Taranto F.c. News

Taranto, il ritorno del Corvo

L'attaccante salentino segna a Fasano contro la sua ex squadra e si candida per un ruolo da protagonista per il finale di stagione dei rossoblu

19.04.2021 17:28

A cura di Enrico Losito

Non siamo nel fumetto gothic dark di James O’Barr a cui è ispirato l’omonimo film cult diretto da Alex Proyas ma l’esperienza di Vincenzo Corvino, attaccante del Taranto, assomiglia per certi versi alla rinascita a nuova vita di Eric Draven,  protagonista del film “The Crow”, impersonato dallo sfortunato attore Brandon Lee. Nel lungometraggio il protagonista resuscitava per vendicarsi dei suoi aguzzini, nella realtà ionica l’attaccante ex Fasano è tornato a nuova vita dopo il grave infortunio al ginocchio con la lesione del legamento crociato e la conseguente operazione che gli ha precluso buona parte della stagione. L’oblio e un tunnel a tinte scure da percorrere prima di ritornare all’attività agonistica: non è stato facile per Corvino guardare i compagni dalla tribuna in questi mesi. Poi il graduale ritorno in campo, la rinascita e la fiducia riacquistata, figlia della consapevolezza di avere qualità importanti per essere decisivo per la causa rossoblu. Il rigore trasformato allo Iacovone contro il Molfetta per dimostrare di “essere vivo” e poi la prestazione di ieri al “Vito Curlo” di Fasano: penalty procurato e trasformato per il momentaneo vantaggio tarantino incastonato in una prestazione abbondantemente sopra la media. Bentornato Corvo…”non può piovere per sempre”.

Matute presente. Professionalità e qualità indiscutibili: carattere, cuore e grinta. Kelvin Matute è sempre pronto a subentrare per dare il suo prezioso contributo alla causa tarantina. Per l’esperto centrocampista camerunense poche parole e molti fatti, guarniti da due reti fondamentali (entrambe in trasferta) e di pregevole fattura in questa stagione per regalare 6 punti ai rossoblu: il gol di Nardò prima della pausa natalizia e dello “tsunami” Covid abbattutosi sul Taranto e poi la marcatura a Fasano. L’ex avellinese è la “cartina di tornasole” di un gruppo solido nel quale ogni elemento è importante anche nella capacità di farsi trovare pronto quando viene chiamato in causa.

 

 

 

 

 

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