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Taranto, notte nera allo Iacovone: lo Squinzano firma l'impresa e fa crollare i rossoblu

08.11.2026 19:32


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La prima volta fa sempre male. Soprattutto se a farla è l'avversario, in casa tua, nel tuo stadio nuovo, nel giorno in cui dovevi ripartire.

Lo Squinzano vince 1-0 allo Iacovone e diventa la prima squadra a espugnare la nuova casa del Taranto. I rossoblu, invece, dicono addio al sogno di raggiungere il primo posto e affondano tra i fischi, al debutto in panchina di Mimmo Camassa dopo l'esonero di Luca Tiozzo.

Una settimana turbolenta, un cambio in panchina, un portiere del 2008 schierato titolare. E alla fine la stessa storia: tanto possesso, zero cattiveria, e un avversario che ha avuto il merito di crederci di più.

Camassa sceglie il 4-3-3, ma il Taranto non punge

Camassa si presenta con il 4-3-3 e lancia dal primo minuto il neo-arrivato Semeraro tra i pali. L'avvio è tutto rossoblù: pressione alta, Squinzano schiacciato nella sua metà campo. Ma è un dominio sterile, fatto di cross e tiri senza mai far davvero male.

Al 14' Losavio incorna alto. Taurino, servito da Hadziosmanovic, calcia fuori misura. Gjonaj prova dalla distanza al 24', poi ancora al 40' e al 45', senza mai trovare lo specchio. L'unico vero squillo è di Bonavolontà al 27': sinistro potente, ma centrale, e Kocsar blocca senza affanni.

Dall'altra parte, lo Squinzano avvisa già al 28': Bonicelli, da posizione favorevolissima in area, spara altissimo. Un errore che sembra un regalo. Non lo sarà.

Al 31' il primo contrattempo: Lanzolla si fa male e lascia il campo a Morales. Si va al riposo sullo 0-0, con i primi fischi che scendono dagli spalti. Il segnale che la pazienza sta finendo.

Bonicelli non perdona, lo Iacovone esplode

La ripresa riparte senza cambi, ma con un copione diverso. Al 53' D'Anna entra in area e calcia in diagonale: Semeraro risponde presente. Al 56' Gjonaj di testa, su cross di Hadziosmanovic, trova ancora Kocsar.

Poi, al 58', la doccia gelata. Ripartenza rapida dello Squinzano, palla a Bonicelli al limite dell'area e tiro a giro che supera Semeraro. 0-1. Lo stadio ammutolisce, poi esplode.

Dalla Curva Nord, al 60', partono i cori che non lasciano spazio a interpretazioni: "Vergognatevi" e "Via da Taranto".

Camassa prova a scuotere i suoi: dentro Rajkovic per Taurino, poi Skoric per Bonavolontà, la cui uscita viene accompagnata dai fischi. Ma il Taranto continua a girare a vuoto, a faticare nella costruzione, a lasciare praterie agli ospiti in ripartenza.

Il rigore sbagliato da Corvino è il simbolo della serata

Al 73' Vukoja ci prova dal limite: conclusione deviata, palla di poco a lato. Al 77' entra Corvino, l'uomo della speranza. Tre minuti dopo Semeraro deve ancora salvare tutto, deviando in angolo un destro violento di Wilson dalla distanza.

E poi arriva il momento che poteva cambiare tutto. All'83' Gautieri stende Corvino in area. L'arbitro Citrano non ha dubbi: rigore. Sul dischetto va proprio Corvino. Lo stadio trattiene il fiato.

All'84' il pallone finisce sopra la traversa. Alto, di potenza, senza precisione. L'occasione del pareggio sfuma così, come sfuma l'ultima speranza di riprendere la partita.

Lo Squinzano, a quel punto, potrebbe anche chiuderla: all'88' Ortigao sfiora il raddoppio da pochi passi, ma trova ancora un Semeraro in stato di grazia.

Al 91' il finale diventa grottesco: Morales, entrato per l'infortunato Lanzolla, viene espulso per doppia ammonizione, entrambe per gioco falloso. Taranto in dieci, in balia degli eventi.

Dopo quattro minuti di recupero arriva il triplice fischio. Lo Squinzano festeggia tre punti pesantissimi. Il Taranto esce dal campo sotto una contestazione che prosegue ben oltre il fischio finale, con fischi rivolti a diversi giocatori rossoblù.

Non è solo una sconfitta. È la fotografia di una squadra che ha perso certezze, primato e fiducia. E che ora deve ripartire davvero, perché allo Iacovone la pazienza è già finita.

Gianfranco Maffucci

 

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