Taranto, l'esito del CDA: timone del club a Sebastiano Ladisa e panchina a Danucci
Il CdA della SS Taranto, al termine della riunione straordinaria convocata all’indomani dell’infelice prova di Mola contro la Polimnia, ha accettato le dimissioni di Vito Ladisa dalla carica di presidente, comprendendone le motivazioni, ovvero l’impossibilità a guidare il club con la dedizione totale che merita.
Il passo indietro di Vito Ladisa va dunque interpretato come un ulteriore e significativo passo in avanti della società, della sua struttura organizzativa e della sua voglia di crescere.
Il timone del club passa a Sebastiano Ladisa, che cercherà di garantire, con una presenza sul territorio più costante, il supporto, l’esperienza e la vicinanza indispensabili in questa decisiva fase della stagione.
Il CdA della SS Taranto, dopo l’esonero di Luigi Panarelli e del suo vice Antonio Morea, ha inoltre deciso di riaffidare la conduzione della prima squadra a Ciro Danucci, che domani guiderà la ripresa della preparazione in vista dell’impegno di Coppa Italia di giovedì 8 gennaio a Massafra contro il Gallipoli. Danucci sarà affiancato dal vice allenatore Marco Perrone.
Il CdA, dopo un’attenta disamina del momento che sta attraversando la prima squadra, ha espresso la convinzione che nulla sia ancora perduto e che la promozione in Serie D possa essere centrata, a patto che lo sforzo di tutti si concentri sulla prioritaria esigenza di far emergere le potenzialità, unanimemente riconosciute, del gruppo.
Perché ciò avvenga è però necessario che l’intero ambiente (tifosi, istituzioni, operatori dell’informazione) ritrovi unità d’intenti, equilibrio, coesione e senso di appartenenza.
Il CdA, nel mentre si riserva di comunicare ulteriori movimenti che riguarderanno l’organigramma sportivo, ha infine definito un più concreto e specifico coinvolgimento del presidente onorario e di tutti i componenti del “comitato dei saggi” nella vita del club.
Le difficoltà del momento non spostano gli orizzonti della SS Taranto, che conferma e rilancia impegno, investimenti e ambizioni.










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