Fuori dal Campo

«Ti metto in una R4»: scritte delle BR a Roma contro il ministro Nordio. Rafforzata la scorta

30.07.2026 16:00


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Una minaccia dai contorni inquietanti riporta Roma indietro agli anni più bui della storia italiana. In via Portuense, all’altezza del civico 473 e poco distante dalla caserma dei Carabinieri nell’ex ospedale Forlanini, è comparsa una scritta stilizzata con la stella a cinque punte e la sigla delle Brigate Rosse: «Nordio ti metto dentro una R4».
​Il riferimento del graffiti — segnalato dai residenti e ancora visibile fino a questa mattina — è agghiacciante: richiama direttamente la Renault 4 rossa dove il 9 maggio 1978 venne fatto ritrovare il cadavere di Aldo Moro, assassinato dalle BR dopo 55 giorni di sequestro.
​Indagini in corso e sicurezza ai massimi livelli

Sul posto sono celermente intervenuti i Carabinieri della stazione di Villa Bonelli. Gli investigatori stanno setacciando la zona alla ricerca di telecamere di videosorveglianza utili a identificare i responsabili. Per il Guardasigilli Carlo Nordio, la cui scorta viaggiava già ai livelli massimi di sicurezza, è stato disposto un ulteriore innalzamento delle misure di tutela e vigilanza.
Un contesto purtroppo non nuovo per il ministro: negli anni ’80, mentre ricopriva la carica di procuratore aggiunto a Venezia, Nordio fu già finito nel mirino dei terroristi mentre guidava le inchieste decisive che portarono allo smantellamento della colonna veneta delle Brigate Rosse.
​La condanna unanime delle istituzioni

L’episodio ha suscitato un’immediata e compatta reazione da parte del mondo politico e giudiziario.
​Giorgia Meloni (Presidente del Consiglio): «Esprimo la mia piena solidarietà al Ministro Nordio per questa gravissima e inaccettabile intimidazione. Il richiamo alle BR va condannato con la massima fermezza e senza alcuna ambiguità.»
Ignazio La Russa (Presidente del Senato): «Rievocare i crimini brigatisti è un insulto alla memoria delle vittime e un attacco intollerabile allo Stato e alla nostra democrazia.»
Lorenzo Fontana (Presidente della Camera): «Minacce ignobili e inquietanti. La battaglia contro l’odio richiede il contributo formale e compatto di tutti.»
Associazione Nazionale Magistrati (ANM): Il sindacato delle toghe ha espresso «piena solidarietà per le odiose minacce», definendo l’episodio un «dato inquietante» su cui le forze dell’ordine faranno piena luce.

Gianfranco Maffucci

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