“Girovagando”, quando la fotografia trasforma l’attimo in emozione
Successo di pubblico al Castello Aragonese per il vernissage della mostra di Sergio Malfatti, un viaggio visivo tra strada, memoria e umanità
Grande successo di pubblico e partecipazione per il vernissage di “Girovagando”, la mostra fotografica di Sergio Malfatti dedicata alla street photography, inaugurata presso la Galleria Comunale del Castello Aragonese di Taranto.
Una serata intensa, partecipata e ricca di emozioni, nella quale arte, memoria, territorio e racconto visivo si sono intrecciati attraverso lo sguardo di un autore capace di trasformare la strada, i volti e gli istanti quotidiani in immagini dal forte impatto narrativo.
A introdurre l’incontro è stato il giornalista Matteo Schinaia, che ha accompagnato il pubblico nel cuore del progetto espositivo, sottolineando il valore di una mostra che non rappresenta soltanto una raccolta di fotografie, ma un vero e proprio viaggio nello sguardo. Il titolo “Girovagando” racchiude infatti il senso più profondo dell’esposizione: camminare, osservare, lasciarsi sorprendere dalla vita che accade, cogliendo dettagli, gesti e frammenti di quotidianità destinati altrimenti a scomparire.
Protagonista assoluto della serata, Sergio Malfatti ha raccontato la genesi del progetto e il significato di questa selezione di immagini, molte delle quali mai esposte prima al pubblico.
«Girovagando nasce dal piacere dell’osservazione, dal bisogno di fermare ciò che spesso passa inosservato – ha dichiarato Sergio Malfatti –. Sono fotografie scattate in anni diversi, a Taranto, in Europa e in tanti luoghi attraversati con curiosità. La street photography, per me, è proprio questo: lasciarsi guidare dalla strada, dalle persone, dagli incontri casuali, da un gesto improvviso o da una scena che, in un attimo, diventa racconto».
La mostra riassume una parte significativa del percorso fotografico dell’autore, dedicata alla foto di strada, prima che la sua attività si orientasse con maggiore continuità verso la “Foto di Scena”, ancora oggi tra le sue principali espressioni artistiche. Nato a Taranto e cresciuto durante l’adolescenza a Lucca, Malfatti si avvicina alla fotografia alla fine degli anni Sessanta, tra pellicole e camera oscura. Nel corso della sua vita attraversa linguaggi diversi, dalla fotografia alla pittura, fino al reportage e alla documentazione dell’attività navale durante la sua esperienza nella Marina Militare.
Negli anni Settanta e Ottanta si cimenta anche nella pittura, seguito dalla rivista “Eco d’Arte Moderna” di Firenze, partecipando a mostre personali, collettive ed expo d’arte. Ma è sempre la fotografia a prevalere, fino all’attività professionale da fotografo freelance, con collaborazioni nel mondo della stampa, degli eventi, dei concerti, del teatro, della danza, della moda e dell’editoria.
Il vernissage ha visto anche il saluto istituzionale di Giovanni Patronelli, assessore del Comune di Taranto, che ha evidenziato l’importanza di sostenere iniziative capaci di valorizzare gli artisti del territorio e di restituire centralità agli spazi culturali cittadini.
«Questa mostra conferma quanto Taranto abbia bisogno di luoghi vivi, capaci di accogliere cultura, arte e partecipazione – ha sottolineato Giovanni Patronelli –. Sergio Malfatti ci consegna un racconto fatto di immagini, ma anche di memoria e identità. Attraverso la fotografia ritroviamo la città, le persone, i luoghi e quella dimensione umana che rende l’arte uno strumento prezioso di conoscenza e condivisione».
Particolarmente significativo anche l’intervento di Francesco Schinaia, presidente degli Amici del Presepe – sede di Taranto, che ha posto l’accento sul valore della collaborazione tra realtà associative, istituzioni e artisti.
«Serate come questa dimostrano quanto sia importante fare rete – ha affermato Francesco Schinaia –. L’arte vive quando viene condivisa, quando diventa occasione di incontro e di crescita per la comunità. La fotografia di Sergio Malfatti parla a tutti, perché racconta la vita nella sua immediatezza, nei suoi dettagli più semplici e, proprio per questo, più autentici».
Nel corso della serata è stato ricordato anche il contributo di Gianluca Marinelli, insegnante e studioso d’arte, assente per motivi personali, autore insieme ad Antonio Basile del volume “Arte a Taranto 1980-1990”, nel quale viene approfondito anche il percorso di Sergio Malfatti. Marinelli ha affidato a un testo scritto una riflessione intensa sull’opera dell’autore, definendo le sue immagini come tracce attraversate da una “tensione elastica”, capaci di sottrarre all’oblio istanti destinati a disperdersi nel brulicare della vita.
In “Girovagando” emerge così una parte preziosa dell’archivio di Malfatti: fotografie scattate a Taranto, in Europa e oltre, che raccontano volti, atmosfere, prospettive, gesti e dettagli urbani. Immagini in cui la strada diventa spazio narrativo e in cui ogni scena, anche la più apparentemente ordinaria, assume il valore di una piccola storia.
L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Taranto e dalla Pro Loco di Taranto, ha confermato la forza di un progetto espositivo capace di unire qualità artistica, memoria personale e identità collettiva.
“Girovagando” resterà visitabile presso la Galleria Comunale del Castello Aragonese di Taranto fino al 17 maggio 2026, offrendo al pubblico la possibilità di immergersi nello sguardo di Sergio Malfatti e in un racconto fotografico fatto di strada, umanità, poesia e meraviglia.










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