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Cagliari, Vargiu e la salvezza: «Risultato eccezionale, incredibile. Ma a fine stagione lascio il futsal»

L’anima tutta sarda della compagine isolana si gode la sudata permanenza nella massima serie: «Dopo il pari con il Pelletterie e aver perso Mascia e Santos a gennaio, pensavo non ce l’avremmo fatta. Pronta a lasciare, così non mi diverto più»

14.04.2021 21:56

intervista di Gisberto Muraglia

La stagione del Futsal Femminile Cagliari ad un certo punto sembrava ormai irrimediabilmente compromessa. Davanti a capitan Cuccu & C. non c’era solo l’Everest da scalare per raggiungere la salvezza, ma anche le Alpi Dinariche e le Dolomiti. Le cose si complicano ulteriormente quando a gennaio la squadra perde due pedine del calibro di Mascia e Santos, in più metti l’immancabile Covid ed ecco che i risultati, inevitabilmente, non arrivano. Tuttavia, è in situazioni come queste che una squadra tira fuori la sua anima. E quella del Cagliari ha la fattezze di Carolina Vargiu. Stagione complicata la sua, non solo a livello sportivo, ma personale, tanto da indurla a prendere la drastica decisione di lasciare il futsal a fine stagione. Intanto, sperando che tale decisione non sia definitiva – anche se a sentirla sembra proprio di sì – Vargiu si gode, insieme alla sua squadra, una tribolata salvezza giunta all’ultima giornata, arrivata in concomitanza del pareggio del Granzette sul campo del Bisceglie e nonostante la sconfitta cagliaritana per 3-2 patita con il Montesilvano. Per le isolane ci sarà anche lo special bonus delle finali scudetto, dove l’obbiettivo sarà onorare nel miglior modo possibile lo spirito della competizione. Certo è che i pensieri di Vargiu sono ancora rivolti all’incredibile e sudata permanenza nella massima serie, pensiero stupendo ma utopico solo fino a poco tempo fa. Permanenza che racchiude al meglio lo spirito sardo: ostinazione, testa bassa, spirito del lavoro e del sacrificio e umiltà. Tanta umiltà, anche quando i mezzi a disposizione sembrano insufficienti e anche – e soprattutto – quando, dopo quel pareggio in extremis con il Pelletterie, per Vargiu la parola “fine” stava per essere scritta. Poi, però, il più bel lieto fine: non “e vissero felice e contenti”, ma “il Futsal Femminile Cagliari è salvo”.

Carolina, una salvezza incredibile. Ad un certo punto le cose sembravano alquanto compromesse. Sensazioni?

È stata una stagione molto difficile da gennaio quasi drammatica. Abbiamo perso alcune tra le nostre migliori giocatrici e poi c’è stato anche il pareggio negli ultimi secondi della gara con il Pelletterie. A fine partita ho pensato “questa è la fine”. Non faremo più un punto. Tre giorni dopo 7 casi di COVID. Che dire, una situazione imbarazzante: tutto lo staff a casa, gli allenamenti in 3/4 persone. Puoi immaginare i pensieri, niente aveva più senso ed era sempre tutto molto più difficile, ogni giorno un nuovo problema. Per me è stato un dramma, nei 25 giorni senza allenamento non vedevo la luce in fondo al tunnel.

C'è stato un momento in cui, vedendo la classifica, avete pensato di non riuscire a centrare la salvezza?

A marzo dopo il tour in Puglia eravamo spente, nessuna credeva più né in se stessa né nella squadra, nonostante il gruppo sia sempre stato molto affiatato e fuori dal campo sempre con il sorriso. Ma in campo era tutto diverso, perdevamo il sorriso e tutte le emozioni che questo sport ti dà.

La partita in cui, invece, avete capito che l'obbiettivo era ancora alla portata?

Proprio una volta tornate dalla Puglia tutto è cambiato. La squadra ha trovato nuova linfa, siamo riuscite a rimontare la gara contro il Granzette. In quella partita ho capito che forse saremo riuscite a salvarci o almeno ci avremmo provato fino alla fine .

Si può dire che questa salvezza (con tanto di playoff annessi) incarni la mentalità e lo spirito sardo, meravigliosamente ostinata anche davanti alle avversità più evidenti?

Questa salvezza incarna la mentalità dei sardi, che grazie a Dio hanno inglobato anche tutte le altre nostre compagne che ormai abbiamo adottato. Ma questa salvezza è merito del gruppo, nel nostro gruppo non manca mai il sorriso e la voglia di bere una birra o una Coca Cola anche dopo una sconfitta, anche dopo 6 sconfitte di seguito. La fortuna del nostro gruppo penso sia la presenza del miglior capitano che si possa avere (Cuccu, ndr) e di tante amiche che per questa squadra danno il massimo anche se a volte non giocano 1 minuto. Penso che la differenza sia questa.

Carolina, ci hai anticipato anche una notizia poco bella, almeno per noi: questa è la tua ultima stagione, poi lasci il futsal. Perché?

Alla fine della nostra gara con il Montesilvano il mio primo pensiero è stato questo questo, sì. Per me è stata come una liberazione. È stato un anno a livello personale devastante, mi sono ritrovata spesso in un posto dove non sarei voluta essere, mi sentivo ingabbiata. Questo per me non può esistere. Il pallone fin dalla mia infanzia è stato il mio miglior amico, l’unico che mi ha sempre capito, che mi ha fatto crescere e cambiare il mio carattere poco simpatico, l’unico che mi ha sempre fatto sorridere. Non posso deludere il mio miglior amico. È per questo motivo che dirò basta, non posso stare in un campo con il mio miglio amico senza sorridere ed essere felice di giocare con lui.

E' una decisione definitiva oppure magari, con la situazione che migliora, potresti ripensarci?

Non penso che cambierò idea, adesso il mio unico pensiero è il centro sportivo. Vorrei dedicare il mio tempo a farlo crescere, sempre che Cuccu non mi costringa a giocare per la sua squadra.

Capitolo play-off. Quale sarà il vostro spirito nella competizione? Magari si può interpretare come una gratificazione o come un premio per il raggiungimento dell'obbiettivo principale della salvezza?

Personalmente penso che la salvezza sia il raggiungimento del nostro obbiettivo stagionale, dopo gennaio parliamo quasi di un miracolo. Per cui rientrando da Montesilvano parlavo con le mie compagne ed ero contenta perché avevamo praticamente finito anche di allenarci, se non fosse che a fianco a me c’era Ticiani che dice: “dobbiamo allenarci per provare a vincere”. Ci aspettano settimane intense di allenamento.

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