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Antonio Giovinazzi e quella telefonata all'improvviso

di Ivan Scelsa

27.03.2017 17:28


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Antonio GiovinazziDiciamolo pure: non sempre le telefonate che giungono all’improvviso sono segno di buone novelle.

Ma non è questo il caso di quella pervenuta ad Antonio Giovinazzi alla vigilia del Gran Premio d’Australia di Formula 1, poco prima della terza sessione di prove libere di Melbourne.

Il pilota di Martina Franca è dovuto subentrare in piena emergenza alla guida della Sauber di Pascal Wehrlein in deficit di forma fisica e non in grado di sostenere un intera corsa alla guida della monoposto.

Il duro lavoro svolto dalla terza guida Ferrari con i preparatori durante le sessioni invernali ha così consentito di mettersi al volante della C36 senza risentire di un subentro tanto improvviso quanto inaspettato. Forte della conoscenza del mezzo e della preparazione alle corse acquisita nel campionato di Formula 2, l’obiettivo di Giovinazzi era quello di terminare la gara, accumulando esperienza personale terminando i giri previsti e mettendosi in mostra sotto lo sguardo attento del circus mondiale.

Un obiettivo pienamente raggiunto (oltre ogni più rosea aspettativa) visto l’ottimo piazzamento in dodicesima posizione. Ed in virtù dei 37 anni di età raggiunti da Kimi Raikkonen, seconda guida Ferrari, potrebbe aprire al tarantino uno spiraglio per la monoposto di Maranello.

L’assenza di un pilota italiano in Formula 1 risale al Gran Premio del Brasile del 2011 quando in pista scesero Trulli e Liuzzi. Innegabile il suo entusiasmo al fine gara, sia per il risultato ottenuto che per le prospettive di carriera che potrebbero aprirsi. Un entusiasmo pacato ma concreto che porta il pilota –ricordiamolo, solo ventitreenne- ad essere tra le promesse su cui scommettere per la prossima stagione.    

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