Fuori dal Campo

Hotel Salina: il ministro Nordio per il  referendum della giustizia

03.03.2026 20:58


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L'incontro a Taranto sul referendum della giustizia, alla presenza del ministro della Giustizia, Carlo Nordio,  ha visto una partecipazione significativa, con centinaia di persone in sala.

Oltre al ministro Nordio, sono intervenuti anche gli onorevoli Dario Iaia e Giovanni Maiorano, il coordinatore comunale di FdI, Gianluca Mongelli, il presidente dell’Unione delle Camere Penali di Taranto Vincenzo Vozza,  il  Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Taranto Vincenzo Di Maggio,  coordinatore dell’OCF (Organismo congressuale forense) Fedele Moretti, il  Presidente della Commissione tributaria provinciale già Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Taranto Massimo Brandimarte. Il coordinatore provinciale di FdI Taranto, on Dario Iaia ha guidato i lavori, favorendo un confronto costruttivo tra esperti e partecipanti.

 

 

 

“Diamo  merito al Governo guidato da Giorgia Meloni ed al Ministro della Giustizia Carlo Nordio, i quali, per primi - ha detto Iaia - hanno affrontato seriamente i temi della giustizia e degli organici. Basti pensare alla stabilizzazione di migliaia di giudici onorari che, pur svolgendo le stesse funzioni dei colleghi togati, prima dell’intervento del Governo Meloni erano veri e propri  lavoratori precari, senza diritti. Oggi, gli stessi sono stati stabilizzati e sono loro riconosciute le ferie, la malattia, la maternità ed il TFR. Cosa che prima non avveniva.  Inoltre, importante è stata anche la risposta che il Ministro Nordio ha dato ai precari degli Uffici del Processo e non solo. Ben 9368 dipendenti della Giustizia (1565 assistenti e 7803 funzionari)  saranno stabilizzati a partire dal 1 luglio prossimo con un impegno del Governo di 349 milioni di euro.  Dal Governo Meloni, quindi, fatti per migliorare il comparto “giustizia“ e dare risposte concrete ai cittadini”. 

Nei diversi interventi si è sostenuta la necessità di una giustizia più efficiente e spedita, con l'obiettivo di ridurre i tempi dei procedimenti e garantire un miglior servizio ai cittadini. Un aspetto cruciale su cui ci si è soffermati riguarda la proposta di una netta separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, per garantire maggiore indipendenza e imparzialità nel sistema giudiziario.

Si è dunque evidenziato che il referendum rappresenta un'opportunità per restituire ai cittadini il potere decisionale su questioni fondamentali che riguardano la loro vita e diritti, promuovendo una giustizia più vicina alle istanze della società, limitando l'influenza della politica all'interno del sistema giudiziario e assicurando che le decisioni siano prese in modo autonomo e basate su criteri di merito.

Foto Gianfranco Maffucci@

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