Tst Eventi

“TUTT'APPOST’”: la verità scomoda dietro un’espressione quotidiana

Il nuovo singolo di GIO’ trasforma l’ironia in denuncia sociale tra hip-hop e cruda poesia urbana

10.02.2026 20:17


https://www.buonocuntosrl.it/

C’è un modo di dire che usiamo quasi per difesa, quasi per abitudine: “tutto a posto”. Ma in “TUTT'APPOST’”, il nuovo singolo di GIO’, quell’espressione diventa una lama sottile, capace di scavare sotto la superficie delle apparenze e raccontare ciò che spesso si nasconde dietro un sorriso forzato.

Il brano nasce come un gioco linguistico che si trasforma presto in qualcosa di più profondo. Dopo aver pronunciato “Tutt’ appost’”, l’artista inserisce frasi che ne smontano il significato, creando un cortocircuito emotivo potente: “ho un lavoro che odio, una tipa che non amo e la mia ombra che scappa”. È l’ironia amara di chi sa che, in realtà, non è affatto tutto a posto.

Il pezzo assume un tono di rivalsa e denuncia sociale, con versi che colpiscono al cuore: “se ammazza la sanità, forse non è il mio posto” è un attacco diretto alla gestione sanitaria del territorio, mentre “perdo non in clinica, T’appost”richiama una ferita personale. GIO’ racconta infatti la perdita di una persona cara a causa di un errore medico, trasformando il dolore in parola, la parola in musica.

Tra le barre più incisive spicca “sogni diventano piani, poi i piani, piani di fuga”, fotografia lucida di una generazione che prova a progettare il futuro ma spesso si ritrova a pianificare la fuga. È la difficoltà di far combaciare aspirazioni e realtà, sogni e contesto, ambizioni e possibilità concrete.

Musicalmente il brano si colloca nel solco dell’hip-hop urban, genere che rappresenta l’identità artistica di GIO’. Le sonorità fanno da tappeto a un racconto diretto, viscerale, che non cerca filtri né compromessi.

Classe 2001, originario di Talsano, in provincia di Taranto, GIO’ utilizza la musica come specchio del suo territorio. Nei suoi testi parla la lingua di tutti, quella dei ragazzi di paese, romanzando una realtà che definisce monotona e statica, ma che nelle sue parole diventa teatro di emozioni universali. Il suo stile alterna ironia e brutalità, concretezza e poesia, mantenendo sempre un messaggio comprensibile, diretto, ma allo stesso tempo sognante.

Come afferma lui stesso, la sua voce non è solo la sua: è quella della sua strada, del suo quartiere, del suo paese. In “TUTT'APPOST’”, quella voce collettiva trova forma in un brano che non si limita a raccontare, ma costringe ad ascoltare davvero.

E alla fine, dopo aver sentito tutto, quella frase così semplice suona diversa.
“Tutto a posto” non è più una risposta. È una domanda.

Ascolta “TUTT'APPOST’” su Spotify:
https://open.spotify.com/track/4MxazOozdjPa44FmepQF3L?si=EsXKm6-NR3epOI6SiLyASQ

Commenti

Rainbow Crispiano, Raffaella Morea: 'L'ambiente è positivo. Pronte ad affrontare la Frascolla'