Calcio a 5 Maschile

FF Napoli, Basile gongola: «Un sogno vincere così»

Il tecnico di Martina Franca rivive la straordinaria stagione culminata con le vittorie di campionato (60 punti su 60) e Coppa Italia: «Una stagione incredibile. Dedica speciale a mio figlio, stupendo vincere la prima volta davanti ai suoi occhi»

10.05.2021 13:47

intervista di Gisberto Muraglia

Facile descrivere una stagione quando voli in serie A vincendo tutte le partite in campionato e quando porti a casa la Coppa Italia. Il tutto potrebbe racchiudersi con la definizione “perfezione assoluta”. A scrivere questa indelebile pagina di storia di futsal è stato il Napoli del suo tecnico Piero Basile, capace di portarsi a casa tutti i sessanta punti disponibili della regular season, privando le sue inseguitrici di ogni possibile sogno di gloria. Quasi centoventi gol in 20 partite, (118 per l’esattezza), di cui 72 messi a segno dal trio Fortino (capocannoniere del girone) con 32, Turmena e Arillo entrambi fermi a “soli” 20 gol. E se poi riesci a vincere la Coppa Italia contro ogni pronostico, considerando le assenze in finale proprio di Turmena e Arillo, allora è giusto e sacrosanto goderti ogni singolo momento di una vera impresa sportiva che rimarrà scolpita negli annali. A distanza di ormai qualche giorno dalla conclusione della straordinaria stagione, tocca all’allenatore Piero Basile analizzare con emozione e trasporto i momenti più belli dell’anno. Il tecnico di Martina Franca, però, non ci pensa due volte quando deve condividere la sua gioia con società e staff, ripartendo salomonicamente i meriti di una stagione da raccontare più e più volte. Con un’emozione speciale e soprattutto con una dedica, ancora più speciale, all’ultimo arrivato nella famiglia Basile. Ultimo, sì, ma non certamente in termini di importanza.

Piero, una cavalcata a dir poco trionfale quella con il Napoli. Campionato e Coppa Italia. Il tuo stato d'animo dopo questa stagione da incorniciare?

«Dopo qualche settimana comincio a prendere consapevolezza di tutto quello che siamo riusciti a fare. Campionato coppa e soprattutto record di tutte vittorie ci danno un sensazione inebriante. Stiamo provando una felicità immensa».

La società è stata fin da subito ambiziosa, ma ti aspettavi un dominio del genere? Chiaro è che hai potuto contare su giocatori di categoria superiore.

«Tutte le squadre che hanno come obbiettivo vincere sono composte da grandi giocatori, perché sono loro la fortuna degli allenatori, ma vincere come lo abbiamo fatto noi è stato incredibile. Frutto del lavoro quotidiano di tutto lo staff. Avevamo l’obbiettivo di vincere e competere in ogni ogni competizione ma farlo così è da sogno».

In campionato, dovessi scegliere la partita più bella, quella in cui hai detto "quest'anno non ce n'è per nessuno", quale sceglieresti?

«Ne scelgo due, ovvero la vittoria a Polistena contro la nostra rivale, dove abbiamo giocato una gara quasi perfetta, dominando per tutta la gara in un campo difficilissimo contro una grande squadra. L’altra in casa con il Cosenza. Nella settimana che portava alla partita perdemmo Turmena e avevo fortino non al meglio, ma i ragazzi hanno tirato fuori una delle più belle prestazioni della stagione».

Per quanto riguarda la Coppa Italia, invece? Dovessi scegliere un aneddoto da raccontare? Un momento particolare, magari.

«È stata una Final Four incredibile. Abbiamo azzeccato tutte le scelte tecniche, tattiche e di gestione dei giocatori. Il momento più bello è stato nello spogliatoio prima dell’ingresso in campo nella finale. Nel parlare alla squadra ho visto nei loro occhi l’impressionante determinazione e voglia di sovvertire un pronostico che in quel momento ci penalizzava, viste le assenze di Turmena e Arillo. Dopo la gara momenti da ricordare ce ne sono tanti, ma meglio non citarli. (ride, ndr)».

Cosa si prova a scrivere pagine di storie solamente eguagliabili?

«Il record di 24 vittorie in altrettante gare ci riempie di orgoglio. E se le vittorie sanno appagarti e renderti felice – visto che nello sport i momenti duri sono più di quelli felici - questo record ci dà la consapevolezza di aver scritto un’ulteriore pagina di storia di questo sport, perché tra qualche anno quando si parlerà del Napoli lo si farà ricordando questo incredibile e solo eguagliabile record».

Progetti per il futuro tuo e della società nella massima serie?

«Il futuro è tutto da vivere. Non vediamo l’ora di esserci e giocare il campionato di A, l’ambizione e la voglia di competere della società ci metterà a disposizione una squadra forte e competitiva. Sarà un piacere allenarla».

Vuoi fare delle dediche particolari?

«La dedica è come sempre per la mia famiglia, i miei genitori, mio fratello e mia sorella, ma soprattutto mia moglie e mio figlio, perché è stata la prima vittoria davanti ai suoi meravigliosi occhi».

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