercato. E' un roster giovane, con una media d'età bassa, a parte il play Grosso ed i due stranieri. Un buon mix insomma, composto da atleti di buona struttura fisica e tecnica, con alcuni giovani vogliosi di mettersi in mostra."

L'impressione sembra quella giusta, anche dal punto di vista delle varie personalità caratteriali, cosa molto importante per costruire un buon amalgama. Naturalmente la griglia alta è composta da altre?

"Sulla carta, non potremmo competere con squadre dichiaratamente costruite per vincere il campionato (Lecce, Monopoli) ma, come al solito, noi potremmo contare sulle caratteristiche di cui ho detto e dell'effetto come outsider. Un ruolo che, forse, provoca più entusiasmo."

Considerate le forze a disposizione, qual'è il tipo o i tipi di gioco che intende sviluppare?

"L'organico è stato allestito con equilibrio, con solidità, con giovani di talento, con una buona struttura fisica. Ciò ci dovrebbe permettere di sviluppare una grossa intensità difensiva e che sia capace di correre e di far divertire il pubblico. La chimica di squadra si potrà sviluppare bene se  attorno all'asse tra il sagace lavoro di un play esperto ed i buoni lunghi in area ci sarà un efficace ed utile apporto dagli esterni con buoni punti nelle mani. Sembra un asset scontato ma la buona riuscita delle operazioni dipende tutto dagli interpreti..e dalla nostra buona lettura.

A me piace la pallacanestro giocata a ritmi alti, meno quella compassata fatta con troppi schemi rigidi. Mi piace sviluppare l'inerzia positiva con buoni vantaggi, buona circolazione della palla e senza, in modo da mettere i giocatori in condizione di effettuare tipi possibilmente puliti e, soprattutto la pallacanestro giocata da ragazzi che dovranno sudare ed onorare la maglia che indossano, per  rispetto del pubblico, della società e della città che li ospitano". 

Sembra un "mantra" e non possiamo che essere d'accordo sulle sue promesse e premesse.

Una curiosità: avete programmato le amichevoli tutte in trasferta. C'è un motivo?

"Non c'è un motivo vero e proprio. Purtroppo noi non abbiamo una struttura tutta nostra, per cui dobbiamo condividere gli spazi con altre discipline che la proprietà dell'impianto ha giustamente acquisito. Abbiamo, quindi, preferito accettare gli inviti a casa altrui ed anche in tornei di buon spessore a Bari ed Ostuni. Tra l'altro serve anche per abituarci, già da ora, al clima di trasferta che ci consente anche di viverle tutti insieme e fare coesione di "spogliatoio".

Da sottolineare che la società ha sviluppato un'interessante programma di ristrutturazione?

"Direi che è merito della società aver fatto quest'anno un gran salto di qualità dal punto di vista strutturale e dirigenziale. Oltre alle consolidate figure del presidente, del direttore generale, del direttore sportivo, ora ha inserito quella del team manager con Salvatore Massari, una persona di qualità molto benvoluta da tutti, in una funzione di trait d'unione tra società e squadra per far combaciare, in maniera produttiva, le varie dinamiche, ha potenziato il settore della comunicazione con l'inserimento di un giovane esperto dei social network, Manuel Costella, insieme all'ineludibile Luca Fusco e via dicendo. Insomma un bel lavoro di innovazione."

Senza dimenticare la figura del superconfermato Claudio Carone, suo assistente e quella, quasi nuova, del "mental coach", in arte Giuseppe Diciolla, oltre agli altri inossidabili accompagnatori.

"Claudio è stato di grande utilità nel periodo del cambio di timone della stagione scorsa. 

In pratica un collante prezioso per capire le dinamiche che vi erano allora ma lo è ancor di più ora per offrirmi il destro di utili suggerimenti sia negli allenamenti e sia nella lettura delle gare, oltre ad essere Persona di entusiasmo e carisma. Per quanto riguarda quella del mental coach, ritengo anche questa un salto di qualità della società perchè il ruolo e la funzione di questa figura è molto preziosa per coniugare meglio preparazione fisica e mentale. Le due parti inscindibili del nostro essere. Da allenatore, io mi preoccupo di inculcare nei ragazzi le motivazioni giuste ed opportune per fare sempre meglio ed è, quindi, il ruolo di "motivatore". 

Buon lavoro coach.

Buon basket a tutti. Toni Cappuccio   

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