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Giovinazzi: la partenza con il freno tirato, ma non si ferma più?

Il pilota di Martina spiega di aver avuto un problema al via del primo GP della carriera. Il pugliese ha concluso 12esimo con la Sauber: crescono le sue quotazioni perché sia al volante della C36 anche in Cina e Baharain. Ora si gode i complimenti..

26.03.2017 17:03


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Sono arrivati i complimenti del presidente Sergio Marchionne, ma non solo. Nel paddock di Melbourne Antonio Giovinazzi si è preso tante pacche sulle spalle e strette da mano, ad iniziare da quella di Niki Lauda. “Bravo Antonio – ha ribadito Niki – più di così non potevi fare”. Giovinazzi si è goduto il momento con la giusta timidezza di chi sta muovendo i primi passi in un mondo sognato fino a poco tempo fa. Il weekend da sogno, il più imprevisto della sua vita, si è concluso con una gara che lo ha visto transitare dodicesimo sotto la bandiera a scacchi.

Applausi sono arrivati anche dalla Sauber, che dopo la chiamata in extremis di sabato mattina non si aspettava che sarebbe stato proprio Giovinazzi a salvare il bilancio della trasferta in Australia. Ora la Sauber ha uno “sweet problem”, un dolce problema da dover affrontare prima della partenza per la Cina.

E già appare all’orizzonte la possibilità per Giovinazzi di disputare sia la gara di Shanghai che il successivo Gran Premio del Bahrain. La Formula 1 va forte, e a volte riesce a cambiare gli scenari alla stessa velocità della pista. Si vedrà, ma intanto Antonio si gode il momento. Ha completato la sua missione impossibile, ma guarda avanti, sempre con l’approccio di chi non vuole sprecare la minima chance.

Iniziamo dalla partenza, momento tutt’altro che facile.
“Si, c’è stato un problema con la frizione perché in prima marcia la monoposto si muoveva. Quindi ho dovuto tenere il pedale sul freno, e lasciarlo quando si sono accese le luci verdi. Una complicazione in più, ma sono partito e neanche male. Alla curva 1 avevo però le gomme anteriori ancora fredde, e ho bloccato la sinistra. Un problema non da poco, anche se sono rimasto in pista, perché ha danneggiato il pneumatico condizionando il primo stint con le soft".

"Abbiamo così anticipato il pit-stop, e quando sono tornato in pista con le supersoft, ho completato uno stint positivo, il mio più lungo mai fatto al volante di una Formula 1. Ho cercato di gestire le gomme al meglio soprattutto le posteriori, l’obiettivo era completare i 58 giri in programma, cosa mai fatta in precedenza”.

Fisicamente nessun problema?
“Ho sentito solo un pò di affaticamento gli ultimi 5-6 giri, direi molto bene su questo fronte”.

fonte: it.motorsport.com

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