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Firenze C5, l’highlander Galluzzi: «Perugia gara difficile. Ritirarmi? Ho ancora voglia di agonismo»

L’ex Isolotto e Florentia sulla finale del girone con le umbre: «Squadra molto attrezzata, ma vogliamo vincere. Il mio segreto? Mi alleno come se la carta d’identità non contasse. Anzi, tocca allenarsi di più per stare al passo delle giovani»

11.05.2021 15:23

intervista di Gisberto Muraglia

Partito senza nessun clamore mediatico, un silenzio che lasciava intendere una stagione tutta da costruire e impostare e non senza qualche difficoltà, il Firenze C5 col tempo si è rivelato l’autentica sorpresa del girone B di A2. Il più classico caso del brutto anatraccolo di anderseniana memoria che si trasforma nell’elegante ed aggraziato cigno. E così, vinci oggi, vinci domani, il Firenze C5 si è ritrovato a competere per le posizioni che contano, concludendo la stagione regolare al terzo posto che è valso un pass per i play-off, già inaugurati al meglio con la vittoria sul Chiaravalle che proietta le gigliate nella finale del girone con il Perugia. In caso di vittoria, si schiuderebbero le porte dei play-off nazionali. E se arrivi a tutto ciò, il merito non può essere che un esempio di salomonica ripartizione dei meriti tra società, staff e giocatrici. A tirare le fila delle gigliate di capitan Durante c’è una figura storica del futsal toscano e nazionale, l’eterna Elena Galluzzi. Insieme a Mauro, Perelli e Nannetti rappresenta l’esperta ossatura della squadra, rinvigorita e rinforzata strada facendo dagli innesti di Ramos, Iaquinandi e Fossi, innesti rivelatisi fondamentali per i risultati ottenuti dalla compagine con l’amato giglio sul petto. Dall’alto delle sue quarantacinque primavere, Galluzzi ha ancora fame di vittorie, gol (anche quest’anno tanti e decisivi) e competizione. Un autentico baluardo generazionale da elevare a esempio per le più giovani. Ora c’è il Perugia da affrontare, avversario già battuto due volte in regular season, ma mai da sottovalutare vista la qualità della rosa umbra. Questo Galluzzi lo sa bene, troppo esperta e abituata a competizioni del genere per commettere il fatale errore di prendere sottogamba un impegno così importante, perché il punto è proprio questo: Elena Galluzzi e il suo Firenze sono accomunati dalla stessa voglia di non fermarsi. Non adesso. Musica per le orecchie del presidente Luca Mondì e del tecnico Paolo Vannini, tra i protagonisti indiscussi di questo piccolo capolavoro chiamato Firenze C5 femminile.

Elena, questo Firenze non smette di stupire. Partito in sordina e senza clamori, siete alle porte della finale play-off del vostro girone. Parlaci un po' di questa stagione fantastica che state disputando.

«Siamo partite con una squadra completamente nuova, ragazze che venivano dai campionati più disparati fra di loro. Non è stato facile assemblare il tutto e all’inizio abbiamo vissuto momenti di buio, però non ci siamo mai perse d'animo. Poi il tesseramento di Ramos, l'arrivo di Fossi e Iaquinandi, sono stati aiuti assolutamente determinanti».

Come si suol dire, l'appetito vien mangiando. Dove vuole arrivare questo Firenze, visto il punto in cui siete?

«Questo Firenze sa da dove è partito ma non sa ancora dove arriverà. Viviamo ogni allenamento e ogni partita come se fosse l’ultimo, ma con la voglia che dopo ce ne sia un altro».

Parliamo di te. Un esempio da seguire per tutte le più giovani, dedizione e amore per questo sport al servizio della squadra. Qual è il segreto dell'highlander Galluzzi?

«Grazie intanto per il complimento. Purtroppo segreti non ce ne sono se non allenarsi come se la carta di identità non contasse. Anzi, devo allenarmi di più per stare al passo con chi ha 20 anni meno di me. Il problema è che a 45 anni si recupera peggio e questo non è un aiuto. Tuttavia, non ci penso, mi metto le scarpette e vado consapevole che ogni momento può essere l'ultimo. E che ancora ho fame di agonismo. Un bel problema, in effetti».

Che ambiente hai trovato nel Firenze? Ti sei sentita subito a tuo agio, almeno a vedere dai tuoi grandi numeri stagionali.

«Mi sono trovata benissimo da subito, ragazze, dirigenti e presidente sono stati speciali. Colgo l'occasione per ringraziarli per il loro lavoro impagabile. Il presidente è stato capace di non mettere mai pressione e nervosismo anche nei momenti più difficili. Bravi tutti davvero».

Hai ritrovato alcuni volti a te noti, come il tecnico Paolo Vannini e il dirigente Daniele Borrelli. Quanto conta avere una società così compatta e passionale alle spalle?

«Direi che è fondamentale, vista la loro esperienza. Ho scelto il Firenze proprio perché comunque conoscevo loro e non solo: Perelli, Mauro e Nannetti sono state decisive per la mia scelta».

Torniamo nell'immediato presente e futuro. C'è il Perugia da affrontare, adesso. Squadra battuta due volte nella regular season, ma è generalmente noto quanto una gara secca possa rivelarsi insidiosa. Che partita dobbiamo aspettarci?

«I play off a partita secca sono proprio un'altra cosa. Il Perugia ho sempre detto, anche in tempi non sospetti o difficili per loro, che secondo me era la squadra più attrezzata e completa per dire la sua nel girone. Non mi sbagliavo. Sarà una gara difficilissima da preparare bene e da non sbagliare nell'approccio».

A prescindere dal risultato finale della vostra già super positiva stagione, l'anno prossimo Elena Galluzzi ci onorerà ancora della sua presenza sui campi di futsal?

«Stagione positiva si, ma se andiamo un altro po’ avanti ne sarei più felice.Sono anni che dico "basta è l'ultimo" quindi non lo dico più ma credo che stavolta, mio malgrado, potremmo esserci. Vediamo. Permettimi di ringraziarti pubblicamente per queste parole scambiate insieme e di dirti Bentornato Gis».

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