DI LAURO DOCET / UN PAREGGIO CHE SA DI SCONFITTA

02.11.2014 18:46


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Quando a tre minuti dalla fine Ciarcia' ha perso ingenuamente un pallone semplicissimo sulla trequarti avversaria ed il Gallipoli sugli sviluppi dell'azione ha avuto la possibilita' di battere due calci d'angolo consecutivi, sulle tribune dello stadio di Gallipoli i 750 tarantini non hanno potuto che disperarsi quando al secondo tentativo Stranieri ha trovato il gol di un pareggio assolutamente insperato per i locali. 

Il Taranto, in quei frangenti era completamente padrone del campo, chiudeva in maniera semplicissima tutti gli spazi, tanto che il Gallipoli, nettamente sulle gambe, non riusciva quasi mai a superare il suo centrocampo.
L'erroraccio di Ciarcia', purtroppo il terzo simile in questo avvio di campionato era anche figlio della scelta di Favo di togliere un Colantoni in gran crescendo sulla sua fascia difensiva per far entrare Conti a centrocampo,  spostando così il palermitano sull'esterno difensivo. La cosa singolare di cui non riesco a farmi una ragione non è solo la leggerezza di Ciarcia' nel tentare un inutile dribbling quando poteva semplicemente appoggiare la palla ad un compagno libero, ma soprattutto la sostituzione di mister Favo. La squadra stava giocando benissimo, non si vedevano ne crepe, ne la squadra sembrava soffrire di alcun problema in nessuna zona del campo. Che motivo c'era di cambiare le carte in tavola a 10 minuti dalla fine con la squadra assoluta padrona del campo? Perche' dover ricorrere necessariamente alle tre sostituzioni togliendo un terzino in costante vantaggio sugli avversari nella sua zona di campo e capace pochi minuti prima di arrivare sul fondo e pennellare uno splendido cross su cui Gabrielloni di testa sfiorava la doppietta per una questione di centimetri. Si puo' parlare di sfortuna, di casualita' o di una sostituzione inutile e dannosa che poteva essere effettuata magari al 90' per perdere secondi?
La verita' è che ora a causa di questo errore e di altri simili, ci troviamo gia' in una posizione di classifica che ci vede a ben 7 punti di distanza da una capolista, l'Andria, a cui dovremo far visita tra poche settimane....
La disposizione tattica della squadra ha giustamente premiato l'undici di domenica scorsa con l'unica variante di Pia' al posto dell'infortunato Gaeta. E, mentre il primo tempo era stato piuttosto equilibrato con una traversa colpita da Pia' grazie una giocata da fuoriclasse e poco altro, il secondo tempo è stato solo un monologo rossoblu' nonostante l'uscita di Genchi per infortunio muscolare. Proprio il suo sostituto, Gabrielloni era lesto ad approfittare di una grave incertezza di Costantino su un tiro senza pretese di Ciarcia', mettendo in rete con un tocco ravvicinato. In precedenza il Taranto era andato vicino alla rete in altre circostanze approfittando dell'enorme calo fisico dei locali che difficilmente riuscivano a superare la trequarti avversaria.I locali venivano costantemente pressati dai rossoblu' dove spiccava a centrocampo l'enorme lavoro di "carroarmato" Marsili protagonista di una prestazione eccezionale sia come ruba palloni sia in fase di regia. 
Mignogna svolgeva un buon lavoro da interno sinistro e dalle sue parti l'asse formato con gli esterni Porcino e Pia' dava ottimi frutti tanto che le azioni offensive ioniche passavano sempre da quel lato.
La catena di destra, invece, risentiva della giornata opaca di Ciarcia' e di Russo, mentre lo stesso Colantoni aveva qualche sbavatura nel primo tempo, venendo poi sostituito, come detto, quando stava dando il meglio di se' nella seconda parte della ripresa.
L'unica nota positiva dell'incontro è la prestazione corale ottima, purtroppo pero' ancora una volta piuttosto sterile per la solita mancanza del centravanti d'area di rigore capace di segnare il suo golletto decisivo in prestazioni come queste. Tra l'altro l'infortunio di Genchi speriamo sia di poco conto, anche se in avanti pur non avendo un vero bomber, l'ottima prestazione di Gabrielloni e la crescita costante di Pia' come punta esterna di sinistra lasciano ben sperare per il futuro.
La solita sensazione di una squadra forte, compatta, sicura di se che pero' concretizza poco è stata ancora una volta molto palpabile anche in quel di Gallipoli.

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