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L'amarcord di TST: Carmelo Puglisi, 'Sarei rimasto a Taranto a vita'

L'ex attaccante rossoblù: 'La società non ci faceva mancare niente: fu un anno bellissimo'

07.05.2020 20:43

DI ALESSIO PETRALLA

Faceva parte di quello spettacolare Taranto che nel 2000-01 conquistò una favolosa promozione dalla serie C2 alla C1, l’esterno offensivo Carmelo Puglisi che, a Tutto Sport Taranto, torna a rivivere quei bellissimi momenti: “Sicuramente, in questi mesi non si è vissuto benissimo. Sono uscito pochissimo, giusto per fare la spesa effettuando degli enormi sacrifici per cercare di sconfiggere questo virus. Ho una scuola calcio a Catania e i ragazzi mi chiamavano spesso perché tutti vogliosi di fare sport. Per questo mi dispiace”.

SOLUZIONI: “Ci saranno molte critiche visto che anche la serie A è molto combattuta con la Juventus che non ha dieci punti di vantaggio sulla Lazio che è seconda. Non si può dare un titolo così. Anche l’Inter ha dato filo da torcere e in futuro darà fastidio. Sarebbe un campionato bello fino alla fine e non scontato. Anche negli altri campionati non si può dare nulla per scontato: diventerebbe fallimentare per tutti. A meno uno o a meno due punti dalla vetta è sempre aperto. Per quanto riguarda il Taranto, in serie D, non è stata una stagione felice e deve puntare tutto, già da ora, alla prossima annata magari sperando in qualche riforma dei campionati. Assieme al Foggia e ad altre grandi piazze non può stare in serie D. Mi piacerebbe venire a salutare, in riva allo Ionio, degli amici e magari assistere ad un match professionistico”.

TARANTO: “Ho modo di sentirmi ancora con alcune persone anche al di fuori del calcio. E’, davvero, una bella città di mare in cui ho lasciato un pezzo di cuore. La curva nord mi è sempre piaciuta: poi, del resto, quando vinci in certe piazze ti guardano sempre con occhi diversi. Sono fiero di essere andato via da vincitore. Davvero tutto indimenticabile. Mi hanno voluto bene e sono innamorato della città dei Due Mari: ci ritornerò quanto prima perché è la mia seconda casa. Sarei rimasto li a vita: intanto seguo da lontano le gesta del club del Presidente Giove e quando perde ci rimango male”.

PARTITE PARTICOLARI: “A Taranto abbiamo fatto partite stupende disputammo un buon girone d’andata vincendo poi il campionato con il tecnico Silva. In particolar modo ricordo un Taranto-Sora in notturna in cui vincemmo 2-0: feci un assist e un gol con i miei familiari e amici presenti sugli spalti. Fu una bella gara. Vedo spesso altri spezzoni di partite su You Tube. Ero un giocatore che cercava l’assist e non ho fatto tanti gol. Ogni match ha una storia. Vorrei citare anche l’ultima partita memorabile in casa con il Catanzaro: lo stadio era stracolmo e anche in quell’occasione c’era la mia famiglia. Ancora oggi sento qualche giornalista e ne riparlo volentieri”.

IL GRUPPO: “Era fantastico: vero e affamato con tanta gente che aveva militato in serie B e in serie C1. Quando arrivavamo allo stadio ci allenavamo duramente per vincere la domenica per una società sana e voleva la promozione. Non ci hanno mai fatto mancare niente mettendo addirittura dei premi partita. Regnava un entusiasmo incredibile. Ho avuto modo di vedere il nuovo campo B: peccato che prima non era così. Sarebbe stato bello allenarsi li. Un anno bellissimo”.

RIMPIANTO: “E’ rappresentato dall’essere andato via non per scelta mia ma per una questione tecnica. Con Capuano sarei rimasto anche in serie C1 ma poi arrivò Simonelli che puntava su altri calciatori. Sarei rimasto volentieri anche perché avendo giocato in serie B non penso che ero l’ultimo arrivato”.

Si ringraziano:

 

 

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