Taranto F.c.

L'amarcord di TST: Sergio Sabatino, 'Il video della partita contro l'Atletico Roma? Non riesco a vederlo'

L'ex calciatore del Taranto racconta cosa successe realmente in occasione del gol qualificazione di Padella

21.05.2020 18:45

DI ALESSIO PETRALLA

Una fase 1 vissuta in casa a provare ad allenarsi per il calciatore, ex Taranto, nell’era Dionigi, ma attualmente in forza alla Sicula Leonzio, Sergio Sabatino che, a Tutto Sport Taranto, rivive alcuni momenti passati in riva allo Ionio: “Ho vissuto gli scorsi due mesi nella mia abitazione allenandomi. In attesa del futuro il primo pensiero dev’essere la vita e la salute. Poi, bisogna soffermarsi sul calcio visto che per noi è lavoro. Vediamo cosa succederà nelle prossime settimane”.

TARANTO: “Quando penso a Taranto mi vengono i brividi. Mi dispiace per il fatto di essere approdato in rossoblù quando ero molto giovane: non avevo capito bene in che tipo di piazza ero: con gli anni me ne sono reso conto. Quando vedo alcuni video ho la pelle d’oca. E’ inutile dire sempre le stesse cose ma vedere gli ionici in serie D mi piange il cuore. Devono vincere il prossimo campionato e tornare nei professionisti. Ho vissuto due anni fantastici”.

PARTITE PARTICOLARI: “Ho vissuto delle partite e dei momenti che in altri posti non ho mai visto. Ricordo il ritorno da Reggio Emilia, quando fuori lo “Iacovone” c’erano tantissimi tifosi ad aspettarci per festeggiare quel successo. Mi viene in mente la rifinitura prima di andare a sfidare l’Atletico Roma nel match di ritorno dei play off: sugli spalti c’era una marea di gente. Sembrava una partita di campionato”.

L’ESORDIO: “Impossibile dimenticarlo: la mia prima partita in rossoblù fu in casa al cospetto del Foggia. Vincemmo 2-1 con i satanelli che annoveravano tanti calciatori importanti tra cui Insigne”.

DIONIGI E IL GRUPPO: “Con Dionigi mi sono trovato molto bene: ha fatto un lavoro importante ed è una persona par bene. Il gruppo era unito e spesso mi sento con qualche compagno tra cui Garufo, Cutrupi e Di Deo. Li porto nel cuore”.

L’ELIMINAZIONE: “Mancavano sette minuti e vincevamo 1-3 sull’Atletico Roma quando uno stupido e banale cross in area passò con Padella che realizzò. Ero convinto che Bremec uscisse dai pali come lui era convinto che io ribattevo quel pallone: ci costò l’eliminazione e fu la fine di un sogno per noi e per i tifosi. E’ una situazione che mi porto sempre dietro e quando rivedo il video del match al momento della marcatura romana spengo: non riesco a vederlo”.

MERITI: “Non meritavamo di essere eliminati: tutti hanno visto che gara giocammo. Rimanemmo sconsolati e amareggiati con la rabbia e la convinzione che la stagione successiva avremmo giocato un campionato di vertice. Ci riuscimmo ma poi per colpa della società fu tutto vanificato. Tornammo a casa con un pugno di mosche anche se abbiamo regalato una domenica che ai tifosi del Taranto resterà in testa”.

MOMENTI: “Taranto vive per il Taranto: ricordo quando arrivato in quello stadio stupendo: era sempre pieno. In settimana stavo sempre insieme con i compagni e a volte ci si riuniva a cena. Con questo tipo di gruppo non si può non vincere: eravamo uniti e siamo arrivati fino in fondo. Poi, purtroppo per la storia del Taranto c’è stata una fase calante. Dispiace perché merita altro: spero che arrivi qualcuno che investa tanto e bene in modo da risalire in serie C e provare la scalata”.

FOTO LUCA BARONE

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