Fuori dal Campo

Stefano Fresi pronto a incantare con "Dioggene" al Teatro Orfeo

05.02.2026 15:44


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Un viaggio teatrale sorprendente, intenso e imprevedibile: arriva al Teatro Orfeo, venerdì 13 febbraio alle ore 21, "Dioggene", il nuovo spettacolo di e con Stefano Fresi, scritto e diretto da Giacomo Battiato. Un’opera originale, della durata di circa 90 minuti, costruita come un triplo monologo che ruota attorno a un unico interprete e a un unico personaggio: l’attore famoso Nemesio Rea, volto attraverso il quale Fresi attraversa tre epoche, tre lingue e tre modi diversi di guardare la vita. Tre quadri, tre vite, un solo protagonista.

Nel primo quadro, "Historia de Oddi, Bifolcho", Fresi porta in scena un testo in autentico volgare duecentesco: è la storia di un contadino toscano che ha vissuto la sanguinosa battaglia di Montaperti, lo scontro epico tra Siena e Firenze. 

Il secondo quadro, "L’attore e il buon Dio", ci conduce nel camerino di Nemesio, colto nell’istante che precede l’ingresso in scena. Qui si parla della frattura violenta appena consumata con la moglie: pianti, urla, fragilità private che diventano materia drammaturgica. 

Il terzo e ultimo quadro, "Er cane de via der fosso d’a Maijana", mostra Nemesio che vive felice in un bidone dell’immondizia. Come un moderno Diogene, ha rinunciato a tutto: ambizioni, carriera, possesso, per recuperare la libertà di interrogare il senso stesso dell’esistenza.  

Le parole del regista

“Stefano Fresi, Oddi, Nemesio Rea, Dioggene e io, Giacomo Battiato, siamo la stessa persona - spiega il regista Giacomo Battiato - . Mettere in scena questo triplo monologo che ho scritto per Stefano è puro gaudio, per la sintonia e la reciproca stima che ci sono tra noi due. A ciò si aggiunge il piacere della sfida: tre lingue italiane diverse per ciascuno dei monologhi (volgare toscano, lingua corrente del nostro 21° secolo, romanesco), tre atmosfere, tre toni, tre stili. Epica e commedia, sberleffi e crudeltà. In ognuno dei tre quadri, apparentemente così diversi tra loro, ci sono gli stessi temi che ruotano. La violenza dei maschi, l’umana stupidità, la guerra, il bisogno di bellezza e di amore. Stefano Fresi è un gigante sulla scena. Accanto a lui, ho voluto che ci fosse un solo elemento scenografico, diverso nei tre quadri: un mostruoso spaventapasseri, un’armatura, un bidone dell’immondizia. Tre simboli (paura, morte, rifiuti) in uno spettacolo che, a dispetto della violenza, della rabbia, delle ansie e del dolore trattati, considero un appello alla meraviglia del mondo e della vita”.  

Stefano Fresi 

Musicista, compositore, cantante e attore, Stefano Fresi debutta in teatro prima di essere notato da Michele Placido, che lo chiama in “Romanzo Criminale” (2005). Da lì prende il via una carriera ricchissima: dalla trilogia “Smetto quando voglio” al successo de “La befana vien di notte” (2018), fino al Nastro d’Argento 2019 come miglior attore di commedia. Resta legatissimo al teatro (Sogno di una notte di mezza estate, DonChisci@tte, Cetra una volta) e si distingue anche nel doppiaggio, prestando la voce a Pumbaa nel live-action de “Il Re Leone” (2019). Al cinema è protagonista di “Il grande passo”, “Il regno”, “Figli”, “La donna per me”, “The Land of Dreams”, “I migliori giorni”, “Quando” e della serie “Vivere non è un gioco da ragazzi”. È inoltre autore del celebre jingle Rai in onda dal 2010 e di quello di Sky.  

STAGIONE TEATRALE 2025/2026 – TEATRO ORFEO 

Organizzata con il patrocinio del Comune di Taranto e della Regione Puglia. 

Partner ufficiale: ITS Mobilità Academy.  
 

INFO BIGLIETTI  

099 4533590 – 329 0779521  www.teatrorfeo.it  [email protected]
 


 

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