Calcio a 5 Femminile

Futsal, parla il dottor Del Citerna: «La pre-preparazione aspetto fondamentale»

Lo stimato professionista umbro sull’imminente inizio di stagione: «Ripresa graduale e senza carichi eccessivi, auspicabile anche una sinergia tra biologo nutrizionista e squadre. Neka ed Exana motivi di soddisfazione personale»

08.08.2022 13:44


Dopo essersi laureato con lode, nel 2009, in Medicina e Chirurgia a Perugia, con una tesi sulla “ricostruzione del legamento crociato anteriore con tendini degli hamstrings autologhi: correlazione tra caratteristiche anatomiche dei tendini e parametrici clinici” e specializzatosi, sempre con lode e a Perugia, in Ortopedia e Traumatologia, il dottor Massimiliano Del Citerna è diventato ben presto una figura di riferimento per lo sport italiano. Dal 2012 è medico federale della Federazione Gioco Calcio LND Umbria e dal 2011 al 2015 è stato Medico sociale del Perugia Calcio della categoria Giovanissimi Nazionali. Attualmente è il consulente ortopedico di numerose società di calcio e di futsal su tutto il territorio nazionale. Oltre a diversi atleti nel maschile, sono passate dalle egregie e sapienti mani del dottor Del Citerna -  autore di diverse pubblicazioni su riviste nazionali, oltre ad aver preso parte in qualità di discente a numerosi Cadaver Lab in Arezzo e all'estero a Rotterdam - anche Neka, Gimena Blanco, Masero, Exana, Privitera e Pegueroles. La nuova stagione è alle porte e i consigli del “doc” non potevano certo mancare.

Dottore, ci si avvicina all’inizio della stagione. Quali sono i suoi consigli in ottica preparazione atletica e di prevenzione degli infortuni?

«Chiaramente l’approccio da seguire deve essere graduale, senza carichi eccessivi. In questa ottica aiuta molto arrivare ai nastri di partenza con una adeguata pre-preparazione, discorso che le società conoscono molto bene. Iniziare con un lavoro personale per poi passare a quello di gruppo. Per quanto riguarda la prevenzione degli infortuni, fermo restando che un evento lesivo traumatico è difficile da prevenire – vedi uno scontro fortuito con una compagna o un movimento sbagliato in partita - lavorare sulla propriocettività, sull’equilibrio, magari con gli strumenti del caso come meduse e tavolette, è funzionale allo scopo. La prevenzione va fatta basandosi sulle caratteristiche fisica dell’atleta, nonché con un adeguato programma di preparazione atletica».

Alimentazione in fase di preparazione atletica.

«L’alimentazione è certamente un aspetto fondamentale, ma non volendo sconfinare in un campo non di mia competenza, posso semplicemente dire che sarebbe opportuno far preparare, da un biologo nutrizionista della squadra, un programma alimentare che si basi sui carichi di lavoro da svolgere a cui l’atleta di volta in volta va incontro. È altresì importante che il biologo nutrizionista lavori in sinergia con il preparatore atletico. Questa collaborazione è già realtà in tutte le squadre del calcio professionistico e sarebbe auspicabile se prendesse piede anche nella disciplina del futsal».

Questo lavoro è sempre stata la Sua vocazione?

«Fin da bambino ho sempre voluto fare questo lavoro, ma diciamo che aver giocato mi ha permesso di conoscere ulteriormente il settore e le persone che vi lavorano, permettendomi di sviluppare molti contatti».

L’approccio col paziente/giocatore. Può averla aiutata proprio il discorso di aver giocato?

«L’approccio col paziente/giocatore è in buona sostanza uguale a quello che ho con tutti gli altri pazienti, improntato molto sull’empatia. Aver conosciuto da vicino il mondo del futsal, però, mi ha aiutato principalmente in un aspetto, ovvero nel conoscere la tipologia specifica di infortunio a cui vanno incontro gli atleti. E capita che successivamente, nel tempo, si instauri un bel rapporto di amicizia con il paziente/giocatore».

Parlando di futsal femminile, c’è un caso che ricorda ancora oggi con particolare piacere e soddisfazione?

«Vedendo gli infortuni trattati, è per me motivo di particolare soddisfazione pensare di aver operato per ben tre volte Neka e poi averla puntualmente rivista esprimersi ad alti livelli. Ricordo con particolare piacere anche Exana. Fu motivo di grande soddisfazione vederla riconvocata in nazionale dopo appena 6 mesi dalla ricostruzione del crociato anteriore. Alle atlete dico che 6 mesi per quel tipo di infortunio è il tempo minimo e giusto per ritornare ad una attività completa. Lei in quel tempo e’ riuscita non solo a rigiocare ma anche a tornare in azzurro».

(intervista di Gisberto Muraglia)

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