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Giuseppe Savanarola a TST: 'Da Taranto andai via a malincuore...'

Il centrocampista dell'Acireale: 'In riva allo Ionio sono passati grandi nomi e alla società non si può dire nulla ma...'

02.05.2020 18:25

DI ALESSIO PETRALLA

A Taranto una parentesi sfortunata per il forte centrocampista dell’Acireale Giuseppe Savanarola che, a Tutto Sport Taranto, commenta il periodo e ricorda quello scorcio di stagione vissuto in riva allo Ionio: “Non è un periodo facile nonostante stia eseguendo un programma che lo staff mi ha lasciato: ovviamente, la testa va a ciò che sta succedendo fuori. Sono a casa, con la mia famiglia e ogni tanto utilizzo anche il cortile per allenarmi. Il calcio mi manca molto così come i ritiri e gli allenamenti. Non è la stessa cosa fare tutto in casa”.

SOLUZIONI: “E’ un punto delicato decidere chi deve salire e chi retrocedere: per chi deve scegliere non sarà facile visto che ci saranno sempre scontenti. Nelle nostre categorie non ci sarebbero le condizioni utili a livello sanitario: solo la serie A può permetterselo anche se, se i contagi caleranno ancora, un 1% di speranza di ripresa l'avremmo. Intanto serve il sostegno della Lega visto che ci sono molti club in difficoltà. Per riprendere si dovrebbe stare per due settimane in un centro, isolati. Non sarebbe facile”.

IL PARAGONE: “Adesso gioco nell’Acireale squadra della mia città: quello I è un campionato, comunque, difficile che può assomigliare al girone H. Ci sono squadre blasonate come Palermo, Messina, Savoia e la stessa Acireale anche se l’altro è più affascinante dato che è composto da piazze che non riescono a risalire tra cui cito a malincuore, il Taranto. L’H è un po’ più competitivo con più compagini che si contendono il primato”.

IL TARANTO: “Questa squadra ha una sfortuna incredibile. Nelle ultime due-tre stagioni sono approdati nomi importanti e alle società non si può dire niente. Però, conosco bene la serie D e posso dire che per vincere servono altre componenti. Peccato perché quella ionica è una piazza bellissima, con uno stadio pazzesco e dei tifosi che ti accolgono alla grande facendoti sentire un calciatore di serie A: non manca proprio nulla ma non so cosa, ogni anno, possa succedere. Ad esempio il Bitonto, che si trova al primo posto, ha allestito una squadra che sa soffrire, fare gol e difendersi bene. Servono, inoltre, calciatori di categoria con tre o quattro pedine esperte tra cui una punta che fa tanti gol”.

AMARCORD: “Di quella stagione vissuta in parte a Taranto ne parlo con il cuore in mano: in riva allo Ionio ho conosciuto persone educate e sempre disponibili. Anche se vi ho vissuto poco posso confermare tutto questo al 100%. Il mio rammarico esiste per il fatto che potevo vivere quell’esperienza in un’altra maniera. Ricordo che ci fu un via vai di calciatori e che cambiammo subito allenatore, iniziando con Cozza. Andai via a malincuore visto che quella tarantina è una piazza che tutti invidiano”.

Si ringraziano:

 

 

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